Il
problema economico in Italia è innanzitutto politico, della
"polis", e non è un problema solo localizzato: l'Italia
sta pagando più di tutte le altre Nazioni dell'Unione Europea.
Questo perché? Perché siamo tanti Stati con ancora le proprie
legislazioni in un'Unione economica gestita dalla politica
americana di Trump e tedesca della Merckel, mentre nel nostro sud
(ma, seguendo altre modalità, in tutta l'Italia) siamo in parte
governati dalla mafia che si infiltra nel sistema attraverso la
"burocrazia". La corruzione è figlia della burocrazia e
non viceversa! Pensiamo alla corruzione impropria, anzi, spieghiamo
in primo luogo la differenza tra le due: la corruzione può essere
1) propria quando oggetto del pactum sceleris è un atto contrario
ai doveri d'ufficio; 2) impropria quando l'accordo ha per oggetto
un atto d'ufficio. Ecco che qui già salta all'occhio il paradosso.
In Svezia non hai bisogno per un atto d'ufficio (cioè un atto che
ti spetta) di dover pagare. In Italia sì perché manca
l'efficienza che permetterebbe di essere tutti uguali. In Italia la
burocrazia permette di essere disuguali, nella giusta misura in cui
il politico ci possa navigare al meglio. Lui (il politico) con le
promesse elettorali, e noi con la nostra morale corrotta,
proseguiamo alla ricerca del più semplice al momento, e siamo
disposti anche a pagare o vendere voti a chi poi, attraverso la
burocrazia non efficiente, ce la farà restituire in questo modo:
esempio Ilva (ma ci sono milioni di altri casi in Italia di spreco,
sperpero, ed inefficienza). Manca la trasparenza. Noi usiamo nei
sistemi pubblici una burocrazia talmente contorta che la
trasparenza serve solo per far trasparire quanto siamo in grado di
farci del male. Pensiamo il ponte Morandi e gli appalti, nei quali
le gare in revisione di spesa (spending review) facevano intascare
al politico di turno un surplus da chi vinceva la gara, per poi
(ovviamente) aumentare il debito pubblico attraverso le spese
sostenute dal partenariato pubblico privato, tanto caro alla social
democrazia europea dell'era Blair. Pensandoci, come può esistere
un binomio di questo tipo?! Il pubblico è l'insieme, è della
“polis”, è il comune, di tutti, il privato invece è di un
proprietario, di un direttore generale, di un imprenditore. Come
può un privato fare gli interessi di tutti? Se ha un bilancio, e
questo si deve chiudere a fine anno con degli utili, gli utili
debbono uscire dalle tasche dello Stato che con una mano,
attraverso l'appalto, ha assegnato alla miglior offerta, e con
l'altra toglierà alla "polis", ciò che con la
corruzione avrà fatto avere agli italiani ossia: (le autostrade
più costose e mal tenute di tutta Europa) sono quelle italiane,
gestite da aziende che tagliano i costi e non investono nella
manutenzione. Quando la logica della privatizzazione e della
svendita dei beni ha prevalso il bilancio è stato terribile. Basta
guardare a Roma, dove scrive il corriere della sera, c'è la “linea
metropolitana più cara al mondo e sempre in ritardo, per non
parlare dei collegamenti, a cosa serve un freccia rossa Verona
Firenze, se il tempo che risparmi lo spendi aspettando il regionale
che ti porta ad Orvieto? Oggi le strade della capitale, ma non solo
sono pericolose, buche che distruggono auto, se non di peggio! Lo
scandalo dei subappalti che coinvolge politici di vari
schieramenti. Il fatto grave è che, anche se parte
dell'infrastruttura italiana cade a pezzi ed il paese fatica a
riprendersi dalla crisi, i pochi fondi sono costantemente stanziati
per progetti costosi e poco funzionali. La corruzione propria,
invece, è costituita da atti contrari ai doveri d'ufficio. Un
esempio può essere l’avvocato che rischia di perdere il lavoro
perché in base ad un decreto regio del 1931-34 la sua abilitazione
era in scadenza. Anche in questo caso avremmo pagato pur di non
perdere il lavoro. Quindi, la burocrazia e la sburocratizzazione
sarebbero, come definizione, regolate dall'art. 97 della
Costituzione, ma per capire quella italiana bisognerebbe leggerlo
al contrario. Perciò, se i criteri per il buon andamento
dell'amministrazione sono: efficienza, efficacia, ragionevolezza,
trasparenza, ed economicità, per darne un’adeguata definizione
per capire il significato dobbiamo leggerli al contrario. Pensiamo
ai passaggi inutili che hanno fatto perdere soldi alla
collettività, per esempio: a Malta, sempre per un avvocato,
l'esame di abilitazione è orale e breve. Se rispondi bene sei
abilitato alla professione. In Italia, dopo la laurea fai il
praticantato con esame finale. A Malta sarebbe già concluso, ma in
Italia non è finita qui: devi fare l'esame di difensore d'ufficio,
poi l'esame di Stato che ha 9 prove, 3 scritte e 6 orali, con media
di bocciatura del 90%. Beninteso che non è un concorso pubblico
perché, come il medico, si rientra nella nozione di impresa art.
