17 febbraio 2014

Ali spezzate - abuso sulle donne e sui minori

ALI SPEZZATE

Spesso, troppo spesso, ci sono argomenti difficili da affrontare; è più facile chiudere gli occhi e negare la loro esistenza. Ma l’abuso sui minori e sulle donne è proprio uno di quelle piaghe sociali che si rafforza col silenzio, che trae giovamento dalla negazione.
Ecco perché ho apprezzato in modo particolare il progetto “Ali spezzate” presentato dall’Unione dei comuni lombarda Terre di frontiera, con la collaborazione dell’associazione teatro in mostra di Como.
Gli attori Laura Negretti, Marco Ballerini e Sacha Oliviero, hanno messo in scena “Angeli”, ispirato al libro di Alice Sebold  “Amabili resti”.
È la vicenda di Susan Salmon, che, defunta, racconta la sua storia. La violenza subita e l’omicidio perpetrati dal suo vicino di casa: un anonimo costruttore di case di bambole.


  
© foto di Aldo Colnago


Dallo spettacolo teatrale si nota come un episodio di questa portata sia come un sasso lanciato in un lago: crea, inevitabilmente, tanti cerchi intorno. L’assassino cade sempre più a fondo in un abisso che lo inghiotte poco per volta. I genitori perdono le redini della loro vita, si sfalda la famiglia nella disperazione. Così accade agli amici, ai fidanzati…
Tutto ciò è interpretato magistralmente ed è lì alla portata di tutti coloro che vogliono veramente comprendere cosa accade nella psiche di ognuno dei protagonisti della vicenda.
Il progetto prevede, oltre alla fase teatrale e a quella di due approfondimenti, degli interventi nelle scuole, a partire da bimbi di 10 anni. Insegnando loro come riconoscere i gesti che sono sani, da quelli che devono fare squillare un campanello d’allarme.
Dopo quanto ho avuto modo di ascoltare, mi è sembrato giusto far  conoscere questa iniziativa al pubblico, così che, chissà, altre scuole, altre associazioni dei vari territori possano prendere spunto da questo pregevole input.
Dobbiamo pensare che la maggior parte degli abusi vengono messi in atto da persone della famiglia; che in Europa un bambino su 5 è vittima di abusi.
Bambine e donne sono le vittime prescelte; ma c’è anche un risvolto ancora poco conosciuto, di donne che maltrattano gli uomini; solo perché questi non hanno il coraggio di denunciare, non significa che non esista anche questo lato della medaglia.
Inoltre, molti, troppo spesso, commettono l’errore di voler segregare l’abusante al ruolo di “mostro”, mentre, se vogliamo davvero prevenire, dobbiamo renderci conto che per creare un “mostro” occorrono anni di abusi e maltrattamenti. Perciò, proteggere i nostri bambini, essere attenti, significa anche fare in modo che non si creino i “mostri di domani”.
Perché l’essere umano che supera la linea d’ombra, è stato un bambino che ha deciso di far uscire tutto ciò che ha subito, restituendolo.
Il tema è complesso e ampio, ma è essenziale parlarne, prestare attenzione ai bambini, far sì che la nostra società sia un luogo accogliente per far crescere bene i nostri ragazzi; non un luogo dove è più facile fare finta di niente.

© Miriam Ballerini


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