13 gennaio 2014

Paratissima 9 - 2013 seconda parte di Marco Salvario

Paratissima 9 – 2013
Seconda parte - Presentazione di altri artisti.


Bruno Roberto


Devo premettere con imbarazzo, che le opere di questo sorprendente creatore appartengono a una tipologia che non mi ha mai convinto e su cui normalmente non mi soffermo mai per una mia convinta diffidenza sui materiali che utilizza e sui risultati disomogenei che questi possono offrire e che solitamente offrono. Tuttavia ho ritenuto di dovere fare un’eccezione in questo caso perché davanti alle opere di Bruno Roberto (o Roberto Bruno?) mi sono proprio dovuto fermare per un’analisi.
Il nostro artista ha molti messaggi da lanciare e agisce con chiarezza e pulizia, utilizzando strumenti che della chiarezza e della pulizia non sono amici, e colpisce il pubblico dritto in mezzo agli occhi. Sa essere testimone del nostro tempo e, forse, del tempo che deve ancora venire. Se arriverà!
Per il momento vinciamo le diffidenze e guardiamo intorno a noi con lo sguardo profetico di questa “Avanguardia post-industriale”: ci mostrerà l’incubo di un mondo compromesso che, rinvio dopo rinvio, crisi dopo crisi, non è una visione pessimista e disfattista, ma la realtà in cui stiamo vivendo e sprofondiamo con colpevole indifferenza.


Mercedes Egle


La mano di questa pittrice è abilissima nel ricreare con la propria matita i lineamenti e la forza degli sguardi catturando sentimenti, emozioni e intelligenza. Veli di malinconia sotto di cui pulsa una voglia di gioventù trattenuta, repressa, forse prigioniera. Volti di donne che sembrano vibrare in sospeso tra un passato che le vuole sottomesse e una nuova energia interna, calda e palpitante, pronta alla ribellione e alla lotta.
Confesso di non conoscere e di non avere scoperto quasi nulla di Mercedes Egle, se non la dichiarazione d’amore per l’arte che lei stessa esprime presentando queste opere a Paratissima. Questo amore appassionato è un punto di partenza importante che le auguro di continuare e sviluppare in futuro.


Fiorella Gelain


Artista versatile, dotata di una grande tecnica e attenzione nel catturare squarci d’immagini e nel restituirceli, con raffinata poesia, nelle sue opere.  Fiorella Gelain sembra trasmutare ogni propria creazione in una sfida con se stessa, cambiando soggetti, tecnica e materiali, in una ricerca di equilibrio e risultato che viene rimessa in discussione continuamente. Visto quanto riesce a offrirci non posso che congratularmi e, al tempo stesso, aspettarmi per il futuro che questa capacità poliedrica venga a convergere in una sintesi che concentri il buono e il meglio di tanta diversità. Una sintesi di strumento che non limiti la sua capacità realizzativa.


Silvia Cammarota


Quante storie, quante emozioni, quanta tristezza e quanta vita possono essere catturate e rinchiuse in un quadretto di pochi centimetri (10x10? Sembrano persino meno!) di tela? Tasselli parlanti di un semplice mosaico di una trentina di pezzi, una matrioska artistica sorprendente.
Silvia Cammarata ce ne racconta tante di storie, con ingenuità semplice e con la sua consapevolezza piena di donna che non chiude gli occhi e, se abbassa certi momenti le palpebre, è solo per indagare meglio dentro se stessa.  Una capacità espressiva non urlata, ma intima e interessante da condividere.


Giancarlo Teker


Le mobili creazioni luminose di Giancarlo Teker sono opere di una perfezione e di un fascino unico e originale.  Ruotano, mutano di dimensione e luminosità avvolgendosi lentamente su se stesse, eppure sempre incantano con la loro armonia ed esattezza.  Credo di avere in precedenza evitato di parlare di questo autore, anagraficamente maturo ma giovane dentro, perché mi chiedevo se lodarne la capacità tecnica e costruttiva non fosse in qualche modo ridurre l’arte alla meccanica, ma alla fine mi sono convinto che, se l’arte può essere definita il culto del bello, in questa categoria l’equilibro perfetto e mobile delle forme luminose rientra a pieno titolo, anche se strizzando l’occhio alla multimedialità.
E c’è un secondo motivo puramente pratico e un po’ mortificante che spiega il motivo per il quale in passato non ho presentato questi interessanti lavori: malgrado più tentativi, le mie fotografie non erano riuscite a rendere neppure in parte la loro qualità. Fotografare delle luci nel buio è difficile!


Marco Sciarpa



Sfogliando il catalogo di Paratissima 9 (Edizioni PRINP, http://www.prinp.com), ho scoperto con rammarico che, anche se non avevo incrociato la sua zona espositiva, tra le opere in mostra c’erano anche quelle di Marco Sciarpa. Ho rimediato andando a fare visita all’artista nel suo studio/galleria “Elettroshock”, in via principe Tommaso 18, che proprio in quel periodo festeggiava un anno di vita: un anno ricco di attività e iniziative per un personaggio che non si rassegna alla crisi economica e creativa di questo brutto periodo. Auguri sinceri!

Dalla provocazione estrema dei quadri Shangai dalle forme lunghe e strette (più o meno un metro per sette centimetri), a pannelli di dimensioni più classiche, l’autore riesce ad affrontare e vincere sempre la sfida con lo spazio e, anzi, proprio dove la sfida sembra più improba arriva a dare il meglio di sé: nessuno dei suoi Shangai sembra soffrire di limitazioni e compressioni, tutt’altro! E il tutto in una magica essenzialità di colori: in genere il nero e il bianco dipinto dello sfondo, cui si possono aggiungere pochi tocchi di rosso, giallo, verde. Tinte che si possono definire colori da pastelli evidenziatori e che sono dosate e utilizzate con grande maestria e consapevolezza per mostrarci immagini di città senza più respiro, dalle quali magicamente riescono a scaturire volti e segni di una natura umana sempre desiderosa di vivere e di sentirsi viva, di persone che vogliono essere individui e non perdersi in una massa senza più autonomia.

... continua

2 commenti:

  1. Anonimo22:48

    Salve ,sono Fiorella Gelain, sono rimasta molto sorpresa nel trovare casualmente il mio nome inserito tra gli artisti segnalati in questo articolo. Naturalmente mi fa molto piacere perchè il fatto che qualcuno si soffermi ad osservare le mie opere vuol dire ,secondo me, che qualcosa è arrivato o perlomeno sono riuscita a incuriosire l'occhio del visitatore......Ringrazio ancora per il tuo "colpo d'occhio" e spero in futuro di crescere artisticamente....Cordiali saluti Fiorella Gelain

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  2. Grazie Fiorella del tuo messaggio! