A SPASSO PER IL MONDO di Gian Carlo Storti a cura di Miriam Ballerini
A
SPASSO PER IL MONDO di
Gian Carlo Storti
Editore:
ilmiolibro
self publishing
Collana:
La
community di ilmiolibro.it
Anno
edizione: 2014
Pagine:
142 p. € 10,62 Brossura EAN:
9788891084453
Un
libro che, lo stesso scrittore, definisce come diari di viaggi.
Scritto in prima persona e al presente. Con frasi corte, rapide,
descrittive.
Questa
raccolta, composta da 13 racconti, parla di viaggi che l'autore ha
intrapreso nella propria vita, dal 1968 al 2013, a volte visitando
gli stessi luoghi.
In
questo libro ho trovato il senso vero del viaggio che, secondo me e,
a quanto pare, anche secondo lo scrittore, non deve essere solo mero
viaggio di piacere. Viaggiare significa soprattutto andare in paesi
diversi dal nostro, avvicinarsi alla cultura, alle abitudine, alle
diversità e alle uguaglianze altrui. Tutto ciò fa godere in un modo
diverso della possibilità avuta di muoversi nel mondo, crescendo e
imparando tantissime cose. Per prima è la mente che si apre e
viaggia, che confronta, che conosce.
Storti
è appassionato di politica e, anche nei viaggi, si raffronta spesso
su questo tema.
E
come accade tutto ciò? Nel modo più elementare che è a
disposizione dell'essere umano: parlando con la gente. Chi in quel
posto lavora, studia, vive.
Mi
è piaciuto molto che ci siano delle note didattiche a fondo pagina,
per chi abbia voglia di approfondire la conoscenza di una città,
piuttosto che di una religione o altro.
Inoltre
lo trovo un interessante trattato di storia contemporanea.
Storti
parla della cortina di ferro, del muro di Berlino, visto quando
ancora attraversava come una cicatrice la città, e dopo, quando è
stato abbattuto.
Alcuni
luoghi li ha visitati in compagnia dei soliti amici, a bordo di una
124 gialla, e li ha osservati con gli occhi di un ragazzo affamato di
risposte, impegnato nel sociale e nella politica.
Per
tornarvi poi da adulto, sposato, ma accompagnato sempre dagli stessi
interessi.
Ho
scritto alcune annotazioni mano a mano che procedevo nella lettura,
come ad esempio la frase “A Berlino nessuno viene abbandonato
dallo stato”. “L'occhio vigile dello stato francese ti concede
quasi tutto, ma non l'amore di gruppo”. Oppure quando tratta
del lavoro svolto dagli extracomunitari a Nizza, lavori che solo loro
fanno, eppure alla gente “basta che stiano al loro posto”.
Storti
si interessa molto agli ultimi, ai barboni, agli extracomunitari,
questo l'ho molto apprezzato.
Parla
anche delle diverse religioni. Mi è piaciuta particolarmente questa
spiegazione che tratta della moschea: “Le donne partecipano, ma
restano nelle ultime file, dietro gli uomini. Non so chi chiese
all'interprete il perché di questa dislocazione logistica.
L'interprete, apparentemente imbarazzato, rivolse la domanda al
muezzin che rispose in tono tranquillo e con voce forte: - le donne
pregano dietro gli uomini in quanto, diversamente, gli stessi uomini
potrebbero essere invogliati a commenti e stimolazioni poco
rispettose nei confronti delle donne, vedendo essi il loro deretano.
È un modo
di rispettare le donne”.
Storti
ammette che “capire una città, anche se Europea, non è
facile”. Bisognerebbe viverci per poterne assorbire ogni
sfumatura, forse; o forse davvero basta l'impegno al confronto con
chi sta lì, come ad esempio gli italo americani da lui incontrati a
Philadelphia che gli hanno spiegato come si vive. O come si
sopravvive quando la fortuna tanto sperata non è arrivata. Come
sperassero nella riforma della sanità voluta da Obama, così che
tutti potessero assicurarsi le cure necessarie.
E
che dire della frase che fa da sottotesto al titolo, prima scritta in
francese e poi in italiano: “Dans un monde ideal l'humanité
n'existerait pas”. “Nel mondo ideale l'umanità non
esiste”.
Perciò
accontentiamoci di un mondo che non sia perfetto, ma che permetta a
tutti di esistere.
©
Miriam Ballerini
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