Emersioni Mostra personale di Andrea Cavallera a cura di Marco Salvario
Emersioni
Mostra
personale di Andrea Cavallera
a
cura di Marco Salvario
CSA
Farm Gallery – Via Vanchiglia 36, Torino
25
ottobre – 23 novembre 2019
Bisogna
un po’ andare a cercarla la CSA Farm Gallery; in via Vanchiglia,
quasi in corso Regina Margherita, aprendo due portoni e scendendo una
scaletta che porta nei locali sotto un cortile, ma il percorso
d’accesso nulla toglie al piacere di visitare una galleria dagli
spazi gradevoli e curata con grande passione e abilità.
Proveniente
da una famiglia di artisti, Andrea Cavallera è nato a Saluzzo nel
1976; da sempre ricerca e sperimenta con intenso fervore linguaggi
grafici e pittorici molto diversi, per esprimere la propria visione
artistica. Lo incontriamo adesso nella mostra Emersioni, di cui
segnalo anche il raffinato catalogo.
Come
cominciare se non dall’elemento più diretto e indiscutibile che
emana dalle opere esposte? La sensazione di disagio di sguardi che
sembrano seguire il visitatore, interrogandolo e accusandolo,
ponendogli addosso angosce e disagio.
Occhi
disegnati a china o a matita, violenti, crudi, decisi; sguardi
incredibilmente vivi, segnati da un’esistenza di lotta e da
emozioni amare.
A
volte neppure sono gli occhi, ma solo un occhio, accompagnato
dall’accenno esperto di una guancia scavata, dal profilo del naso,
dalla linea del sopracciglio; bastano queste indicazioni
approssimative e incomplete a creare la sensazione di individui
segnati dalla propria esistenza, volti scavati e tesi. Chi saranno
costoro? Profeti o anarchici, santi o folli, artisti o sensitivi? O
uomini comuni, vagabondi e randagi.
I
loro sguardi ci scavano dentro, ci mettono in discussione. Non siamo
noi a osservare l’opera ma è l’opera che osserva noi, e lo fa
senza indulgenza o riguardo.
Simili
eppure diverse le opere che ho incontrato nella stanza successiva,
dove gli sguardi lasciano il posto a una raffigurazione beffarda e
macabra, caricaturale e sfregiata. Il messaggio diventa provocazione,
dissacrazione, scomposizione. Un intrigo di sentimenti e sensazioni
che si distribuiscono su livelli diversi e solo apparentemente
connessi, alla ricerca di una comunicazione forse impossibile.
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