27 marzo 2014

La voce di Cesira Ambrosio di Vincenzo Capodiferro

LA VOCE DI CESIRA AMBROSIO
Poetessa dell’amore e del dolore

Cesira Ambrosio è nata a Balvano, in una regione remota ed ancestrale del nostro Bel Paese, la Basilicata. La madre era lucana, il padre napoletano, ingegnere al Genio civile. È vissuta per molti anni a Napoli, ove ha compiuto i suoi studi. Racconta sempre che nella sua giovinezza abitava vicino di casa a Totò, il quale spesso incoraggiava quella promettente studentessa, quando la vedeva passare per strada con il grembiule e l'antica cartella che usavano un tempo gli alunni. Vive oramai da anni a Potenza, ove ha insegnato per molti anni. Fin da giovane ha nutrito un notevole interesse per la composizione lirica, dedicandosi alla poesia già dalla prima adolescenza. Al 1991 risale la sua prima raccolta Aprendo l’anima. E poi a seguire: Il ricordo è poesia (1995); Sogni senza avvenire (2005); Momenti di grazia (2010) con intermezzi pittorici dell’artista Mario Bochicchio. Molte altre sue liriche sono state pubblicate in varie e molteplici antologie. Numerosissimi i riconoscimenti letterari, che non stiamo a ricordare, ma che attestano una grande indole e stanno a significare la grandezza del talento letterario di Cesira Ambrosio. Il cammino della sua poesia è un continuo messaggio consolatorio. Come Boezio lo trovò nella filosofia, così Cesira nella poesia, per cui potremmo affermare che tutta la sua opera è tutta un De consolatione poesiae. È una risposta d’amore al dramma esistenziale di una donna, un dramma caratterizzato da profonde e dolorose vicissitudini familiari, ma anche da momenti belli e significativi. Cesira è vissuta a Napoli fino all’età di 25 anni. Nel 1962 è venuta a Potenza. La prima volta, come lei stessa ci racconta, fu abbagliata dal candore della neve. Era, come è, difficile a Napoli, provare una tale emozione! A Potenza conobbe il suo consorte, col quale ha convissuto molti anni della sua esistenza. In Cesira vi è la passionale anima napoletana e la fredda, razionale anima potentina, o “potenzese” nel gergo locale. È stata sempre la maestra amata, materna. Vogliamo citare, come esempio - ma del resto sarebbe impossibile riportare qualche assaggio della sua nutrita produzione poetica senza un adeguato commento - una sua poesia in onore di San Domenico Savio: Preghiera dei Cantori «Ti prego, Madre Santa nella rosea e profumata aurora, fa che io ti possa molto amare e che le tue parole mi siano care. Con la tua divina forza, offrimi bei pensieri, perché protetto dal tuo amore, possa da solo andare. Tu, del mondo, divina luce sei, a Te, il più bel fiore dono sulle note del mio canto. È miracolo della mia poesia, nasce dal cuore, diventa poi, per Te, melodia! Amen». Questo miracolo della poesia in Cesira ha trovato una bella ed autentica espressione. Trai premi più significativi basta ricordare che nel 2003, dalle Edizioni Universum di Trento, è stata nominata ”Letterato del XXI secolo”.

Vincenzo Capodiferro

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