30 agosto 2018

Il risveglio del lupo di Barbara Repetto

1.       Breve biografia
Barbara Repetto sogna di fare la scrittrice da sempre, da quando, a soli tre o quattro anni, batteva tasti a caso sulla macchina da scrivere del padre, chiedendo trepidante: “Allora, che cosa ho scritto?!”
Nata e cresciuta a Genova, dove ancora oggi vive, serba nel cuore l’amore incondizionato per la sua città, unito ad un interesse profondo per l’arcano e la magia, e alla predilezione per quei valori, saldi e indissolubili, quali senso del dovere, lealtà e amicizia.

2.      Dati Romanzo

Titolo: Il Risveglio del Lupo

Serie: Il Ciclo dei Guerrieri del Sole

Genere romanzo: Fantasy

Data pubblicazione: 12 luglio 2018

Casa Editrice: Lettere Animate Editore

Pagine: 242

Prezzo sul sito Amazon: Cartaceo 11,90€ - Kindle 2,99€ (variabile)

Formato: Cartaceo, ebook

Trama: La Terra del Vespro è in guerra da anni, e la guerra non risparmia nessuno. Cederik dovrà purtroppo fare i conti con questa dura realtà, ritrovandosi a soli tredici anni catapultato in un mondo estraneo e violento, privato dei suoi cari e dei suoi beni, senza alcun tipo di speranza per il futuro. Malgrado la nuova condizione d'impotenza, il giovane protagonista non si darà per vinto: accanto al suo padrone e maestro Ser Nemo riconoscerà lo spirito del guerriero che è in lui, e con determinazione e coraggio forgerà un nuovo destino.

Estratti
Al mondo, tutti nascono con una vocazione: c’è chi ha la musica nel cuore, chi la poesia nello spirito, chi possiede la conoscenza della terra nelle mani e chi, come me, sente qualcosa di più vasto scorrergli nel sangue, una forza potente, il richiamo di un luminoso destino al quale sa di appartenere, come l’acqua al mare, come le stelle al cielo. Un fiume, per quanto nasca da ripide montagne, non può cambiare il suo corso, non importa quanta strada dovrà percorrere, prima o poi accetterà il suo fato e si unirà a qualcosa più grande di lui, portando a compimento ciò per cui è nato, trovando infine il proprio posto, la sua parte nel tutto. Nello stesso modo, un giorno, anch'io avrei compreso e trovato il mio posto nella Terra del Vespro.
Mi asciugai il sangue che mi colava dall’estremità delle labbra, osservando il rosso brillare sulle mie dita alla stregua di un gioiello prezioso: non mi importava quante altre volte lo avrei rivisto se decidevo di persistere nella mia scelta, ero pronto a pagare il prezzo per ciò che chiedevo. Mi rimisi in piedi, mettendo a tacere il dolore che avrebbe voluto risalirmi per la gola. «Il mio cuore è grande abbastanza non solo per contenere i miei sogni, ma anche tutte le conseguenze che essi porteranno.» 
3.      Link


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TRASFORMAZIONE di Giovanni Margarone


