Il presente è tutto ! Riflessioni sulla categoria esistenziale della temporalità
“Il presente è tutto!”
soleva ripetere Tommaso Pedio prima di morire. La vita è come un fiume in
piena, a volte percorre tragitti comodi e sinuosi, a volte percorsi ardui e cascate.
La vita non è qualcosa che ci appartiene in modo egoistico e singolare, ma è
energia che ci ricollega all’universo, anzi all’insieme infinito degli
universi, che spesse volte abbiamo chiamato Panverso. Noi siamo come degli accumulatori
di energia vitale. Questa energia pullula innanzi a tutti. Essendo dei centri
energetici, ognuno di noi ha un alone di elettricità. Siamo unici, ma in
comunione con tutti gli esseri viventi, compresi gli astri. Il mondo stesso è
un grande animale vivente, ed ha una grande anima. Ogni evento della vita è
importante. Ci sono eventi che possiamo modificare con la nostra volontà, altri
si possono vivere al meglio, soltanto se si impara ad accettarli. Facciamo
alcuni esempi: cambiare casa, spostarci da un luogo all’altro, scegliere con
chi sposarsi, andare al cinema o andare al teatro. Altri eventi: la salute, una
malattia, una morte improvvisa, la nostra nascita. La vita è il dono più bello
che abbiamo. Nonostante le difficoltà di ogni giorno continua ad essere bella.
Si rischia però di trasformare la quotidianità in banalità. Dobbiamo sfatare i
miti ideologici che cercano di ingabbiare la vita. L’esistenza non deve essere
vista come qualcosa di negativo. L’esistenzialismo è una grande malattia
dell’anima. È ora di costruire un esistenzialismo positivo che dia il giusto
valore all’esistenza. L’esistenza è più preziosa dell’essenza. Le categorie
esistenziali non possono essere solo l’angoscia e la disperazione. Quali sono
le categorie dell’esistenza vera? «Amaro e noia la vita, altro mai nulla,»
scriveva Leopardi in A se stesso,
riecheggiando Schopenhauer, «la vita è dolore e noia». «Dei sette giorni della
settimana sei sono dolore, il settimo è noia». Queste sono le categorie
dell’esistenza secondo Schopenhauer. Eppure egli stesso perché non visse
all’insegna di questo pensiero. Anzi fu attaccatissimo, al contrario di
Leopardi, alla vita, con tutti i suoi agi e le sue possibilità ed i suoi
trionfi. Geloso di Hegel finché fu in vita. Quando morì accolse l’attenzione
del pubblico e ne godé subito. E d’altronde «non è necessario che un uomo
bellissimo sia un grande scultore o che un grande scultore sia un bell’uomo».
L’esistenza in realtà non è soltanto dolore e noia o angoscia e disperazione.
L’essere qui ed ora è già un dono meraviglioso come e perché sia accaduto non importa,
l’importante ed essere qui adesso, già questo ci deve dare gioia, la gioia di
vivere e ammirare ogni bellezza che ci circonda dimenticandoci per un momento
delle cose create dall’uomo ed apprezzando tutto ciò che fa parte della natura
e di noi. Come ad esempio: Un fiore, un uccellino, un albero, un prato verde e
fiorito, le montagne, la neve, le spiagge ed ogni cosa che ci dona la natura.
Noi ci troviamo gettati in questo orizzonte perché mai questo gettamento
dovrebbe portarci ad un sentimento doloroso. Noi ci troviamo tra le datità del
tempo e dello spazio. Noi siamo essere del momento perché viviamo questo
momento e non un altro. In ogni tempo ci sono i futuristi e il passatisti.
