Appunti per la ricerca di una direzione di Maria de Carlo
Saggio
su Martin Buber di Maria De Carlo
In
questo saggio, Appunti
per la ricerca di una direzione,
edito da Graphie, l’autrice Maria De Carlo affronta il controverso
tema della crisi dell’uomo contemporaneo nella filosofia di Martin
Buber. Due istinti dominano l’uomo: quello buono, in linguaggio
buberiano della “direzione”, e quello cattivo, della
“non-direzione”. L’uomo contemporaneo ha smarrito la via che
conduce a Dio. L’uomo si ritrova, per adusare una metafora
dantesca, in una sorta di crisi di mezza età, in una “selva
oscura”, ove “la dritta via era smarrita”. La causa principale
di questo smarrimento va ricercata nel profondo egoismo dell’estremo
individualismo in cui è incappata l’umanità. Questa malattia,
accentuata dal materialismo e dal consumismo sfrenato compromette, la
capacità dialogica dell’essere umano. L’uomo dell’età
tecnologica non parla più, o per citare una forte espressione
heideggeriana «L’uomo contemporaneo non pensa più!». Questa
malattia lo porta, come scrive De Carlo «alle più alte vette della
solitudine e della disumanizzazione». Di qui la forte esigenza di
interrogarsi, di mettersi in ricerca. È il caso di ricordare
Socrate: una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta. Di
qui l’importanza di ritrovare una direzione: «Sapere dove andare
equivale a dar senso a ogni nostro gesto, a ogni nostro incontro, a
ogni nostra scelta». In una società baumanianamente liquida, ove
non vi sono più punti di riferimento, non più isole, continenti,
persino scogli, in questo infinito mare, siamo come naufraghi che a
stento ci aggrappiamo a qualche relitto. In questa condizione il
classico “animale razionale” ha preso la strada della perdizione,
dell’incostanza, è rimasto solo l’arcipelago degli ego. In un
aggregato atomico di individui che si mescolano o dividono secondo
leggi meccaniche o casuali non vi è più spazio per una direzione.
La direzione richiede una finalità. L’atomismo degli aggregati
sociali, il molecolarismo ontologico, l’alienazione dissacrante
della tecnologia onnicomprensiva ci hanno portato ad un’età
critica, dall’umanesimo siamo passati pian piano con l’involuzione
della rivoluzione scientifica prima, poi quella industriale fino
all’epoca postindustriale, ad disumanesimo integrale. Gli
intellettuali, tra cui Buber, ci avevano avvertito. Maria de Carlo è
nata a Potenza. Laureata in filosofia è docente, giornalista,
pubblicista e saggista. Ha pubblicato, tra l’altro: Uscire
dall’egoità. Saggio su Emmanuel Levinas.
Vincenzo
Capodiferro
Commenti
Posta un commento
I commenti sono moderati e controllati quotidianamente.
Tutte le opinioni sono benvenute. E' gradita la pacatezza.