DIECI GIORNI IN MANICOMIO DI Nellie Bly a cura di Miriam Ballerini
DIECI GIORNI IN MANICOMIO
DI Nellie Bly
©
2018 Edizioni Clandestine – Higlander
ISBN 978-88-6596-692-1
Pag. 121 € 7,50
Un libro dal titolo
inequivocabile, si comprende subito di cosa si sta parlando. Ciò che
non si può sapere è che la persona che ha scritto il libro, non è
una vera malata di mente, bensì una giornalista che si è finta tale
per provare sulla sua pelle cosa accadesse nel manicomio dove si è
fatta ricoverare.
Ciò che mi ha colpito è
che ci troviamo nel 1887 e la reporter Nellie Bly, pseudonimo di
Elizabeth Jane Cochran, ha avuto questo enorme coraggio, dobbiamo
infatti pensare a una società dove ancora l'uomo la faceva da
padrone e lei, in questo contesto, fu la prima giornalista
investigativa.
Facendosi passare per una
rifugiata afflitta da paranoia, si fece rinchiudere nel manicomio
dell'isola Blackwell.
Racconta di come si è
preparata per fingersi un'alienata, quindi l'arresto, il viaggio e
l'arrivo in questa struttura.
Ci racconta di come i
medici facessero solo qualche domanda banale e, in base a queste,
giudicassero malate di mente le varie donne.
Nellie ne ha conosciute
qualcuna, di certo molte di loro non presentavano nessuna forma di
demenza, ma erano lì perché fatte internare dalla famiglia, oppure
perché povere.
Parla delle torture a cui
erano assogettate, con bagni nell'acqua gelata, vestite di abiti
troppo leggeri, così che molte si ammalavano di polmonite.
Se andavano a parlare coi
medici, lamentandosi della loro situazione, venivano tenute con la
testa sotto l'acqua fino quasi farle affogare.
Venivano nutrite con cibo
marcio, nel più completo abbandono delle normali regole di una vita
disgnitosa.
Dopo dieci giorni, un
avvocato venne a prenderla, non tradendo la sua storia. Nellie si era
fatta passare per una smemorata e, l'avvocato, finse di averla
riconosciuta.
Lasciò quel girone
infernale e scrisse un articolo che uscì sul New York World. Da quel
momento ci furono delle indagini e, grazie a lei e al suo coraggio,
la vita nel manicomio cambiò.
“ Prendi una donna
perfettamente sana, rinchiudila in una stanza gelida e costringila a
sedere dalle 6 del mattino alle 8 di sera, impedendole di muoversi e
di parlare, alimentala con pessimo cibo, senza mai darle notizie di
ciò che accade nel resto del mondo e vedrai come, ben presto, la
condurrai alla follia”.
© Miriam Ballerini
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