TRASFORMAZIONE

In questa nostra epoca, l’uomo sta attraversando una fase di trasformazione di lungo periodo che lo sta condizionando. Ma non è la prima.
Nel XX secolo, per esempio, fasi importanti, nonché estremamente tragiche e devastanti, sono state le due guerre mondiali e le vicende sociali correlate. La prima guerra mondiale ha provocato la dissoluzione degli imperi centrali europei e ha favorito l’affermarsi di dittature (cfr. Italia, la vittoria mutilata con l’affermazione, dal 1920, del movimento fascista. Germania, il terzo Reich di Adolf Hitler a seguito della grave crisi economica tedesca. Spagna, la dittatura di Francisco Franco).
L'ultimo conflitto, la cui fine dista da noi ormai più di 70 anni, ha influito profondamente riguardo allo sviluppo della società contemporanea creando nuovi equilibri mondiali sorti sulle ceneri dei precedenti assetti geopolitici ulteriormente modificati poi con la dissoluzione dei regimi comunisti (cfr. 1989 caduta del muro di Berlino e sue conseguenze) e la relativa modifica degli equilibri mondiali tra le due superpotenze (U.S.A. ed ex URSS). Cito inoltre la dissoluzione della ex-Jugoslavia, che merita un articolo di approfondimento dedicato, sfociata nelle atroci guerre balcaniche degli anni ’90.
L’uomo di oggi appare confuso e disorientato e sembrerebbe non comprende il vero senso storico degli avvenimenti di qualsiasi tipo e portata, pur essendo protagonista, tuttavia, di una storia umana da sempre afflitta da problemi esistenziali.
Riguardo al tema guerre, in una fase storica dove gran parte del mondo vive in pace da più di settant'anni, un’altra parte di mondo invece, come quella del continente africano, per esempio, continua ad essere insanguinata da perenni guerre civili purtroppo poco considerate dalla comunità internazionale se non addirittura ignorate o dimenticate (cfr. Darfur). L’occidente opulento e opportunista sembrerebbe quindi insensibile alla sofferenza in quanto distratto dai suoi interessi capitalistici, a scapito dell’umano senso di solidarietà e soccorso. Questa affermazione potrebbe far pensare che l’intero mondo occidentale sia cieco e sordo, soprattutto là dove non ci sono attrazioni di interesse economico.
Ma l’antropologia insegna che l’uomo, essere intelligente, ha una molteplicità di aspetti che conducono alla positività ovvero alla negatività. Sarebbe troppo generalistico pensare che il lato oscuro sia l’unica e dominante faccia dell’ego umano, come spesso e purtroppo, dico purtroppo, vogliono far intendere i mezzi di comunicazione di massa. Per questo è doveroso effettuare un’attenta analisi dei contesti al fine di ottenere una panoramica quanto più aderente alla reale visione delle dinamiche storico-sociali, antropologiche e geopolitiche.
È da tale analisi che emerge l’esistenza di una parte di mondo occidentale sensibile e attento, quotidianamente impegnato in una battaglia a oltranza per la tutela dei diritti umani al fine di giungere là dove questi sono purtroppo violati. È il risultato di un esame introspettivo che quella parte di società occidentale sicuramente ha fatto a differenza di un’oligarchia economico-politica che persevera nella sua esecrabile mission di prevaricazione basata su una continua ricerca dell’arricchimento sconsiderato.
In un passato neanche tanto lontano, la povertà nel mondo occidentale dilagava, con una casta nobile che sfruttava il popolo suddito – povero e ignorante - il quale subiva sistematicamente la violazione dei più elementari diritti umani, senza possibilità di riscatto. Nel novecento, si affermarono poi le dittature con il potere accentrato nelle mani di un unico uomo il quale non faceva altro che opprimere ancora una volta il popolo negandogli anche qui i più elementari diritti.
Dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale, su sollecitazione dei nuovi assetti democratici che si erano affermati e, in generale, da un diffuso desiderio di giustizia sociale a tutela dei diritti umani da parte della Comunità Internazionale, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 10 dicembre 1948, promosse laDichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo”. Con questo documento, la Comunità Internazionale si prefiggeva lo scopo di tutelare i più elementari diritti umani ad ogni individuo della Terra. Intento ammirevole, ma che purtroppo, in taluni casi, non ha dato gli esiti sperati (Cfr. discriminazioni razziali, di genere e religiosa, per esempio, perpetrata ad oltranza in vari contesti sociali contemporanei anche occidentali, regimi autoritari in varie parti del mondo tuttora esistenti, adozione ancora della pena di morte).
Il passato è stato crudele, non ci sono dubbi in proposito, ma necessario e prodromico alla formazione dell'attuale società civile: sono i corsi e ricorsi storici (cfr. Giambattista Vico) che l’uomo contemporaneo deve continuamente analizzare per parare gli errori del passato; sebbene, tuttavia, l’analisi, nel corso dei tempi, non abbia mai spesse volte dato buoni frutti (cfr. Campagna di Napoleone in Russia, Campagna di Hitler in Russia; Guerre balcaniche degli anni ’90 e altro ancora).
È assodato che stiamo vivendo un periodo storico sicuramente caratterizzato da rapide trasformazioni che spesso non comprendiamo a fondo, come in campo economico, quando la globalizzazione irruppe negli anni 2000 e il tessuto produttivo si modificò radicalmente trasformando il mondo del lavoro nonché i sistemi di lavorazione e commercializzazione.
La crisi intervenuta dal 2008 ha sicuramente accelerato i processi, richiedendo interventi strutturali necessari a tamponare effetti devastanti, ma tutto è sempre collegato alla fase di trasformazione che la società contemporanea sta vivendo.
Le vicende sociali attuali, sicuramente, portano tutti a guardare più al futuro rispetto a prima; l'uomo contemporaneo senz’altro avverte in modo più grave il senso di responsabilità verso le future generazioni rispetto a prima. Per questo, sebbene sembri che la speranza e l'ottimismo vengano meno, è necessario non temere le sfide del futuro e cercare di affrontare, con razionalità e spirito costruttivo, i problemi dell'attuale società.
Bisogna analizzare sia i lati positivi, sia i lati negativi con ragionevolezza e giusta misura, sempre.



