Parliamone... di Miriam Ballerini
PARLIAMONE...
Le esperienze personali,
soprattutto quelle dolorose, se restano a girarci dentro, lì
rimarranno senza riuscire a trovare una via d'uscita, corrodendoci
col loro acido.
Per questo voglio
condividere con voi quanto mi è accaduto, quantomeno per riuscire a
trovarvi un senso.
Su facebook, ebbene sì,
il calderone delle meschinità; ero “amica” di una persona.
Entrambi seguiamo il fan club dello stesso cantante.
Ieri questo tizio ha
postato una vignetta dallo stampo xenofobo. Parlava di varie tragedie
italiane e di quelli che si preoccupano dei migranti in mare. Il
solito discorso razziale del “noi” e del “loro”, che già
preclude una bella porta in faccia all'umanità.
Mi sono permessa di
scrivere se, per lui, fosse meglio lasciarli morire. Da qui a
scatenarsi la bagarre il passo è stato breve.
“Prima gli italiani”,
“E' finita la pacchia”, “Presto faremo una rivoluzione”...
Perdonatemi, nemmeno io
sono laureata, ma ritengo doveroso informarsi, capire, pensare con la
propria testa.
Quando mi trovo di fronte
a persone che non hanno la benché minima idea di quanto vanno
dicendo, delle conseguenze sociologiche e personali che riguardano la
coscienza e tante altre implicazioni; semplicemente preferisco
evitare inutili polemiche.
È
inutile un qualsivoglia approccio, ripetono come pappagalli slogan
presi in prestito.
Mi sono cancellata e sono
tornata alla mia vita.
Il bello è iniziato
proprio qui: l'utente della pagina ha iniziato a insultarmi e a darmi
dell'incivile perché avevo osato cancellarlo dagli “amici”.
Non sapevo avessimo
firmato un contratto a vita!
Rispondo che,
semplicemente, questi discorsi mi fanno male e, visto che credo siamo
ancora in democrazia, di potermene andare quando voglio.
Partono insulti a
raffica. La più raffinata è che non ho argomenti. La cosa mi fa
sorridere, dire ciò a una scrittrice, perdipiù di tematiche sociali
rasenta come minimo la brutta figura.
La più assurda, che io
guadagno 45 euro per ogni migrante. E questa, oltre che una falsità
abnorme, credo sia anche passibile di denuncia.
Questo è il popolo del
“prima gli italiani”. Ma solo se questi italiani scendono al loro
livello, altrimenti diventano il nemico da abbattere, da annientare.
Insultano storici,
filosofi, religiosi, sociologi, scrittori... tutti coloro che possano
dimostrare loro cosa sia una coscienza sociale e umana.
Viva l'ignoranza e la
fossa piena di fango nella quale sguazzare. Sporchi di melma se la
ridono felici di aver sconfitto il loro nemico.
©
Miriam Ballerini
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