26 marzo 2014

Causa e effetto



CAUSA E EFFETTO

Leggo: "Mio marito al mio bambino: non parlare in italiano, ti prendono per ricchione".
Caserta, Campania, Italia...
Questa frase detta da un padre al figlio apre uno squarcio su un mondo d’ignoranza, intesa proprio come non conoscenza.
Ci sarebbe da scriverci un trattato di psicologia sui danni postumi  che un atteggiamento del genere può causare a un minore.
Andiamo per ordine: il lato culturale. Italia, paese che raccoglie diverse culture, tradizioni, dialetti. Tutti assolutamente da rispettare; ma la lingua che unisce tutte queste realtà, l’italiano, appartiene alla nostra identità.
Già i giovani, con la tecnologia, con la stupida mania dei cellulari a tutti i costi, stravolgono quella che è una lingua ricca e varia, che se ben appresa, sa dare molto in fatto di espressione, colore e letteratura. Quindi un padre che vieta al figlio di parlare italiano, gli preclude la possibilità di imparare, di studiare, di crescere in quanto uomo di cultura.
Il lato sessuale: si nasce, si cresce covando in sé la propria sessualità. Si è donne, si è uomini, si è omosessuali. Esserlo non significa essere deviati o anormali. È solo e unicamente essere nati con un’altra espressione della propria personalità. Affossare e reprimere la personalità del bambino, può causare seri danni al suo futuro di individuo.
Il senso di colpa: il bambino rispecchia il suo comportamento nei confronti dei genitori come se usasse una cartina di tornasole. Se viene troppo affermato, crescerà con una autostima che lo porterà a prevaricare, a non avere limiti, a non provare vergogna e buon senso. Questo messo davvero in parole povere!
Se, al contrario, lo si denigra, lo si affossa, lo si fa vergognare di continuo (qui, addirittura per qualcosa che non ha senso!), sarà una persona insicura, sofferente, la cui autostima sarà sempre sotto la soglia del normale.
Un genitore non è il padrone della vita che dà, ma è il mezzo per formare un nuovo individuo, fornendogli gli strumenti per crescere e diventare indipendente. Ha il compito di educare, ma il dovere di rispettare le tendenze di quella che è una persona.
Quindi, vediamo come questo genitore, che dimostra di non avere gli strumenti adatti per essere un buon genitore, con una sola stupida frase, rischia di stravolgere il cammino di suo figlio.
Avere figli è una grossa responsabilità, fare il genitore il mestiere più difficile in assoluto. Si sbaglia, comunque, ma col dialogo, il rispetto, si è sempre in tempo per riparare e ricucire. In questo caso, l’eredità che lascia questo padre è solo un grosso danno col quale avrà a che fare il bambino una volta adulto e, nel peggiore dei casi, gli effetti che il suo malessere potrà avere su chi gli starà accanto.
Ricordiamoci sempre che, per creare una persona violenta, una persona “svalorata”, una persona che fa del male agli altri, c’è sempre alla base altrettanta violenza: mancanza di valori, affermazione del male.

© Miriam Ballerini

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