Per i morti viventi niente luce, radio e televisione dopo mezzanotte di Carmelo Musumeci
Per i morti viventi niente luce, radio e televisione dopo
mezzanotte
- Si dice dopo due secoli: Il carcere ha fallito perché fabbrica
delinquenti. Io direi piuttosto: esso ha centrato il suo obiettivo perché è
proprio questo quello che si chiede. (Michel Foucault)
Il carcere in Italia è un cimitero e la cella una tomba spesso
sovraffollata.
Ho sempre pensato che il carcere sia il posto dove più che in qualunque altro
si possa vedere, toccare e sentire il dolore e la sofferenza, perché è il luogo
più diseducativo esistente sulla terra e che t’insegna solo ad odiare.
Nei miei 28 anni di carcere ho sempre pensato che il Dipartimento
amministrativo penitenziario sia un mostro infernale a nove teste e credo che
contro di lui non ce la possa fare neppure Dio.
Credo che in Italia non ci sia una struttura istituzionale peggiore di
questa. E questa nuova circolare, dove si chiede che “sia tassativamente
garantita una fascia di rispetto di sette ore per notte, durante la quale
vengano spenti i televisori, gli apparecchi radio e le luci”sia
un'ulteriore conferma di ciò.
Come ormai molti sanno, e confermato dall’alta recidiva e dai numerosi
suicidi, la pena in Italia si sconta in modo crudele, inumana, degradante,
distruttiva e disumanizzante.
La stragrande maggioranza dei prigionieri sopravvive in luoghi di desolazione
dove le persone vengono immiserite, svuotate e trattate come fossero pietre, in
celle piene di scarafaggi, ratti e sudiciume.
Ho letto in questi giorni che un'indagine statistica ha rivelato che la
mortalità per i detenuti è maggiore delle persone che vivono in libertà. Hanno
scoperto l’acqua calda. L’uomo è un animale nato libero e soffre la prigionia e
la cattività più di qualsiasi altro animale.
Eppure gli autori di questa circolare ministeriale si preoccupano, come dice
testualmente questa direttiva, in modo fuorviante di “tutelare il diritto
alla salute che, naturalmente, contempla anche la necessità di un adeguato
riposo notturno, riposo che non può in alcun modo essere impedito o disturbato
da parte di individui che pretendono di imporre al prossimo i propri, magari
scorretti e insalubri, ritmi sonno/veglia" dimenticando però di dire che i
detenuti spesso vengono svegliati dalle conte notturne (controlli) e dalle luci
dei corridoi che rimangono accese tutta la notte.
La gente non sa che il carcere così com’è non vuole solo punire, ma vuole
anche distruggere e ora si pretendi di far dormire i detenuti a comando, come se
fossero conigli.
Nei miei 28 anni di carcere ho sempre tenuto la televisione spenta di giorno
e l’accendevo solo a tarda sera, quando passavano i programmi culturalmente più
interessanti e ho sempre studiato e scritto di notte, adesso mi vengono i
brividi a pensare che se mi trovassi di nuovo in carcere non lo potrei più
fare.
In questi giorni un mio amico ergastolano mi ha scritto:
… sono anche stanco di chiedere, oggi vorrei solo essere lasciato in pace
in una cella, non chiedo altro che un diritto, ma come si dice è importante
avere un diritto, ma è più importante che qualcuno ti da il diritto che ti
aspetta.
Ecco, adesso il prigioniero in Italia non ha più il diritto di leggere,
studiare, ascoltare la radio e vedere la televisione quando vuole, ma quello che
fa più male è leggere che i funzionari del Dipartimento amministrativo
penitenziario (DAP) dicono di farlo per il tuo benessere e ovviamente per motivi
di sicurezza. Che tristezza essere governati da uomini che se anche non
commettono crimini a volte sono peggiori di chi li ha commessi.
Carmelo Musumeci
Giugno 2019
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