Artez - Dreaming on Canvas di Marco Salvario
Artez - Dreaming on Canvas
Marco Salvario
Al povero torinese distratto che cammina sul
marciapiede di via Saluzzo, zona molto vicina alla stazione ferroviaria di
Porta Nuova, la Galo Art Gallery con le sue ampie vetrine aperte sulle aree di
esposizione regala uno squarcio di luce e vivacità.
Galleria d’arte bella fuori e bella dentro, con le
pareti di bianco impeccabile e l’ottima illuminazione che valorizza le opere
senza costringere i visitatori a dovere lottare contro i riflessi e i cambi
continui di luci.
La mostra dedicata ad Artez, inaugurata il 7 aprile e con chiusura prevista il 25
maggio 2018, presenta un artista trentenne dotato di grande tecnica e di molto
talento, la cui capacità pittorica ha cominciato a manifestarsi prestissimo tra
le strade di Belgrado, in quella situazione di grande tensione politica ed
economica che stava portando alla tragica e sanguinosa dissoluzione della
Jugoslavia.
Artez,
artista di strada per vocazione e per necessità, è una personalità ribelle che
cerca non di lanciare grida di rivolta o di disadattamento, quanto di
cancellare il grigiore e le bruttezze delle città coprendole di colori, di
immagini, di vita e di natura. Non di gioia, perché nei volti degli uomini e
delle donne che spesso e con grande efficacia dipinge, raramente coglieremo
l’accenno di un sorriso e mai una risata.
Ovviamente
gli spazi offerti da una galleria sono limitati rispetto a quelli di una città,
le opere del nostro spesso arricchiscono e abbelliscono con rispetto ed
eleganza facciate di case alte più piani, ma non di meno la mostra presenta a
360 gradi la pittura e la ricerca di questo giovane artista che alla matita e
al pennello sottile ha sostituito le bombolette spray, arma infame e vandalica in
mani di persone senza capacità, e la pittura acrilica distribuita con grossi
rulli.
Coloro che,
sono personaggi squallidi e critici di cui ho fatto per decenni parte, considerano
la street art qualcosa di completamente estraneo al mondo della vera arte, un
momento episodico senza futuro e senza quasi diritto di menzione, dovrebbe
visitare mostre come quella dedicata dalla Galo ad Artez per cominciare a
ricredersi.
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