Giovanni Margarone

28 agosto 2018

LIBERO SESSO IN LIBERO STATO a cura di Angelo Ivan Leone




LIBERO SESSO IN LIBERO STATO
Sulla sessualità è da ricordare che tra i tre più grandi uomini che la storia abbia mai conosciuto: due su tre erano certamente bisessuali e il primo Alessandro, era più omessuale che etero. L'amore che ebbe per Efestione era davvero l'amore cantato dai poeti, al confronto del quale impallidiva il trasporto tutto sessuale per Rossana. Per quanto riguarda il secondo uomo dei tre, questi era Caio Giulio Cesare che esordì nella storia grazie ai favori avuti dal re Nicomede, sovrano della Bitinia, favori che il giovanissimo Cesare ottenne grazie al fatto di aver "perso il fior della sua giovinezza" con il re asiatico, come ci ricorda Cicerone. La bisessualità di Cesare era tanto conclamata che i soldati quando egli trionfava erano soliti motteggiarlo, con questo distico "E' arrivato il marito di tutte le mogli e la moglie di tutti i mariti".Questo per ricordare che la sessualità deve essere libera e non regolamentata dallo stato, sarebbe la peggiore delle dittature. E' da rammentare specie al governo attuale, non vi rimarebbe che Napoleone anche se non escludo che qualcuno, li nel governo, si possa sentire davvero come il piccolo grande corso. Ma, in questo caso, ci vorrebbe un buon medico.

(c) Angelo Ivan Leone

26 agosto 2018

Due romanzi di Rossana Lozzio: "Il peccato non esiste" - "Il piacere nell'ombra"



Titolo: Il peccato non esiste
Autrice: Rossana Lozzio
Genere: Erotic/Romance
Formato: ebook (disponibile anche per Kindle Unlimited) e cartaceo
Serie: Fa che non sia MAI #2
ISBN: 9781719835350
Prezzo: € 1,99 Ebook / € 10,40 cartaceo
Cover graphic: Alma Leonardi


LINK AMAZON ebook (In pre-order. Data prevista per la pubblicazione: 31 agosto 2018):



TRAMA:

Ashton Webb e Luna Palavicino: lui non è capace di amare, lei ne ha una profonda sete.
Hanno trascorso un’intera estate insieme, per occuparsi del restauro di uno degli hotel dell’imprenditore e Luna ne ha subìto il carisma, che ha scoperto essere infernale come ciò che trasmette con lo sguardo, fino a innamorarsene. Senza alcuna speranza di essere contraccambiata.
Sono trascorsi due anni durante i quali le loro vite sono andate avanti senza più incrociarsi ma – alla vigilia di una nuova estate - Ashton ignora che il destino che è abituato a manipolare a suo favore ha in serbo molte sorprese. Per entrambi.
Il peccato non esiste è il secondo e ultimo capitolo della duologia Fa che non sia MAI, in cui potrete immergervi insieme ai protagonisti e amare ogni loro contraddizione, attimo dopo attimo, rischiando di restare senza fiato.
Profilo Twitter:
Playlist    musicale:https://www.youtube.com/playlist?list=PLdHAb7upGs2eqFsPwLHxI3bB5dmQIh0xA



Titolo: Il piacere nell’ombra

Autrice: Rossana Lozzio
Genere: Erotic/Romance
Formato: ebook (disponibile anche per Kindle Unlimited) e cartaceo
Serie: Fa che non sia MAI #1
Prezzo: € 1,99 ebook / € 10,40 cartaceo
ISBN: 9781983213977
Cover graphic: Alma Leonardi


LINK AMAZON ebook (In pre-order. Data prevista per la pubblicazione: 30 giugno 2018):



TRAMA:

