Ali spezzate - abuso sulle donne e sui minori
ALI SPEZZATE
Spesso, troppo spesso, ci sono
argomenti difficili da affrontare; è più facile chiudere gli occhi e negare la
loro esistenza. Ma l’abuso sui minori e sulle donne è proprio uno di quelle
piaghe sociali che si rafforza col silenzio, che trae giovamento dalla
negazione.
Ecco perché ho apprezzato in modo
particolare il progetto “Ali spezzate” presentato dall’Unione dei comuni
lombarda Terre di frontiera, con la collaborazione dell’associazione teatro in
mostra di Como.
Gli attori Laura Negretti, Marco
Ballerini e Sacha Oliviero, hanno messo in scena “Angeli”, ispirato al libro di
Alice Sebold “Amabili resti”.
È la vicenda di Susan Salmon,
che, defunta, racconta la sua storia. La violenza subita e l’omicidio
perpetrati dal suo vicino di casa: un anonimo costruttore di case di bambole.
© foto di Aldo Colnago
Dallo spettacolo teatrale si nota come un episodio di
questa portata sia come un sasso lanciato in un lago: crea, inevitabilmente,
tanti cerchi intorno. L’assassino cade sempre più a fondo in un abisso che lo
inghiotte poco per volta. I genitori perdono le redini della loro vita, si
sfalda la famiglia nella disperazione. Così accade agli amici, ai fidanzati…
Tutto ciò è interpretato
magistralmente ed è lì alla portata di tutti coloro che vogliono veramente
comprendere cosa accade nella psiche di ognuno dei protagonisti della vicenda.
Il progetto prevede, oltre alla
fase teatrale e a quella di due approfondimenti, degli interventi nelle scuole,
a partire da bimbi di 10 anni. Insegnando loro come riconoscere i gesti che
sono sani, da quelli che devono fare squillare un campanello d’allarme.
Dopo quanto ho avuto modo di
ascoltare, mi è sembrato giusto far conoscere questa iniziativa al pubblico,
così che, chissà, altre scuole, altre associazioni dei vari territori possano
prendere spunto da questo pregevole input.
Dobbiamo pensare che la maggior
parte degli abusi vengono messi in atto da persone della famiglia; che in
Europa un bambino su 5 è vittima di abusi.
Bambine e donne sono le vittime
prescelte; ma c’è anche un risvolto ancora poco conosciuto, di donne che
maltrattano gli uomini; solo perché questi non hanno il coraggio di denunciare,
non significa che non esista anche questo lato della medaglia.
Inoltre, molti, troppo spesso,
commettono l’errore di voler segregare l’abusante al ruolo di “mostro”, mentre,
se vogliamo davvero prevenire, dobbiamo renderci conto che per creare un
“mostro” occorrono anni di abusi e maltrattamenti. Perciò, proteggere i nostri
bambini, essere attenti, significa anche fare in modo che non si creino i
“mostri di domani”.
Perché l’essere umano che supera
la linea d’ombra, è stato un bambino che ha deciso di far uscire tutto ciò che
ha subito, restituendolo.
Il tema è complesso e ampio, ma è
essenziale parlarne, prestare attenzione ai bambini, far sì che la nostra
società sia un luogo accogliente per far crescere bene i nostri ragazzi; non un
luogo dove è più facile fare finta di niente.
© Miriam Ballerini
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