La mappa del destino di Glenn Cooper recensito da Miriam Ballerini
© 2012 Tea ISBN 978-88-502-4642-7
€ 5,00 Pag. 411
Primo libro di Cooper che leggo.
Il suo primo romanzo “La biblioteca dei morti” ha ricevuto recensioni
memorabili.
Non avendo modo di fare paragoni,
forse la mia sarà una recensione migliore di altre che ho letto in rete e che,
danno questo romanzo come un poco deludente rispetto al primo d’esordio.
Personalmente mi è piaciuto. È un giallo ambientato in ben tre
epoche diverse, con risvolti fantascientifici.
L’autore è laureato in
archeologia, pertanto non si può fare a meno di notare l’accuratezza di alcuni
passaggi storici. Da questi passaggi nasce il romanzo d’invenzione, che si apre
a ventaglio .
Nella nostra epoca, dopo un
incendio, in una abbazia viene ritrovato un manoscritto redatto nel 1307.
Luc Simard è un archeologo e
viene coinvolto in questo ritrovamento che è solo la punta dell’iceberg. Dai
disegni e dalla mappa si risale a una grotta risalente agli uomini preistorici
con dipinti eccezionali.
Viene istituito un campo per la
ricerca, ma pare che agli abitanti del posto ciò non faccia piacere. Cominciano
ad avvenire strani morti, fino al completo eccidio di tutti i componenti della
squadra di ricerca.
Luc e la sua amica e collega Sara
sono in serio pericolo. La loro scoperta non si limita al ritrovamento di una
delle più antiche, grandi e favolose grotte del periodo preistorico. C’è ben
altro.
Il romanzo si articola in tre
momenti: l’oggi, il 1300 e la preistoria. Veniamo così a conoscenza di tutti
quanti i protagonisti che, da una scoperta incredibile, arrivano fino ai nostri
giorni e a coloro che, pur di mantenere segreta una sorta di pozione della
longevità, sono disposti a tutto, anche all’omicidio.
Il libro è un crescendo di colpi
di scena e di verità.
Fino alla fine, fino a quando
tutta la realtà ci viene mostrata. Fino a quando Luc e Sara dovranno ancora una
volta lottare per la propria vita e scendere a patti pur di continuare nella
loro ricerca e nella loro esistenza.
Eppure, all’ultima pagina,
scopriamo che quel segreto che tale deve rimanere è andato ben oltre i confini
della cittadina francese dove tutta la vicenda si è svolta.
Dice Antonio D’Orrico: “Appare
sempre più evidente che il nuovo millennio ha un cuore macabro. Glenn Cooper lo
ha intuito prima e meglio di tutti. E sa raccontarcelo”.
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