"I giusti di tutta la terra" di Fabrizio Gennaro Arresta
I GIUSTI DI
TUTTA LA TERRA
Romanzo
storico di Fabrizio Gennaro Arresta
“I
giusti di tutta la terra” è il romanzo storico di Fabrizio Gennaro
Arresta (Telemaco edizioni). Ferrara è un giovane laureato in
Agraria di Banzi (Potenza), ma con la grande passione di scrivere. E
la stoffa del romanziere c’è!
Lo
stile è scorrevole, la lettura si fa accattivante, non annoia,
trascina il lettore, lo prende e lo conduce di pagina in pagina
attraverso la curiosità degli eventi e del loro evolversi. E’ un
romanzo storico. Lo scenario è quello del Risorgimento in
Basilicata: il desiderio e i primi moti per contribuire a fare
l’Unità d’Italia; la spedizione dei Mille, Garibaldi; Vittorio
Emanuele; Francesco II. La delusione e la ribellione attraverso il
brigantaggio, Carmine Crocco.
Una
ricostruzione brillante della storia di quegli anni con tanto di
personaggi storici che l’autore riposta al termine del romanzo.
La
domanda che fa da sfondo a tutto il romanzo è: Combattere per un
sistema (stare da una parte o dall’altra) o ricercare una terza
possibilità? Cos’è che differenzia il cristiano da chi non è
cristiano?
Su
questo l’autore costruisce il personaggio di Vito Montesaldo. Già
nel cognome il destino o il progetto di quest’uomo giusto… perché
ha radicato la sua giustizia o il suo agire sul Monte saldo cioè su
quella roccia di cui parla Gesù nel Vangelo: “Beato l’uomo che
costruire sulla roccia e non sulla sabbia…”.
Vito
è l’uomo che non ci sta….. non vuole combattere! Non vuole
spargere sangue. Vito vuole trovare, ci deve essere, una terza via,
un’altra possibilità: lui la individua fondando la comunità dei
temerari, una comunità itinerante che si occupa di dar da mangiare
agli orfani e alle vedove, di consolare chi è nel pianto e nella
miseria… e man mano si delinea la figura di Vito Montesaldo. Da
bracciante e domatore di cavalli,
diventa
domatore di anime in subbuglio, domatore di violenti, di briganti, di
combattenti…. Domatore di scelte orientate al male!
Vito
Montesaldo inoltre ha nei confronti della natura un rapporto
“francescano”, fatto di rispetto, di delicatezza, di non
distruggere il creato, ma di custodire e in un certo senso di essere
grati alla natura per i suoi benefici..
Accanto
a Vito c’è Sonia, una giovane coraggiosa che abbandona gli agi di
una vita comoda per seguire la comitiva di Vito e mettersi con lui a
servizio della povertà.
Vito
Montesaldo è inoltre l’uomo della pace. Il protagonista del
romanzo trasformerà le armi in attrezzi per lavorare i campi. Infine
Vito è l’uomo della giustizia e del bene. L’autore vuole
indicarci il giusto cioè colui che fa azioni benefiche capaci di
contagiare e spingere gli altri alla solidarietà.
Gli
spunti che vengono dal romanzo per riflettere sono stanti. Sotto la
lente dell’autore anche la questione della pena di morte e il gioco
d’azzardo.
Vito
Montesaldo è inoltre l’uomo della pace. Il protagonista del
romanzo trasformerà le armi in attrezzi per lavorare i campi. Infine
Vito è l’uomo della giustizia e del bene. L’autore vuole
indicarci il giusto cioè colui che fa azioni benefiche capaci di
contagiare e spingere gli altri alla solidarietà.
Gli
spunti che vengono dal romanzo per riflettere sono stanti. Sotto la
lente dell’autore anche la questione della pena di morte e il gioco
d’azzardo.
Vito
è il giusto che incarna i “giusti di tutta la terra” perché
rappresenta un paradigma, un modello di cristiano autentico, questo
l’intento dell’autore che ha molto a cuore il tema della
giustizia.
Fabrizio
Gennaro Arresta consegna nella sua Postazione una interessante
riflessione sulla giustizia. Egli ci presenta un identikit dell’uomo
giusto capace di fare scelte controcorrenti rispetto a una mentalità
“conformista” o relativista.
Maria
De Carlo
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