CINQUECENTENARIO DELL’AFFISSIONE DELLE 95 TESI. Fu vera gloria? La Riforma fu riforma o controriforma?
CINQUECENTENARIO
DELL’AFFISSIONE DELLE 95 TESI.
Fu
vera gloria? La Riforma fu riforma o controriforma?
Siamo
a cinquecento anni dalla Riforma protestante. Fu vera gloria? Ai
posteri l’ardua sentenza. Fu una rivoluzione o un’involuzione? Da
un lato la Riforma spezza gli involucri feudali del Papato e
dell’Impero, erede della tradizione umanistica, già forbita da
Erasmo (“Ubi Erasmus innuit, ibi Lutherus irruit”), sposta il
potere soteriologico al singolo, all’intimo, dà una forte
importanza all’interpretazione dei testi sacri. Importante è
parallelamente alla rivoluzione culturale della stampa di Gutenberg,
la traduzione dei testi. Denuncia l’abuso dei mezzi di salvazione e
la corruzione ecclesiastica. Con Calvino esalta l’arricchimento ed
il lavoro borghese, dando l’incipit alla forma
mentis
che porterà al moderno capitalismo: Weber docet.
Eppure riflettendoci e facendo un bilancio arriviamo forse a
conclusioni anche discutibili, che ci inducono, a proporre delle
riflessioni sulle 95 tesi, tenendo anche presente la posizione del
Concilio Tridentino: 1) Sola
fides. Siamo
sicuri che solo la fede basti per la salvazione? I riformatori erano
ossessionati dal problema della salvezza, che già aveva, tra l’altro
assillato Agostino, il quale, per sfuggire agli estremi del
manicheismo e del pelagianesimo, era giunto ad una posizione
intermedia tra libertà e grazia: qui
creavit te sine te, non salvabit te sine te. Ma
siamo sicuri che basti la sola fede? Senza il concorso delle opere?
San Giacomo è chiaro – la fede senza le opere è morta (2,18) -
eppure il testo è stato espunto, insieme ad altri che andavano
contro il regime teologico generale, apposta dai luterani dal corpus
biblico. È un’illusione credere che l’uomo possa salvarsi per
sola fede. Allora potrebbe fare tutto: uccidere, darsi alla pazza
gioia e poi subito si converte. Il caso di Paolo, di Agostino, sono
casi eccezionali della bontà e provvidenza divina, ma non sono la
norma. Anche i demoni hanno fede! Eccome! 2) I sacramenti sarebbero
soltanto due: il battesimo e l’eucaristia. O meglio sarebbe
soltanto uno (solus
baptisma),
infatti non tutti erano concordi sull’eucaristia: Zuinglio crede
che sia solo la celebrazione commemorativa simbolica dell’ultima
cena; Calvino crede che serva a creare un legame spirituale con
Cristo; Lutero che sia la rappresentazione corporea di Cristo. E gli
altri, che fine hanno fatto? Il matrimonio, ad esempio, non ha valore
sacramentale? E così si potrebbe ammettere anche il divorzio. 3)
Nessuno mette in dubbio il sacerdozio universale, eppure è
impossibile che non vi sia un ordine ministeriale, del resto lo
prevede la stessa “Istituzione cristiana” di Calvino: pastori,
dottori e diaconi. 4) Lutero nega la libertà individuale (De
servo arbitrio).
Anzi poi nella pax
augustana
del 1555 la libertà viene riconosciuta solo ai principi (cuius
regio eius religio).