41 della Costituzione. Con la burocrazia, in Italia, un futuro
avvocato lo sarai se fai parte del 10% dei più fortunati dopo la
laurea nel 2002, praticantato nel 2004, e risultato degli scritti
che slitta nel 2005, per obbligarti a sostenere la prova orale nel
2006/2007. Concludendo: a causa della burocrazia nello Stato
Italiano se tu sei bravo ti laurei nel 2002 e diventi avvocato nel
2007. Quindi sburocratizzare in questo senso significherebbe
stabilire una regola logica, in base alla quale chi ha superato una
prova di esame non debba più ripeterla: quanto tempo risorse e
soldi verrebbero risparmiati? Sono tantissimi gli avvocati che
persero il lavoro in questo frangente, per non parlare degli operai
dell'Ilva, e della strage di persone per il crollo del ponte
Morandi, sempre a causa di questa Italia fragile, dove le pubbliche
strutture crollano, mentre i costi negli anni sono triplicati.
Italia di burocrazia, di privatizzazioni, di corruzione, Italia che
ha appaltato a società private la gestione del suolo pubblico e
delle infrastrutture: non solo strade, autostrade, e di conseguenza
ponti, ma anche aziende, società di volo, per non parlare della
sanità regionale (anche qui differenza di costi e trattamenti),
Regioni che vengono premiate come eccellenze aumentando così la
forbice tra sud e nord di pubblico utilizzo del servizio sanitario
a causa della sfiducia nei confronti di cure non appropriate. Lo
stesso vale per l'educazione e la scuola: la cosiddetta “buona
scuola" ha aumentato i poteri ai dirigenti, stressati dal
ruolo troppo di responsabilità. Gli stessi hanno possibilità
decisoria sull'assunzione degli insegnanti precari, e la
possibilità di mantenerli tali, e di recedere il loro contratto
senza giustificato motivo. Per questo abbiamo alunni sempre meno
formati, e qui possiamo introdurre anche l'inserimento (governo
Renzi) dell’alternanza scuola-lavoro formulata in modo tale che
spezzi l'anno scolastico, e nella maggioranza dei casi non porti a
nessuna formazione perché l'istituto scolastico non riesce, anche
per la necessità di percorsi burocratici enormi, a trovare
un’azienda che si occupi di formare un ragazzo appropriatamente
dal punto di vista lavorativo. Una soluzione per migliorare nel
tempo l'economia italiana potrebbe essere la semplificazione
burocratica, ossia l'eliminazione di quella parte di burocrazia che
permette l'insinuazione di atti di corruzione nella maglia
organizzativa. Altra possibilità da rivalutare è di riportare nel
tempo il pubblico gestito pubblicamente, eliminando gli appalti
costosissimi, i più costosi d'Europa, sia per gli accordi di gara,
sia per la non manutenzione, ed in particolare per le stragi a
causa dell'inefficienza delle ditte appaltanti e l'inerzia dello
Stato.
(c) MONICA SPLENDORI
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