INFORMAZIONE O ISTIGAZIONE? di Miriam Ballerini
INFORMAZIONE O ISTIGAZIONE?
Sono mesi, ormai, che guardando
la tv mi pongo delle domande. I quesiti si sono fatti sempre più pressanti con
l’aumentare di fatti di cronaca che mi hanno spinto a scrivere queste
considerazioni.
I programmi televisivi si stanno riempiendo di trasmissioni
che sono dei veri e propri processi contro colpevoli certi o presunti.
La nostra costituzione cita all’art. 27, co. 2 :«l’imputato non è
considerato colpevole sino alla condanna definitiva».
In questi programmi tutto ciò non viene assolutamente
rispettato. Fatti di cronaca vengono proposti e riproposti fino alla nausea,
con particolari esibiti in tutta la loro cruenta efferatezza.
Scrittori si propongono quali esperti di omicidi (???),
professionisti del settore si prestano al teatrino macabro messo su per cercare
di giungere prima degli inquirenti alla soluzione del caso. Giornalisti
invadenti si permettono di fare loro le indagini, di intervistare dei
testimoni, a volte causando dei veri e propri danni a chi sta compiendo il
proprio lavoro.
La vita della persona indagata viene letteralmente spalmata
sullo schermo, pescando nel torbido, non pensando che ogni persona ha il
diritto al rispetto, anche se colpevole. Anche chi commette errori ha una
famiglia che non può e non deve pagare anch’essa lo scotto dello sbaglio
altrui.
Leggo sulla rivista “Telesette” un’intervista a Roberta
Petrelluzzi, che da anni conduce “Un giorno in pretura”. Una signora della tv,
che sempre con rispetto e un tocco delicato ci ha portato a conoscere dei casi
di cronaca, discussi dopo che ci sia stata una sentenza. Dice la
Petrelluzzi: “C’è troppa morbosità, si fanno danni culturali e al processo.
Tutti pensano di saperla più lunga degli altri… Bisognerebbe istituire una
commissione di giuristi e giornalisti per stilare un regolamento”.
L’aspetto grave di questi trasmissioni, non bastasse
quanto detto fin’ora, è che la gente, soprattutto quella anziana, è quasi
costretta a seguirle. In una tv che è sempre più spazzatura, dove non c’è altro
da vedere, ecco che la gente si deve sorbire tutto il giorno il fatto di
cronaca qui, l’omicidio lì, la rapina là… tutto ciò, di fatto, acuisce nelle
persone la sensazione che non si sia più sicuri, perché c’è una moltitudine di
fatti di cronaca che ci dicono che si è in pericolo. In realtà, si presentano e
ripresentano sempre gli stessi, anzi, ben venga un nuovo omicidio, così che ci
si possano spendere sopra altre inutili parole.
Viene inneggiata la violenza, persone che arrivano a
uccidere per difendersi, così dicono, sono applaudite da un pubblico che
ritiene che la vita umana, perché appartenente a un criminale, valga meno dei
beni che si possiedono. E ci sono fior fiori di esperti ad asserire che è
giusto uccidere!
Mi vien da dire che allora aveva ragione Hermann Hesse
quando diceva che “In natura non esiste nulla di così perfido, selvaggio, o
crudele come la gente comune”.
Il buon senso dovrebbe farci dare una botta d’arresto,
cercando di capire dove tutto ciò ci stia portando. È davvero questa la tv che
vogliamo? Dove l’informazione va ben oltre, ci fa diventare tutti criminologi,
esperti di delitti; dove tutti possiamo puntare il dito contro tutti,
giudicando, scannando la vite altrui? Vorrei programmi culturali, che insegnino
e, tutto ciò che riguarda i fatti di cronaca, torni ad essere materia solo
delle persone che lo fanno per mestiere e missione e ci lasci fuori da questi
scenari macabri.
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