SE UN ALBERO CADE… di Miriam Ballerini
SE UN ALBERO CADE…
In questi giorni, soffermandomi a
guardare telegiornali e pubblicità, spesso mi si sono affacciate alla mente
delle considerazioni che vorrei condividere con voi.
Innanzitutto la neve. Uno
spettacolo meraviglioso offertoci da Dio, salutare, assolutamente naturale.
Quando ero bambina ha sempre
nevicato moltissimo, e il manto nevoso, steso sui campi e sulle strade, ci
accompagnava per settimane.
Non chiudevano le scuole, né i
posti di lavoro; camminavamo e si raggiungeva così tutto il paese.
Non comprendo come mai, al giorno
d’oggi, cadano due fiocchi e i telegiornali ci prospettino ciò come un’immane
tragedia.
Quasi fosse un terremoto o un
evento soprannaturale…
E mi domando: se un albero cade
in una foresta e non c’è nessuno per sentirlo, fa rumore? Se non ci fossero i
giornalisti a prospettarci eventi apocalittici, per la gente sarebbe davvero
una tragedia assistere a una nevicata?
Ma l’assurdo, secondo me, lo si
tocca quando passano certi messaggi nelle pubblicità come fossero normali.
I genitori che preparano il cibo
e, affinché i figli si degnino di scendere e unirsi alla famiglia a tavola,
bisogna mandare loro un sms!
Oppure, snobbare il buon e sano
minestrone fatto con le verdure dell’orto, per avvantaggiare quello surgelato!
Il picco lo si tocca quando si
cerca di convincere le madri a non allattare i figli, per dar loro il latte in
polvere.
Ce ne sarebbero ancora molti di
esempi da fare; tutti tastano il polso a cosa stia diventando la nostra
società.
Non abbiamo più una scatola in salotto
al nostro servizio, con programmi intelligenti che sfornino cultura, film e
divertimento; ma una mente malata che cerca di condurre il pensiero su sentieri
infangati.
Mi spaventa che la gente non
riesca a pensare con la propria testa, che si lasci imbambolare poco a poco da
queste falsi messaggi che non sono fatti per il nostro bene; ma semmai solo per
le tasche di chi deve vendere un prodotto.
Il tutto si ripete anche quando a
qualcuno interessa che il popolo diventi razzista, intollerante, giustiziere…
passano davanti ai nostri occhi dei messaggi che nemmeno ci si rende conto di
captare; che incattiviscono e sviliscono l’intelligenza e la sensibilità.
Ecco che allora un uomo che
uccide un rapinatore diventa un eroe, perché la vita di chi sbaglia, pare valga
meno di quella di un altro.
Gente che muore sui barconi
assiderata, diventa l’invasore… e altre storie altrettanto deprimenti per
l’animo umano.
Apprezzo il lavoro dei
giornalisti e dei creativi, ma quando questi abbiano un’onestà intellettuale, essenziale
per chi fa questo lavoro.
Manipolare è fin troppo facile,
lavorare bene e con coscienza, forse, è più difficile.
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