"Gabbia d'acciaio" di Philip Kerr
In copertina si legge: “La
risposta inglese a Micheal Crichton”, del Financial Times. Leggendo, si scopre
che questa definizione si avvicina molto alla realtà. Non troviamo dinosauri
ricreati dall’uomo che finiscono per rivoltarsi contro ai loro “padri”; ma
l’intento segue lo stesso filo conduttore. Il soggetto è un palazzo di ultima
generazione, un edificio “intelligente”, interamente gestito da Abraham, un
computer. E’ lui che si occupa del funzionamento dell’impianto di
climatizzazione, degli ascensori, le porte, le serrature; perfino la pulizia
dei bagni e dell’ingresso! Alla soglia dell’inaugurazione, dove già si sono
delineati il caratteraccio dell’architetto che lo ha ideato, Ray Richardson, e
le peculiarità degli altri personaggi che hanno lavorato per creare questa
meraviglia tecnologica, un tecnico e un guardiano notturno vengono trovati morti
all’interno della costruzione. All’inizio, si pensa alla mano di un folle, o a
una tremenda fatalità. A questo punto, il lettore viene sorpreso, riga per
riga, dalla terribile verità che si delinea, quando Richardson e i suoi
collaboratori, rimangono bloccati nel grattacielo. Uno dopo l’altro, sembra
siano tutti destinati a fare una fine orribile, decisa dalla mente del
computer. Il modo di narrare di Kerr è abile, avvincente, informato. I
capitoli, suddivisi in libri, sono tutti preceduti da frasi scritte da altri
scrittori e architetti. In alcuni capitoli, mentre Abraham si avvia sulla
strada della onnipotenza, troviamo scritte le sue parole e i suoi pensieri. “
Undici persone morte, e in meno di trentasei ore! Una cosa che faceva capire
quanto la gente fosse vulnerabile di fronte al mondo che essa stessa si era
costruito. Quanto fosse pericoloso il mondo efficientista, energetico,
automatizzato, cablato, che la scienza aveva portato alla luce. Era facile
essere uccisi, se si sbarrava la strada alle macchine. E quando una macchina si
guastava, si finiva sempre per sbarrarle la strada. Come facevano scienziati e
ingegneri a non capirlo?”. Vale la pena di aggiungere le tre frasi che
completano il retro della copertina: Hanno progettato il grattacielo perfetto.
Gli hanno dato un cervello proprio. E ora ha deciso di usarlo.
© Miriam Ballerini
Commenti
Posta un commento
I commenti sono moderati e controllati quotidianamente.
Tutte le opinioni sono benvenute. E' gradita la pacatezza.