Ashton Webb e Luna Palavicino: lui non è capace di amare. Lei non sa ancora cosa significa.
Lui è un ex modello, imprenditore di successo. Lei si è appena laureata in architettura, con il massimo dei voti.
Moena, un magnifico borgo nel Trentino Alto Adige fa da sfondo al loro primo incontro: sarà Luna, figlia di un suo ex collega che aveva perso di vista, a occuparsi del restauro dell’Hotel delle fate, ultimo acquisto che Ashton intende trasformare in una struttura ricettiva di alto livello.
Trascorreranno insieme un’intera estate… basterà per cambiarli o servirà soltanto per sottolineare tutto ciò che dovrebbe respingerli e che invece li attrae?
Il piacere nell’ombra è il primo capitolo della duologia Fa che non sia MAI, in cui potrete immergervi insieme ai protagonisti e amare ogni loro contraddizione, attimo dopo attimo, rischiando di restare senza fiato.
Pagina Facebook della serie: http://www.facebook.com/FaCheNonSiaMAI

L’AUTRICE:
Rossana Lozzio è nata e vive a Verbania.
Ha pubblicato ventuno romanzi, ha curato la biografia di Alberto Fortis ed è presente in cinque antologie di racconti brevi.
Cura e gestisce la FanPage Facebook Ufficiale di Teo Teocoli, gestisce il Blog “Gocce d’inchiostro rosa” nel quale si occupa soprattutto di segnalare e recensire romanzi “in rosa”, si occupa di editing e di consulenza editoriale come freelance ed è stata Presidente dell’Associazione Culturale “L’albero delle fate”.
Pagina Facebook:
Profilo Twitter:

24 agosto 2018

NULLA MISCHIATO CON NIENTE di Angelo Ivan Leone


NULLA MISCHIATO CON NIENTE di  Angelo Ivan Leone

   Mentre infuria e impazza la polemica degli immigrati, movimenti più o meno assurdi tentano di cavalcare l'onda del facile sentimento di paura e sgomento che una tale invasione, per quanto ingigantita, provoca nella popolazione, perché parlare di opinione pubblica in Italia sarebbe un po' troppo. Nessuno di questa classe politica di pigmei incrociati con i nani da giardino sembra accorgersi che si sta portando a compimento nel disinteresse generale e nell'indifferenza più o meno colpevole, consapevole e complice, un’altra e ben più grave invasione della nostra terra, che chiamare Italia è sempre un bel problema.
 L'invasione è quella dei cinesi che, oramai, posseggono tutto, arrivano dappertutto e che nessuno, figuriamoci, è in grado di controllare. L'invasione cinese è a livello globale e prende in scacco l'intero Occidente, per come lo abbiamo sin qui conosciuto, e già nazioni ben più strutturate della nostra tendono a non riuscire a risolvere questo enorme problema dalle oggettive immense proporzioni. In Italia, però, si assiste alla consueta idiozia quotidiana. I cinesi hanno praticamente soppiantato tutto il commercio al dettaglio: in ogni singolo paese oramai vendono solo e soltanto loro con i loro negozietti aperti sempre e comunque e, con il grande capitale che viene mangiato da loro a fette sempre più voraci, siamo il IV paese dove sono presenti nell'economia. I capitalisti cinesi posseggono da Krizia alla Pirelli, passando per Milan e Inter, tanto per dirne quattro dove sono più o meno i nuovi padroni. Malgrado questo quadro a tinte fosche, noi ripieghiamo sugli immigrati che scappano dall'inferno senza fare niente per chi ci sta colonizzando nel vero senso della parola e senza nemmeno osare, non dico porvi un rimedio, ma nemmeno ipotizzare un progetto di contenimento.
 Ecco a cosa siamo ridotti come classe politica: a dei buffoni che parlano e straparlano senza nemmeno interrogarsi sul perché accade l’immigrazione massiva e quali scelte politiche sbagliate a livello globale hanno accelerato e permesso ancora di più questo esodo biblico, mentre i cinesi si stanno mangiando tutto il nostro pane economico, così da prospettarci un bel futuro tra il servilismo e il colonialismo più o meno imposto e accettato per non dire conclamato. E tanto per non farci mancare nulla a questo bel quadretto, il famoso “piattino di merda” di cui l'immenso e immortale Funari di Guzzanti parlava e profetava, non è certamente colpa dei soli politici, poiché abbiamo dei cittadini, che conosco personalmente e che vivono a Milano che votano Salvini, pur essendo di origine meridionale, a casa mia si chiamano rinnegati, e che lavorano, paradossalmente ma nemmeno tanto, proprio per dei cinesi. E quando si fa loro un discorso dicendo che sono quelli i veri immigrati che si stanno mangiando il Paese sai cosa ti rispondono: "Eh, ma quelli hanno la grana…"
Chi lo ha detto che il Paese è migliore di questi membri del parlamento? Per molti di loro vale l’immortale trittico di Mark Twain: “Immagina di essere un idiota. E immagina di essere un membro del Congresso. Ma mi sto ripetendo”. Ogni Paese, invece, ha la classe politica che gli spetta.

