Gli ultimi di Miriam Ballerini
GLI
ULTIMI
Scrivo romanzi,
rivolgendo un occhio attento alle fasce di persone emarginate. Nonostante
appartenga all’animo umano la condivisione, la partecipazione e la solidarietà,
spesso mi rendo conto che sono solo parole. Belle parole, che per molti non
hanno alcun significato, anzi, sono sillabe unite fra loro addosso alle quali
irridere.
Ecco perché
continuo a battere gli stessi tasti: perché ci sono persone che ancora hanno
bisogno di credere che ci sia qualcuno che porti avanti i loro valori, che li
condivida e che sappia farsi portavoce di questi.
Con tutta la
mia debolezza di essere umano, la mia imperfezione e la sofferenza che certe
situazioni mi creano. Eppure la mia voglia di gridare ancora non si esaurisce.
Scrivo e con la
fantasia posso arrivare a inventare milioni di storie, eppure è sempre la
realtà quella che mi pone davanti alla faccia i scenari più crudeli, utili,
perché strumento di analisi interiore e, quindi, fonte per questi articoli.
Frequentando
uno studio medico mi è accaduta una delle tante miserevoli scene che mostrano
come la cattiveria e l’ignoranza, due delle piaghe incurabili dell’umanità,
appartenga a qualsiasi classe sociale. Più dolorosa se si pensa che siano stati
due medici a esporre la loro matassa sudicia di un cuore estraneo agli altri
cuori.
Homo sum, umani
nihil a me alienum puto, diceva Publio Terenzio Afro. Che significa: “sono un
essere umano, non ritengo a me estraneo nulla di umano”.
Per dirla in
parole più semplici, usando un titolo di una nota canzone: “Gli altri siamo
noi”. Quello che accade agli altri può toccare noi. Tutti abbiamo dentro le
stesse emozioni, le stesse sensazioni, la stessa capacità di fare bene o di
fare male.
Si parlava di
vivisezione, ultimamente alcuni biologi stanno ammettendo l’inutilità delle
torture inferte agli animali, quali soluzioni nei confronti dell’essere umano.
Con il continuo progredire della scienza, non sarebbe più necessario infierire
su creature innocenti.
Non voglio
girare molto intorno alla questione, arrivo subito al parere emerito di questi
medici, medici, ci tengo a sottolinearlo, e, per rispetto di chi legge,
limerò molto le parole da loro usate, eludendo anche le volgarità espresse:
-
gli animali sono solo animali, anche se muoiono non contano
nulla.
-
Si potrebbe fare la sperimentazione sulle tante “scimmie”
che ci sono in giro.
-
Io farei la sperimentazione sui barboni, tanto non sono
utili alla società.
-
Oppure sui detenuti, tanto hanno il cervello malato e
meritano di essere uccisi.
- Meglio ancora sterminare tutti gli extracomunitari che
sbarcano in Italia, che non sopporto e che farei tutti fuori.
Meditiamo
gente, meditiamo sull’ abisso sempre pronto a inghiottirci, perché sembra tanto
facile fare del male agli altri. Quanto è facile giudicare le vite degli altri
senza conoscere la loro storia; quanto è agevole credere di essere al di sopra
dell’umanità altrui, non capendo che tocca tutti noi.
© Miriam
Ballerini
(c) foto di Aldo Colnago
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