Molte persone passano la loro vita, il loro tempo, pensando al loro passato,
alle perdite delle persone care, ai sogni mai avverati. E passano la vita a
torturarsi con tutti questi pensieri che vivono soltanto nella propria mente e
che non permettono loro di guardare oltre. I passatisti sono sempre coloro che
vivono nel passato ma non considerano mai il loro presente né il futuro, per
questo vivono in una perenne nostalgia, sono sempre tristi, senza nessun
obiettivo nella vita. Questo perché il loro pensiero è cosi occupato nel pensare
al passato che non lascia spazio per le cose belle che sono oggi presenti e che
potranno esserlo in futuro. Poi ci sono i futuristi, coloro che vivono pensando
ad un ideale a volte anche irraggiungibile. Sono così pressi dal dover essere a
tutti i costi qualcuno o a raggiungere qualcosa che dimenticano chi sono essi
stessi. I futuristi molte volte dimostrano di avere tanto entusiasmo di
iniziative e di buoni propositi, però si dimenticano del loro presente, trascurano
di curarsi, e tralasciando oggi singola cosa, i futuristi distruggono il
passato e distruggono il presente, ma anche loro stessi pensando solo al
futuro. Il pensare, il sentire ed attuare sono cose che devono essere valutate
insieme per poter ottenere risultati nella vita. Non posso pensare solo al
passato e dimenticarmi del mio presente o del mio futuro perché mi troverò
sempre alla fine della mia corsa uguale o peggio a prima. Allo stesso modo non
posso solo pensare al mio futuro senza tener conto del mio passato e del mio
presente. Bisogna vivere al meglio il presente, che è l’unica cosa certa che
abbiamo e che come tale deve essere vissuta intensamente, prendendo input delle
esperienze positive o negative del passato ma non in maniera esclusiva ed
assoluta: le esperienze ci saranno sempre utili nel presente e nel futuro.
Nello stesso tempo anche il futuro è importante, avere un meta è importante,
perché se non abbiamo un obiettivo nella vita non andremo da nessuna parte, non
importa come lo otterremo e come faremo per raggiungerlo, l’importante è
iniziare a camminare verso ciò che desideriamo. È come quando il nostro
desiderio è di andare in una città qualunque sia, con il nostro sguardo non
riusciamo a vedere subito il luogo della destinazione, ma per poter arrivarci
dobbiamo comunque prendere una strada che ci porterà presso la nostra meta. Il
presente non ha tempo, ci sembra di essere sempre e siamo nel presente. Tutto
quello che abbiamo, tutto quello che pensiamo lo possiamo fare solo nel
presente, per cui arriveremo a dire non più “abbiamo tempo” ma “noi siamo il
tempo”. C’è una differenza tra vivere ed esistere: vivere è lo stato
dell’essere insieme a tutte le creature ed esistere invece è lo stato di essere
insieme a tutte le cose e il sentimento di libertà di chi si sforza di andare avanti
per superare sempre se stesso. L’esistente nega tutte le essenze per affermare
solo egoisticamente la propria esistenza. Certi uomini sono vissuti poco eppure
sono diventati grandi più di tanti che hanno vissuto a lungo ma non sono
vissuti affatto. Non è la quantità del tempo che conta ma la qualità. Ecco
perché dobbiamo vivere al meglio oggi singolo giorno della nostra vita. Le
generazioni del passato amavano la staticità e il mobilismo. Altre amavano
l’attivismo e la storia, oggi si ama più che mai il futuro. Si sono succedute
nella storia tre epoche: idealismo, medioevo, lo storicismo età moderna e il
futurismo e l’età contemporanea. Oggi abbiamo la febbre della comodità non
siamo capaci più neanche di salire una scala dobbiamo prendere l’ascensore; non
siamo più capaci di andare a piedi neanche per dieci minuti, c’è l’auto c’è il
tran; oggi abbiamo la febbre della fretta, non siamo più capaci di andare
piano. La vita è diventata una corsa pazzesca con i nervi sempre tesi. C’è
tempo più per pensare? C’è tempo per meditare? Così la nostra vita si perde
nelle illusioni della curiosità e ci viene posta davanti agli occhi della velo
mediatico: curiosità in tutto, in cultura in morale, in politica. Si va più al
cinema? Al teatro? C’è il tempo per leggere in dettaglio il giornale? C’è tempo
per leggere? C’è tempo da dedicare agli altri? Ai figli? Al proprio compagno o
compagna? Riusciamo più a distinguere il vero dal falso? Il vizio dalla virtù?
Il bene dal male? C’è la febbre del successo della apparenza non dell’essere,
si dice che vive bene solo chi riesce ed ha successo nella vita, in realtà non
sappiamo affatto con quante difficoltà vivono le persone di successo ed è
estimato ed apprezzato chi nella vita ha saputo osare. Ma quanti morti hanno
provocato gli eroi? Il vero successo è già la vita anche se la più banale o più
anonima. La vita è come un fiume esso nasce dalle montagne scorre rapido verso
il mare e poi evapora e ritorna a piovere. Noia? Angoscia e disperazione
derivano dal desiderio e dalla brama, dalla parte che Platone definiva
concupiscibile dell’anima. Basta con il pensare solo al futuro buttando e
sprecando il presente, bisogna vivere il presente per poter arrivare energici
al futuro.
Yelice
Feliz
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