Dio avrebbe creato così dei manichini, senza libertà. Così
torniamo al manicheismo, allo gnosticismo ed al fatalismo tipici del
modello orientale, dove sono liberi solo i re, tutti gli altri sono
sudditi (lo dirà Hegel). 5) Di conseguenza non esiste differenza tra
religione e stato. Tutti i modelli riformati propongono non tanto un
modello laico, ma un modello totalitario religioso – tipico a
proposito quello calvinista – dove società e religione si
identificano – oggi ne abbiamo degli esempi in quelli proposti
dagli islamisti (non gli islamici). Il passaggio dal totalitarismo
religioso a quello ateo, o neopagano, o laico è così bello e
spianato. Così si spiega la mentalità tedesca che in altri tempi ha
potuto favorire l’ascesa del nazismo. Contro il principio
evangelico date a Cesare quello che è di Cesare ed a Dio quello che
è di Dio, si riafferma, invece, il cesaropapismo. Ma la religione
non può dipendere dai Cesari di turno, sennò torniamo
all’adorazione dei faraoni e degli augusti. Il capo religioso è
solo Dio, o i suoi ministri, non può essere un Kaiser. Esempi di
questi tentativi furono, oltre all’anglicanesimo: il gallicanesimo,
il giuseppinismo ed antri. 6) Lutero avrebbe potuto effettuare una
forte riforma religiosa senza dividere la Chiesa. Lo stesso fecero i
grandi riformatori religiosi della storia, come San Francesco ed
altri e nella stessa età della Controriforma. Un esempio lampante e
significativo fu quello dei Gesuiti. ma un vero riformatore cosa fa?
Prendete un Enrico VIII: fece uccidere tutte le mogli e gli
oppositori. Lutero si fece abbindolare dalla politica: fece gli
interessi dei principi e della borghesia. La sua fu una rivoluzione
borghese. 7) Lutero fece massacrare tutti i contadini, che credevano
in lui. E perché non fece massacrare i ricchi? La riforma esalta i
ricchi borghesi. Con Calvino la teologia sarà accordata agli
interessi del capitalismo. Mammona si può conciliare con Dio. Perché
il povero Muntzer fu decapitato e Lutero no? Perché il primo era un
riformatore che andava contro gli interessi dei principi, il secondo
era un riformatore borghese. La costituzione agraria rimane immutata
fino al XIX secolo. Il contadino-servo è spogliato di ogni diritto
politico. Il Principe, immagine perfetta del “principe”
machiavellico, rinvigorito dal principio luterano della passiva
sottomissione al capo - fuhrer-prinzip – (non a caso i nazisti
veneravano Lutero, mentre i comunisti Muntzer), diviene la forza
dominante della modernità. Il moto religioso si trasforma in moto
politico dando luogo alle guerre di religione. Siamo sicuri che Dio
volesse una “Riforma” del genere? 8) Basta leggere i “Discorsi
a tavola” che non provengono dall’infamia cattolica, per rendersi
conto della dirittura morale dei riformatori. Un riformatore che si
dà alle crapule ed ai ristori, che si concede agli amori carnali può
essere autentico? Lo stesso vale per Enrico VIII. Tutti i grandi
riformatori religiosi, pur nei limiti della perfezione umana, hanno
cercato sempre di essere moralmente impeccabili, ciò vale ai profeti
sino ai santi. Fate un confronto tra Lutero e Francesco di Sales. A
chi credereste? 9) Oltre la vendita delle indulgenze e la corruzione
ecclesiastica, certamente temi discutibilissimi, d'altronde la Chiesa
è casta
meretrix, e
non è perfetta in virtù degli uomini, ma in virtù della Grazia che
la sostiene, altrimenti sarebbe decaduta da tempo, con tutti i papi
del Rinascimento (tipo Borgia), il problema risiede nella dignità
sacerdotale, che procede ex
opere operatur:
cioè questo pretende che i sacerdoti fossero dei santi, mentre lui
poteva fare tutto quello che voleva (mangiare, bere, sesso, etc.) e
Dio che salva per sola fede, e non per i meriti (potrebbe a questo
punto salvare anche un Hitler, od un Mussolini, l’importante che
non fossero atei), perché non dovrebbe elargire le sue grazie
sacramentali a mezzo di ministri anche moralmente indegni? 10) Il
culto dei santi e della Vergine sono proibiti. D'altronde questo
culto è secondario rispetto a quello dovuto verso Dio: si parla
infatti di venerazione, non di adorazione. Una religione senza santi
è morta. Avete mai visto un Lutero, o Calvino, o Enrico VIII fare
dei miracoli? Una riforma senza santi è puramente umana. Al culto
dei santi viene sostituito il culto della personalità – vedete
come veniva celebrato Calvino – e ciò a lungo andare si tramuterà
nei culti laici, come ad esempio, le proposte parareligiose di
Robespierre, Comte, e – perché no? – i culti dei dittatori del
Novecento (Hitler, Stalin, …). 11) Il libero esame dei testi sacri,
che fu più che altro una trovata illuministica, non ci assicura la
retta comprensione dei principi teologici. A parte che Dio non solo
si incarta in un libro, dal quale sono stati espunti molti testi
scomodi dai riformati, quanto si mantiene vivo nella traditio.
