IL RINNOVAMENTO DELLA PSICOLOGIA: IL VARESINO MARIO AUGUSTO MAIERON a cura di Vincenzo Capodiferro
IL
RINNOVAMENTO DELLA PSICOLOGIA: IL VARESINO MARIO AUGUSTO MAIERON
Mario
Augusto Maieron è uno psichiatra storico varesino, di origini friulane, ma da
anni trapiantato a Varese. Maieron ha condensato nella sua indaginepsicosoficai
risultati della sua lunga esperienza clinica, uniti ad un vivo interesse per la
psicologia teoretica, con particolare riferimento all’approccio mentalistico e
viva attenzione per l’ontologia e la filosofia genetica. Queste peculiari
tendenze speculative si ritrovano in una bellissima trilogia del Maieron,
dedicata alla vita psichica: “Alla ricerca dell’isola che non c’è”; “C’era una
volta un re”; “Il matto dei tarocchi. Alice ed il Piccolo Principe”, Mimesis,
Milano. Come scrive Germana Pareti nella prefazione a
questo ultimo anello: «Maieron fa parte di quella schiera di illustri studiosi
(tra cui vanno annoverati i fisiologi Charles Sherrington e John Eccles, il
biologo e genetista Francis Crick e il compianto anestesiologo, appassionato
indagatore della mente, Mario Tiengo) i quali, pur convinti
dell’irrinunciabilità di uno studio sperimentale del cervello e delle sue
funzioni superiori (la coscienza), non intendono però fare a meno della
discussione filosofica. Anzi, sono convinti che soltanto dall’analisi
filosofica possano provenire stimoli e indizi importanti per dipanare l’intrico
della mente». È difficile trovare oggi psichiatri sensibili alle tematiche
speculative della psicologia razionale e disposti ad accogliere confronti con
la filosofia, ad eccezione dei ripetitivi pulpiti accademici, che si sono
accodati ad indirizzi di studio già consolidati e sono rimasti immobili.
Mancano scuole degne di nota, soprattutto in Italia, ove si distinguono in
pochi e tra questi canta la voxclamantis di Vittorino Andreoli. La psicologia
moderna ha ancora pochi compleanni: non ha compiuto neppure 150 anni, se si
considera che il suo anno di nascita è il 1879, quando W. Wundt fonda il primo
laboratorio sperimentale di psicologia a Lipsia. Da allora diverse scuole si
sono succedute: la psicoanalista, la behaviorista, la gestaltista, la
cognitivista, etc. Il tentativo di Maieron in questo contesto è certamente
originale ed avanguardista: consolidare la portata della discussione
psicologista. La riflessione del Nostro parte dall’esperienza clinica.
Ricordiamo che già fu primario dell’Ospedale neuro-psichiatrico di Varese e poi
dell’Unità Operativa Psichiatrica per le UUSL di Varese, Arcisate e Tradate
fino al 1993. Ha vissuto tutte le vicende del rinnovamento psichiatrico degli
anni ’60 e ’70, dall’esperienza biologica di Adamo Mario Fiamberti a quella
assistenziale di Edoardo Balduzzi, col quale egli stesso, da giovane
psichiatra, aveva collaborato nel rinnovamento generale avviato già nella provincia
di Varese negli anni ’60. Da ultimo ha pubblicato, in collaborazione con
Giuseppe Armocida, psichiatra e storico della medicina, “Storia, cronaca e
personaggi della psichiatria varesina”. Le teorie scientifiche così saggiamente
esposte dal Nostro, i cui sviluppi senz’altro presentano un particolare
interesse pure per l’indagine filosofica, assumono certamente un significato
notevolmente innovatore nella concezione psicologica generale. Così in questo
ambito, che non è solo fisiologico, ma psicologico trova pienamente diritto di
cittadinanza il mondo interiore dell’uomo, il mondo delle intenzioni e degli
scopi, come egli stesso scrive: «è giusto, per parlare di follia, parlare
prima, più in generale, di cultura e di società, delle discipline che si occupano
delle relazioni tra mente individuale e cultura e di cosa significhi società
nella sua complessità concettuale, come struttura sovraindividuale, come entità
collettiva, che per certi versi è un Noi, inteso come Io+Io+Io ecc., ma per
altri è un soggetto sovraindividuale irriducibile, depositario di valori, di
tradizioni, di giudizi e pregiudizi, con il quale tutti, come persone, abbiamo
a che fare».
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