"DIO": la commedia del Teatro Franzato domani al Santuccio di Varese
Domani mercoledì
27 marzo, Giornata
Mondiale del Teatro istituita dall'Unesco,
alle
ore
21, al Teatro “Gianni Santuccio” di Via Sacco 10 a Varese il
Gruppo Adulti Accademia Teatro Franzato
presenta
“DIO”
di Woody
Allen, regia di Paolo Franzato.
L'Atto unico è ambientato in uno
spazio teatrale di una improbabile antica Grecia, in cui due
ateniesi, Epàtite e Diàbete (interpretati da Irene Terzaghi e Mauro
Provvidi) stanno per mettere in scena una tragedia. Un laido
inventore (Trichinosi) propone loro di impiegare un deus ex machina
(da cui il titolo) per risolvere spettacolarmente il finale. Intanto
una sensuale ragazza del pubblico irrompe in scena chiedendo di poter
recitare nello spettacolo. Dopo aver consultato telefonicamente Woody
Allen in persona, viene scritturata dalla compagnia. La tragedia
(nella commedia) ha inizio.
Vi si narra la vicenda di uno schiavo che deve recapitare un messaggio al Re. Con il sostegno di stravaganti Parche pseudoveline in versione turistica, di una strabiliante donna accoltellata e di un beffardo coro greco, lo schiavo riesce a portare a termine la missione. Invece di una ricompensa, ottiene una condanna a morte; il deus ex machina che dovrebbe sopraggiungere per risolvere la situazione si inceppa e gli attori sono costretti ad improvvisare un finale, mentre attori e spettatori, sempre più spazientiti, si scatenano in un caos finale. “Dio” è una commedia metateatrale dove si assiste alla disastrosa messa in scena di una tragedia greca, mentre un finto pubblico moderno (infiltrato tra gli spettatori reali) interrompe gli attori e lo stesso Woody Allen telefona in scena. La realtà si mescola alla finzione in un crescendo di entrate a sorpresa e di inaspettate uscite in platea, in un grande gioco dove non mancano spunti di riflessione.
----Vi si narra la vicenda di uno schiavo che deve recapitare un messaggio al Re. Con il sostegno di stravaganti Parche pseudoveline in versione turistica, di una strabiliante donna accoltellata e di un beffardo coro greco, lo schiavo riesce a portare a termine la missione. Invece di una ricompensa, ottiene una condanna a morte; il deus ex machina che dovrebbe sopraggiungere per risolvere la situazione si inceppa e gli attori sono costretti ad improvvisare un finale, mentre attori e spettatori, sempre più spazientiti, si scatenano in un caos finale. “Dio” è una commedia metateatrale dove si assiste alla disastrosa messa in scena di una tragedia greca, mentre un finto pubblico moderno (infiltrato tra gli spettatori reali) interrompe gli attori e lo stesso Woody Allen telefona in scena. La realtà si mescola alla finzione in un crescendo di entrate a sorpresa e di inaspettate uscite in platea, in un grande gioco dove non mancano spunti di riflessione.
Fonte: Ufficio Stampa Teatro Franzato
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