È l’Evento, cioè l’incarnazione, il fulcro della vita religiosa
e non solo il testo sacro, che potendo essere interpretato a
piacimento può essere poi accomodato ai propri interessi ed i propri
comodi: ad esempio il divorzio, la guerra santa, l’intolleranza
religiosa. Così 1000 pastori e 10.000 fedeli potrebbero dare
interpretazioni diverse del testo sacro. 12) La Riforma su parimenti
intollerante quanto la Controriforma. Un esempio lampante fu il rogo
di Serveto. Perché tutti i movimenti religiosi non ebbero eguale
espressione nell’età della riforma? A quale movimento faceva parte
Serveto? Dio può stare dalla parte dei potenti? 13) Oltre al
fuhrerprinzip, aleggia nel luteranesimo un forte antisemitismo, che
poi troverà massima espressione nella cultura tedesca (Hegel e
company) e nel nazismo. 14) Il vittimismo: Lutero pecca di vittimismo
nei confronti di Dio. L’uomo è schiavo del peccato, dunque sarebbe
legittimato a fare di tutto e poi ad affidarsi a Dio. è vero che la
Chiesa ha abusato dei mezzi di salvazione, ma lui ha abusato dei
mezzi di non-salvazione. Quindi riassumendo, i capisaldi della
Riforma andrebbero riformati: 15) Sola
Fides.
in realtà solo la fede non basta, come abbiamo visto, quindi
andrebbe riformato in Sola
Fides cum Opera,
anche non per merito. 16) Sola
Scriptura. Sacra Sriptura interpretes sui ipsius.
Solo la Scrittura non basta. Dio non si è incartato in un libro e
finisce tutto là. Poi la Scrittura non interpreta sé stessa, ed i
testi, come già Galilei aveva evidenziato, hanno bisogno di
interpretazione. Un libro morto non può interpretare sé stesso.
Sarebbe il caso di citare Nietzsche: i fatti sono stupidi senza
l’interprete. Così i testi sono stupidi senza l’interprete
(Gadamer). D'altronde anche nella scuola protestante ci sono le
cosiddette “tradizioni” ed i teologi. Ed ognuno interpreta a modo
suo: così i testimoni di Geova fanno riferimento solo alla Bibbia
ammessa dal loro centro, i Mormoni oltre al testo sacro ammettono il
libro di Mormon, etc. Quindi
Sola Scriptura cum traditione.
17) Sola
Gratia.
Ridurre tutto a sola Grazia significa fare di Dio un dittatore. Tutto
dipenderebbe dalla provvidenza e dalla predestinazione. Così Dio
vorrebbe le guerre mondiali e i campi di sterminio. Il problema
risale ad Agostino, il quale per evitare i due estremi del
manicheismo – sola
gratia
– e del pelagianesimo – sola
libertas
– si barcamenò su di una via di mezzo. D'altronde Lutero riprende
Agostino e Paolo. Quindi: sola
gratia cum libertate.
18) Solus
Christus.
Certo va benissimo, però cum
christiano.
19) Dei
soli honor et gloria,
va benissimo, però cum
glorificatis.
Queste note critiche vogliono solo offrire uno spunto per la
riflessione storica. Del resto la Riforma è stato un movimento
importantissimo dell’età moderna.
Vincenzo
Capodiferro
Commenti
Posta un commento
I commenti sono moderati e controllati quotidianamente.
Tutte le opinioni sono benvenute. E' gradita la pacatezza.