23 agosto 2018

LA SFERA DEL BUIO di Stephen King a cura di Miriam Ballerini


LA SFERA DEL BUIO di Stephen King
© 1998 Sperling & Kupfer Editori S.p.A.
ISBN 88-200-2603-I 86-I-98
Pag. 657 € 17,00

Quarto libro della saga della torre nera.
La sfera del buio riprende dalla pazza corsa sul treno Blaine il Mono, che ha rapito i personaggi di questa fantastica avventura: Roland, Jake, Susannah, Eddie e il piccolo Oy, un particolare animaletto.
Grazie a Eddie, riescono a sconfiggere il treno e si ritrovano in uno strano posto. Circondati da una sottilità, una sorta di crepa che determina un’unione fra mondi diversi.
In questo libro troviamo un collegamento con L’ombra dello scorpione, King fa cenno, infatti, all’epidemia che ha ammorbato la terra in quel romanzo, e l’uomo nero che li perseguita qui, non è altri che Randall Flagg, lo stesso uomo nero della lotta fra il bene e il male dell’altro libro.
Scesi in questo strano mondo, devono ritrovare la via del vettore, la strada da seguire per raggiungere quella che è la loro meta finale: la torre nera.
Fra loro e la via del vettore sorge un inquietante palazzo di cristallo.
Ed è qui che il libro si apre, tornando al passato: ai ricordi di un Roland adolescente, della sua avventura coi dei vecchi e cari amici. E, soprattutto, scopriamo un lato romantico e intenso di King in pratica sconosciuto: si vive insieme a Roland la sua prima storia d’amore con Susan, e si viene presi dal vortice di emozioni di questi due fanciulli.
Nella postfazione al termine del libro, King confessa ai suoi lettori che è stato davvero difficile per lui, uomo di 48 anni, ricordare le emozioni e l’intensità delle emozioni vissute a quell’età. Soprattutto per uno scrittore abituato a creare suspence, ma non a narrare di sentimenti!
La maggior parte delle pagine del libro sono spese per raccontare della storia di Roland. Solo verso il termine del romanzo si ritorna a dover affrontare chi si cela nel palazzo di cristallo: una sorta di mago di Oz particolare.
Superato quell’ostacolo, ritroviamo i nostri amici dall’altra parte, pronti a continuare nel viaggio alla ricerca della torre nera.

Miriam Ballerini


IL PONTE CROLLA di Giovanni Margarone


IL PONTE CROLLA di Giovanni Margarone

È la mattina della vigilia di Ferragosto in un punto cruciale di passaggio che collega la Liguria con la Francia, con Milano, con Roma; che permette di scavalcare una città lunga trenta chilometri. Un ponte concepito nel 1963 e inaugurato nel 1967. Milioni di auto, camion, motocicli sono passati in quei maledetti 1000 e passa metri di ponte che volano su una parte della città abitata da migliaia di persone. Migliaia di metri cubi di cemento armato sospesi a 70 metri dal suolo.
Sono passate da poco del 11,30 del 14 agosto 2018, autisti ignari stanno passando su quel ponte che sta scricchiolando. Non regge più forse per le continue vibrazioni, le leggi della statica sono severe; sono passati più di cinquant’anni, ma questo non vorrebbe dire nulla, ci sono ponti ben più vecchi, ma non sono mai crollati.
A certo punto, sotto una pioggia battente da allerta arancione, tutto cede, i mezzi che in quel preciso momento correvano da e per Genova volano giù assieme a quel cemento armato maledetto: è il disastro, l’ecatombe.
La terra trema, le migliaia di abitanti che vivono sotto quel ponte si spaventano, urlano, piangono. Bastano pochi minuti, forse neanche, a trasformare 300 metri di ponte in un cumulo impressionante di macerie, laggiù nel greto del fiume Polcevera, tra capannoni industriali e case.
La pioggia continua a battere impietosa su quelle macerie, sotto le quali c’è un numero terribile di vittime e feriti, gente ignara che ha avuto la sfortuna di passare in quel preciso momento su quel ponte maledetto.
Su quel ponte ci passavo da bambino con i miei per andare a Genova dai nonni, ci sono passato infinite volte poi quando presi la patente e mi ha sempre fatto impressione.
Adesso quel ponte non esiste più, restano due monconi laterali che andranno sicuramente abbattuti in quanto pericolanti. Genova, la Liguria sono divise in due: un disastro e un lutto che resteranno per sempre nel cuore dei Liguri e degli italiani tutti.
A poche ore dal crollo, nessuno può essere attonito, stupefatto, triste, arrabbiato, nel venire a sapere che percorrendo le autostrade della nostra Italia possiamo incontrare la morte. Questa è l’amara verità. Ma non stiamo parlando dell’oscura mannaia che ci falcia in un incidente, là dove il destino ha messo la mano; stiamo parlando dell’infrastruttura stessa di una rete viaria vetusta alla quale quotidianamente milioni di utenti si affidano. Una rete autostradale che si paga con un esoso pedaggio e per questo si pretende che venga gestita con la diligenza del buon padre di famiglia, ma forse non è così.
Chi si assumerà la responsabilità di tutto ciò? È possibile che nel 2018 crolli un ponte così, da solo? Era controllato questo ponte? Era agibile oppure non lo era? Era sufficiente la manutenzione che veniva eseguita?
Quante domande alle quali ci saranno risposte forse nebulose, sarà un’inchiesta che durerà chissà quanto. Tutti diranno la loro, mentre le povere vittime ignare non possono più dire la loro e il tempo canaglia, purtroppo, sbiadirà tutto, come sempre.
Spero che non sia così, intanto. Come sempre in tutte le sciagure italiane, si fa la conta dei morti e si dice “si poteva evitare”. Certo, la fatalità incombe sempre, non c’è dubbio. Ma se veramente si sarebbe potuta evitare questa sciagura, chi non ha fatto il suo dovere?
Anche in tal caso spero che non sia così; che chi doveva fare, abbia fatto il proprio dovere fino in fondo ed ora pianga anche lui, ma con la coscienza a posto.

