LA CARTA DI MILANO, UN PATTO CONTRO LA FAME E LA POVERTA’ Le “idee di Expo 2015” – 20 milioni di firme per l’appello all’ONU di Antonio Laurenzano
di Antonio
Laurenzano
Con l’opening
di venerdi 1 maggio, l’Expo Milano 2015 ha ufficialmente aperto i battenti al
mondo. “E’ iniziato il domani”, ha dichiarato il premier Renzi. E per un domani
sostenibile c’è la “Carta di Milano”, presentata alla vigilia di Expo, una
sorta di Protocollo di Kyoto dell’alimentazione. Non un accordo intergovernativo
ma un documento che comprende una lista di richieste rivolte ai governi per
interventi legislativi finalizzati a rendere effettivo il diritto al cibo, come
diritto umano fondamentale, e a tutelare le risorse naturali per assicurare ai popoli della terra un equo
sviluppo. Per la prima volta nella sua storia una Esposizione universale
promuove un atto di impegno verso i governi sollecitando azioni responsabili.
Un lungo percorso iniziato con la giornata
“L’Expo delle idee” che il 7 febbraio u.s. ha riunito all’ Hangar Bicocca di Milano oltre 500 esperti di vari
settori, suddivisi in 42 tavoli di lavoro, che hanno iniziato a porre le basi
per la stesura della Carta. Un vero e proprio laboratorio di pensiero
multidisciplinare sviluppatosi su quattro tematiche: sviluppo sostenibile,
antropologia, agricoltura e alimentazione, sociologia urbana.
La
Carta di Milano è un manifesto collettivo, un atto politico e di
sensibilizzazione globale sul ruolo del cibo e della nutrizione per una
migliore qualità di vita. S’intende così trasformare i venti milioni di
visitatori dell’esposizione universale di Milano in ambasciatori del cibo, il
cibo come fonte di nutrizione e identità socio-culturale. Un documento di
impegni di cittadinanza globale, perché la sottoscrizione è richiesta a persone
di tutto il mondo ed è un’assunzione di responsabilità di fronte alle
contraddizioni e ai paradossi del cibo che viene assunta da singoli, dalla
società civile e dalle imprese. La Carta è strutturata su quattro
target: i cittadini, con le
loro azioni quotidiane; le
associazioni, che raccolgono e diffondono le esigenze e le necessità
della società civile; le imprese,
che sono il cuore produttivo della nostra economia; i governi e le istituzioni (anche
internazionali) che devono dare gli indirizzi politici.
Il documento,
che sarà consegnato al Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon in ottobre, in occasione della sua venuta a
Milano, rappresenta un modello globale per la nutrizione: l’eredità di Expo
Milano 2015. In particolare, il “protocollo sul sistema alimentare sostenibile”
, ideato dalla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition, si pone tre
obiettivi principali:
1)-ridurre al
50% entro il 2020 l’attuale spreco alimentare nel mondo pari a oltre 1,3
miliardi di tonnellate di cibo commestibile;
2)-limitare le
speculazioni finanziarie e la quota dei terreni destinata alla produzione di
biocarburanti a livello globale;
3)-compiere
sforzi aggiuntivi per eliminare fame e
malnutrizione da un lato e obesità dall’altro.
Negli auspici
del Commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, “Il successo di Expo non deve
essere solo nei numeri ma nel richiamo ad avere un’anima! Vogliamo lasciarci
alle spalle un mondo in cui la fame e lo spreco alimentare convivono, in cui
l’obesità in un paese contrasta con la denutrizione in un altro”. L’obiettivo
di fondo, attraverso la lotta agli sprechi alimentari, è quello di “risolvere
le cause strutturali della povertà”, come ha auspicato Papa Francesco, per dire
no a un’economia dell’esclusione e della iniquità che uccide e che causa
profonde ingiustizie sociali. “La radice di tutti i mali
è l'iniquità, che continua a esistere perché non si perseguono politiche
strutturali contro la povertà, ma si adottano rimedi emergenziali, per loro
natura transitori. La terra, che è madre per tutti, chiede rispetto e non
violenza. Dobbiamo riportarla ai nostri figli migliorata, custodita. Globalizziamo la
solidarietà!”
Una grande sfida, una sfida da non perdere
per risolvere contraddizioni e
squilibri che tengono insieme ricchezza e povertà, sovrapproduzione e carestia.
Da Expo Milano 2015 le risposte per il futuro dell’umanità e del nostro
pianeta.
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