Dimitris Taxis - “Prologue” Galo Art Gallery – Via Saluzzo 11/g, Torino Marco Salvario
Dimitris
Taxis - “Prologue”
Galo
Art Gallery – Via Saluzzo 11/g, Torino
Marco
Salvario
La
Grecia è la culla dell’arte e senza i suoi artisti e filosofi,
tutta la storia della cultura occidentale sarebbe stata diversa,
priva di basi e riferimenti. Purtroppo il presente vede spesso gli
artisti greci tagliati fuori dalle conoscenze del grande pubblico e
ignorati da molti critici; è un peccato perché si tratta spesso
d’importanti personaggi che, dalla crisi economica e non solo
economica del loro paese, hanno trovato stimolo e ispirazione; a
volte la vena creativa delle loro opere scaturisce da un rabbioso
desiderio di rivolta a volte invece da una denuncia descrittiva e
intimistica, che scava dentro la sofferenza degli uomini.
Bene
ha fatto la Galo Art Gallery ha aprire il suo spazio espositivo dopo
la pausa estiva accogliendo una ventina delle opere di Dimitris Taxis
(Trimintzios), nato in Polonia nel 1983 ma di padre greco e che ad
Atene ha vissuto e si è perfezionato.
La
mostra, dal titolo “Prologue”, è aperta al pubblico dal 8
settembre al 27 ottobre 2018.
Cresciuto
in una famiglia di artisti, giovanissimo Taxis ha cominciato a
dedicarsi all’arte del graffito e, in seguito, del fumetto,
pubblicando brevi storie.
Nella
sua mostra personale alla Galo, ci troviamo però alla presenza di un
personaggio che ci ha sorpreso rispetto alle sue note bibliografiche
e che media il suo passato, giovane e orientato a tecniche moderne,
con gli studi che l’hanno portato a diplomarsi all’Accademia di
Belle Arti di Atene. Un artista che sa cimentarsi sempre con successo
pur utilizzando tecniche espressive diverse.
Grande
è l’attenzione che l’artista porta sull’uomo, un uomo
affaticato, deluso, sofferente e solo. Un uomo figlio della crisi,
stanco di lottare anche se non si arrende. Un uomo che porta sulle
spalle il peso della propria esistenza. Non c’è rabbia, non c’è
condanna, si legge piuttosto la presa d’atto della crudeltà della
vita e della sofferenza che invecchiano i volti, ma non li umiliano e
non li piegano. Lo sguardo sfugge, si abbassa, si perde.
Quello
che impressiona di questi volti maschili e femminili è la dignità,
stanca, provata, ma ancora fiera.
Molto
efficaci e da segnalare sono i disegni a inchiostro che ritraggono
barche, trattori e persone.
L’atmosfera
che si respira è sempre quella di solitudine, abbandono, isolamento,
fatica; un mondo quasi fermo e in attesa, al più in lento movimento,
come un trattore che avanzi in un piccolo arido campo a cercare di
mietere quanto possa permettere di raccogliere quanto servirà per
vivere, per sopravvivere. Barche in secca, forse abbandonate per
sempre.
Tutte
le opere, come ovviamente sempre in queste mostre, possono essere
acquistate contattando la galleria. Per chi volesse investire
nell’arte, e potrebbe essere un’alternativa promettente a quelle
solite, vi informo a titolo indicativo, che i disegni a inchiostro
costano mediamente 500 euro e dovete aggiungere l’iva.
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