IL BAMBINO SILENZIOSO di Sarah A. Denzil a cura di Miriam Ballerini



IL BAMBINO SILENZIOSO di Sarah A. Denzil
© 2018 Newton Compton Editori – Gli insuperabili gold
ISBN 978-88-227-1984-3 Pag. 345 € 9,90

Un bestseller tradotto in 15 paesi, definito “Un capolavoro”, descritto come “Ho letto tantissimi libri, ma questo mi rimarrà dentro per molto, molto tempo”.
L'ho letto e devo dire che mi è piaciuto perché scritto in prima persona dalla protagonista, Emma, così da fare avvicinare il lettore di più al problema, quasi un sistema per entrare in empatia con la storia che si va narrando.
È scritto in modo convincente e ben congeniato. Forse non lo definirei un capolavoro, ma lo trovo comunque un buon thriller.
Quando il figlio di Emma, Aiden, ha sei anni, durante un'alluvione, cade nel fiume e non viene più trovato.
Ovviamente per la madre è una tragedia, un fardello pesantissimo da sopportare, anche perché, poco dopo, i suoi genitori che lei adora, muoiono in un incidente stradale.
La vita disfa e crea, dopo dieci anni dalla tragedia la troviamo felice, in procinto di partorire una bambina. Sposata a un uomo che l'ha aiutata a risalire dal fondo nel quale era caduta.
Dal bosco, malridotto, quasi tornasse dall'inferno, Aiden fa ritorno. Non era affogato quel giorno di tanti anni prima, bensì qualcuno lo aveva rapito e tenuto segregato da qualche parte, incatenato a una parete.
Aiden non parla, non vuole essere toccato, è un adolescente che pare ancora un bambino.
Emma, come una madre leonessa, dovrà combattere contro tutto e tutti per scoprire la verità, per sapere cosa davvero è successo al suo bambino.
Torna il padre di Aiden, Rob. I genitori di lui, amici e insegnanti saranno tutti sospettati. D'improvviso Emma si ritroverà senza punti fissi, rendendosi conto che la persona che ha sequestrato Aiden è vicina a lei. E lo è stata per tutto questo tempo.
Un po' ripetitive alcune scene, dove sempre c'è l'assistente che deve seguire il suo caso, e, ogni volta prepara il the. Forse troppe volte per un libro solo!
Alcune scene sono poco efficaci, mentre altre sono perfette.
Un libro che pone il problema di quando un bambino rapito torna e ci si rende conto che più non è
la persona che si è persa.

© Miriam Ballerini

Perché lasciare morire Raffaele Cutolo in regime di tortura del 41 bis? a cura di Carmelo Musumeci

Perché lasciare morire Raffaele Cutolo in regime di tortura del 41 bis? La gente fuori ha diritto di sapere cosa accade dentro un carce...