Psicologia: la violenza domestica sugli uomini
L’uomo,
picchiato, è vittima dimenticata della violenza coniugale.
Il
pregiudizio sociale porta spesso ad ignorare la figura maschile nel ruolo di
vittima: gli spot televisivi sottolineano la violenza subita dalle donne, in
cui il messaggio diretto e indiretto e sempre quello di identificare l’uomo in
genere come cattivo e aggressivo.
Ma
la violenza che subiscono gli uomini all’interno e fuori dalle mura domestiche
non è mai menzionata.
Dagli
studi Canadesi si evince che sempre più uomini non sono carnefici ma
vittime.
I
casi di uomini vittime della violenza delle loro compagne sono più diffusi di
quanto non si creda spiega YVON
DOLLER psicologo canadese autore de “La
violenza esercitata sugli uomini. Una complessa realtà tabù 2002”.
L’uomo
maltrattato generalmente prova enormi
sensi di colpa e il più delle volte perde il suo status di uomo, finendo per
restare isolato.
SOPHIE
TORRENT mostra come la violenza psicologica
sia l’arma favorita dalle donne: questo tipo di violenza si esprime attraverso varie forme di
rifiuto, insulti o accuse infondate; mentre la violenza fisica viene
espressa con colpi inferti sul viso, colpi inferti sull’addome con forbici e
con altri tipi di lame oppure con morsi.
Tra
la violenza fisica e quella psicologica
la più favorita è quella psicologica, poiché quest’ultima è meno perseguibile
sotto il profilo legale; la donna producendo violenza psicologica tende
attraverso questa ad apportare denigrazione del proprio partner nel ruolo di
amante e di padre, esprimendo queste diffamazioni sia nella sfera privata che
pubblica, scopo di ciò è ledere la mascolinità.
Frequentemente
la donna attacca l’uomo sul posto di lavoro; scopo di tutto ciò è il produrre
isolamento sociale: la donna che produce violenza fa credere a tutti di essere
lei la vittima delle violenze che
generalmente fa subire al proprio coniuge.
La
violenza femminile è spesso giustificata, generalmente viene allegata a delle
patologie ( depressione post - parto,
autodifesa, provocazione, menopausa).
La donna violenta non viene considerata una cattiva madre, ma un padre
violento o accusato di pseudo violenza viene allontanato dai figli e viene
definito un cattivo genitore.
Bisogna
rilevare che continuando a negare il fenomeno degli uomini maltrattati, le
femministe stanno ostracizzando una categoria di donne che soffrono dei loro
comportamenti violenti. Continuando a non vedere viene esclusa ogni possibilità
di costruttivo aiuto.
Nella
ricerca condotta in Spagna “ La violenza domestica: quella che si racconta” appare che i maschi morti all’interno delle mura domestiche sono il
27%.
Eppure
il ministro spagnolo del lavoro degli affari sociali, Jesus Coldera afferma :”La
violenza delle donne sugli uomini è minima”. Mentre il ministro di Giustizia JUAN FERNANDO LOPEZ ANGUILAR afferma: “Non
esiste negli ospedali e nei commissariati una casistica degli uomini
maltrattati”.
Anche se i media non parlano, la violenza delle donne
sui mariti, conviventi o amanti è un fenomeno che dilaga in tutto il mondo.
Negli Stati Uniti, nel 2004, è alto il tasso di violenza fisica tra i
partner: essa è stata attribuita per il 35% ai maschi e per il 30% delle donne.
Come mai, se il flagello delle femmine che
malmenano è diffuso su scala mondiale, non abbiamo denunce?
Gli uomini che vengono picchiati spesso sono poco
creduti o vengono messi alla berlina.
“Una donna maltrattata guadagna uno status e può
trovare sostegno presso tanti gruppi per uscire dall’interno delle violenze
coniugali, mentre un uomo malmenato prova vergogna e perde il proprio status di
uomo”.
“Gli uomini non denunciano i maltrattamenti subiti,
perché non esistono luoghi, commissariati a parte, dove possono farlo, né
esistono istituti pubblici come quelli della difesa della donna”.
Puntualizza lo spagnolo ELOY RODRIGUEZ (psicologo e
sessuologo): il 92% dei maschi non denuncia i maltrattamenti perché pensa che così
metterebbe in dubbio la propria mascolinità.
E’ una questione culturale difficile da scardinare.
I vari studi dimostrano che tra le statistiche reali e
quelli ufficiali esiste una profonda diversità, poiché il femminismo ha percorso
un cammino errato, alzando una muraglia tra i due sessi, sostenendo che la
violenza è intrinseca al maschio; una barriera montata per nascondere la
violenza delle donne.
Dott.sa Maria Bernabeo
Quando sento parlare di violenza domestica, indipendendemente dal fatto che qui si parla di violenza sugli uomini, a me viene in mente una relazione malata. Perché mai una donna od un uomo dovrebbero stare con un partner violento? La risposta dovrebbe essere elementare: lasciatelo! Se non lo fate il problema è inequivocabilmente dentro di voi. Prima ancora di andare dai Carabinieri io andrei da uno specialista, che vi serve di più.
RispondiEliminaBisogna concentrarsi sulla violenza contro le donne. Chiamare in causa la violenza femminile contro i maschi distoglie l'attenzione dal problema delle vere violenze coniugali, quelle contro le donne. E' assurdo che qualche maschietto si lamenti delle botte che gli da la moglie, quasi certamente meritate. La maggior parte degli uomini non denuncia perché è davvero un disonore e una vigliaccheria denunciare una donna!
RispondiEliminaEvidentemente non conosci il significato di violenza psicologica e ne di violenza fisica. Entrambe sono a prescindere dal sesso. La posizione sociale viene comunque 'minata'. Il rispetto è una gran cosa, il rispetto e la dignità della persona prima di tutto.
EliminaBisogna, secondo me, concentrarsi sul fatto che si vive assieme per stare bene. Ricevere botte non è normale: chi le riceve e prosegue nella relazione dovrebbe seriamente chiedersi il perché.
RispondiEliminaSe permettete intervengo nella discussione: comunque si parli di violenza, sia maschile che femminile, dobbiamo assolutamente avere rispetto per la vittima. Non si può prendersela con chi subisce!!
RispondiEliminaAntonio: quando si è soggetti a questo tipo di violenza, nella persona scatta un meccanismo che la induce a pensare di meritarselo. E la paura di denunciare, finendo poi col prenderle di più, dobbiamo mettere in conto anche quello. Spesso chi abusa è stato abusato e ha un modo malato di porsi nella coppia. Chi subisce, diventa un cane che si morde la coda e non riesce a uscirne. Parlarne è facile, esserci è un'altra cosa. Io sono sempre dalla parte di chi soffre e proporrei aiuto anche a chi non sa usare un altro sistema di comunicazione che sia la violenza. Miriam Ballerini
" Leggendo i commenti, deduco che l'articolo è stato interpretato con superficialità e pregiudizio.
RispondiEliminaL'articolo vuole mettere in evidenza che oltre la violenza maschile esiste anche quello femminile, prodotta da vari meccanismi.
Fino ad oggi non è stata altamente documentata per puro pregiudizio nei confronti del maschile, si pensa sempre che sia il maschio ad essere violento poiché si giudica la donna fragile e vittima, fino a quando esisterà tale convinzione sarà difficile accettare tale realtà e anche ciò che questo articola descrive"
Dr.ssa Maria Bernabeo
@Miriam
RispondiEliminaSì Miriam, sono completamente d'accordo con te. Forse mi sono spiegato male, ma i concetti sono i medesimi.
Antonio di Biase