LA VITTIMA PERFETTA di Robert Bryndza a cura di Miriam Ballerini
LA VITTIMA PERFETTA
di Robert Bryndza
©
2019 Newton Compton Editori – Gli insuperabili gold
ISBN 978-88-227-3073-2
Pag. 373 € 9,90
Un thriller interessante,
ben intessuto.
Erika Foster è la
detective protagonista di questo romanzo. Rimasta vedova, vive sola,
ha pochi amici, uno dei quali il patologo. Mi sono piaciute molto le
relazioni che si intersecano nel libro, alcune delle quali gay, trovo
che siano come un pizzico di sale in aggiunta a una buona pietanza,
perché è importante, sempre, far conoscere le diverse realtà;
niente di meglio, quindi, inserirle in un buon romanzo.
Ci troviamo in
Inghilterra, in una estate particolarmente afosa. Viene trovato morto
nella sua casa un medico.
All'inizio pare un
incidente, forse un gioco erotico finito male. Ci si muove nella
cerchia della famiglia e delle amicizie per cercare di scoprire
qualche cosa di più.
Gli omicidi aumentano, le
vittime tutti uomini, tutti uccisi con lo stesso modus operandi:
drogati e soffocati con un sacchetto di plastica.
Nell'aria aleggia
l'ipotesi che il serial killer possa essere una donna. La certezza
arriva quando la donna si mette in contatto con la detective. Cerca
un contatto umano, vuole essere capita l'omicida soprannominata
“L'ombra della notte”.
Fa anche di più:
s'introduce nella casa di Erika, la tallona, la segue.
Così come segue le sue
vittime, pianificandone in ogni particolare gli omicidi.
La serial killer è una
donna che ha sofferto molto, cerca vendetta, ma anche comprensione.
Intanto Erika si muove in
un'atmosfera ostile, dove lavora non piace a tutti. Cercano di
metterle i piedi in testa, di farle perdere il caso.
Ma lei, tenacemente,
tiene duro, tanto da arrivare a risolvere il caso.
Mi è piaciuto molto
soprattutto per gli aspetti psicologici, la serial killer mostrata
per quello che è, non un mostro, ma una vittima che, giunta alla
misura colma, si ribella.
Unico amico un uomo che
non conosce, col quale chatta in un sito. L'amore lo può rubare solo
attraverso una comunicazione sterile, solo lì può essere se stessa
e confidare tutto il suo malessere e le sue oscure intenzioni.
©
Miriam Ballerini
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