Anticipazione: ad ottobre "Misure morbide", Mimmo Iacopino alla Galleria Melesi di Lecco
Con
Misure Morbide,
Mimmo Iacopino (Milano, 29 ottobre 1962) propone una trentina di
lavori inediti, proposti per la prima volta in mostra.
Artista
conosciuto per la raffinata qualità dell’utilizzo di differenti
materiali, Iacopino si è avventato su una tavolozza fatta di fili
mouliné in cotone, strisce di velluto, di raso, metri da sarto, da
banco, senza rinunciare alla pittura. Attraverso il sottile gioco di
incastri ed eleganti stratificazioni di masse colorate, da vita a una
infinita produzione di complessi reticoli. “Trama orditi” in una
composizione che diviene con l’atto stesso del fare. La trama
cambia, i fili si intrecciano, si intersecano, vengono ricomposti,
metabolizzati e, solo dopo numerosi passaggi, l’opera può dirsi
compiuta.
Decontestualizzati
dal loro abituale campo d’esistenza i materiali, diventano corpi
morditi e lucenti che disegnano profondità, proporzione ed
equilibrio compositivo. Con uno spiccato rigore “estetico”
ereditato da un passato come fotografo di still life (Iacopino arriva
da Studio Azzurro), l’artista agisce seguendo un progetto fatto di
calcolo ma anche d’istinto, il risultato: il ritmo, il respiro,
l’emozione del fare pittura.
Nell’estate
del 2012 per la prima volta assembla nello stesso quadro metri e
nastri di velluto e raso. Diversi per morfologia e funzione i
materiali coesistono, si valorizzano, si esaltano l’uno a contatto
con l’altro: Misure
morbide.
Sperimentati
sotto forme, misure e accostamenti differenti i metri si palesano tra
le tante in opere di grandi dimensioni come Misure
morbide verticali
bindelle intrecciate a velluti dai toni delicati, in Totem
colonna verticale alla quale si accompagnano piccole tele satellite
tutte fatte di bindelle di differenti colori, Metro
cubo sculture a
forma cubica e Misura
morbida il pezzo
“forte della mostra”. Costruita con rigore sul supporto della
tela e appoggiatasi nel suo divenire al “limite” del telaio, è
stata liberata per palesarsi in tutta la sua tridimensionalità.
Elemento
caratterizzante di questa mostra, la misura di Iacopino è una misura
altra, non è la matematica operazione d’analisi, non indica, come
nella geometria descrittiva, la dimensione lineare o angolare, non è
come in metrologia il risultato dell’operazione di misurazione, ne
è la misura della musica, qual valore che indica un gruppo di note o
pause comprese in una durata definita, la misura di Iacopino è una
misura personale: astratta.
All’artista
non interessano i centimetri o i millimetri scanditi sui metri, è il
prodotto industriale che lo interessa, l’oggetto stesso è il ritmo
intrinseco che ha, un ritmo sincopato in un intreccio che ora si
palesa, scompare, dialoga con altri materiali, superfici. Spogliata
la misurazione di tutti i suoi contenuti, i suoi limiti e tutta la
relatività che gli sta intorno, i metri di Iacopino sono solo
soggetto: materia e colore.
Preparati
appositamente per la Galleria Melesi, inediti anche i gioielli di
Iacopino, interessanti ciondoli d’artista.
Accompagna
la mostra un catalogo di 60 pagine curato dall’artista e con testo
critico di Francesca Brambilla.
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Fonte : Sabina Melesi - Lecco
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