SLEEPING BEAUTIES di Stephen e Owen King recensito da Miriam Ballerini
SLEEPING BEAUTIES di Stephen e Owen King
(c) 2017 Sperling & Kupfer
ISBN 978-88-200-6326-9 Pag. 652 €
21,90
Per questo nuovo lavoro, King ha
scritto a quattro mani col figlio Owen, anche lui scrittore. La fantasia dei
due, unita, ha prodotto questo romanzo fantasy, dai tratti horror, dal quale
non mancano linee che riportano a quel problema sociale di cui spesso sentiamo
parlare ai vari tg: la violenza sulle donne.
Che succede a queste “belle
addormentate”?
La città dove si snoda la vicenda
è Dooling, West Virginia. I protagonisti lo sceriffo Lila e il marito, lo
psichiatra Norcross che lavora nel carcere del paese.
Tutto ha inizio quando una tizia
si presenta nel bosco, massacrando a mani nude due uomini. È una creatura che, fin da subito,
pare venire da un altro mondo. Viene arrestata.
Da quel momento le donne che si
addormentano, vengono imbozzolate da una fitta ragnatela. Se qualcuno tenta di
rompere quello strano involucro, come belve assettate di sangue, uccidono, per
poi tornare a dormire.
Le donne del paese cercano di
rimanere sveglie il più possibile, spesso facendo uso di droghe ed eccitanti,
ma, inevitabilmente, il sonno ha la meglio.
L’unica donna che si addormenta e
si sveglia normalmente, è proprio la detenuta che ha ucciso i due nei boschi.
Ha dato come nome Evie Black. Delle
falene la circondano e riesce, tramite gli animali, a vedere dai loro occhi,
facendosi obbedire.
Da qui il romanzo si divide in
diverse direzioni: le donne addormentate si ritrovano a vivere in una Dooling
alternativa, dove c’è solo solidarietà e aiuto reciproco.
Nel mondo “normale” invece, ecco
che gli esseri umani rimasti, tutti uomini, mostrano il loro lato peggiore. Chi
dando fuoco ai bozzoli, uccidendo di fatto le donne inermi.
Non mancano mai, negli scritti di
King, i “bulli”. E anche qui c’è questo tizio, amante degli animali, ma che non
riesce a gestire la rabbia. Fautore di un attacco al carcere femminile per
catturare Evie Black e sottoporla, a suo dire, a dei test per capire come mai
lei sia l’unica sveglia.
Le forze del bene e del male si
scontreranno a tutti gli effetti. A un certo punto quasi inducendoci a pensare
che le donne siano il bene, gli uomini il male. Che la violenza appartenga solo
ai maschi.
Saranno le donne che dovranno
scegliere se tornare o meno nel mondo normale così come lo hanno sempre
conosciuto, oppure rimanere in quella realtà alternativa dove non ci sono
mariti e padri violenti. Ma, ecco qui la piega più logica: non ci sono nemmeno
quei figli, quei mariti e quei padri che sono stati adorabili e che hanno
amato. Mentre altri decidevano di scegliere la via della violenza.
Il tramite, tra un mondo e
l’altro, un albero stranissimo, dove un serpente, una tigre e una volpe ne sono
a guardia.
Un buon libro, dove si può decidere
la propria chiave di lettura: divertente nel seguire la storia. Oppure
riflessiva per la piega sociale che implica. Oppure, ancora, assolutamente
partigiana nello schierarsi da una parte o dall’altra.
Quello che è certo è il monito
lanciato all’inizio: “Non svegliare le belle addormentate”.
Scrive il Publishers Weekly: “Questa
bella prima collaborazione tra Stephen King e il figlio Owen è un romanzo che
mescola horror, fantasy e realtà immaginando quello che potrebbe succedere se
tutte le donne si addormentassero. La scrittura scorre senza ostacoli e
l’azione sfreccia come un treno in corsa”.
Commenti
Posta un commento
I commenti sono moderati e controllati quotidianamente.
Tutte le opinioni sono benvenute. E' gradita la pacatezza.