La voce di Cesira Ambrosio di Vincenzo Capodiferro
LA
VOCE DI CESIRA AMBROSIO
Poetessa
dell’amore e del dolore
Cesira
Ambrosio è nata a Balvano, in una regione remota ed ancestrale del
nostro Bel Paese, la Basilicata. La madre era lucana, il padre
napoletano, ingegnere al Genio civile. È vissuta per molti anni a
Napoli, ove ha compiuto i suoi studi. Racconta sempre che nella sua
giovinezza abitava vicino di casa a Totò, il quale spesso
incoraggiava quella promettente studentessa, quando la vedeva passare
per strada con il grembiule e l'antica cartella che usavano un tempo
gli alunni. Vive oramai da anni a Potenza, ove ha insegnato per molti
anni. Fin da giovane ha nutrito un notevole interesse per la
composizione lirica, dedicandosi alla poesia già dalla prima
adolescenza. Al 1991 risale la sua prima raccolta Aprendo
l’anima. E
poi a seguire: Il
ricordo è poesia (1995);
Sogni
senza avvenire (2005);
Momenti
di grazia (2010)
con intermezzi pittorici dell’artista Mario Bochicchio. Molte altre
sue liriche sono state pubblicate in varie e molteplici antologie.
Numerosissimi i riconoscimenti letterari, che non stiamo a ricordare,
ma che attestano una grande indole e stanno a significare la
grandezza del talento letterario di Cesira Ambrosio. Il cammino della
sua poesia è un continuo messaggio consolatorio. Come Boezio lo
trovò nella filosofia, così Cesira nella poesia, per cui potremmo
affermare che tutta la sua opera è tutta un De
consolatione poesiae. È
una risposta d’amore al dramma esistenziale di una donna, un dramma
caratterizzato da profonde e dolorose vicissitudini familiari, ma
anche da momenti belli e significativi. Cesira è vissuta a Napoli
fino all’età di 25 anni. Nel 1962 è venuta a Potenza. La prima
volta, come lei stessa ci racconta, fu abbagliata dal candore della
neve. Era, come è, difficile a Napoli, provare una tale emozione! A
Potenza conobbe il suo consorte, col quale ha convissuto molti anni
della sua esistenza. In Cesira vi è la passionale anima napoletana e
la fredda, razionale anima potentina, o “potenzese” nel gergo
locale. È stata sempre la maestra amata, materna. Vogliamo citare,
come esempio - ma del resto sarebbe impossibile riportare qualche
assaggio della sua nutrita produzione poetica senza un adeguato
commento - una sua poesia in onore di San Domenico Savio: Preghiera
dei Cantori «Ti
prego, Madre Santa nella rosea e profumata aurora, fa che io ti possa
molto amare e che le tue parole mi siano care. Con la tua divina
forza, offrimi bei pensieri, perché protetto dal tuo amore, possa da
solo andare. Tu, del mondo, divina luce sei, a Te, il più bel fiore
dono sulle note del mio canto. È miracolo della mia poesia, nasce
dal cuore, diventa poi, per Te, melodia! Amen». Questo miracolo
della poesia in Cesira ha trovato una bella ed autentica espressione.
Trai premi più significativi basta ricordare che nel 2003, dalle
Edizioni Universum di Trento, è stata nominata ”Letterato del XXI
secolo”.
Vincenzo
Capodiferro
Cesira,una grande !
RispondiEliminaGrazie del suo commento! Insubria critica
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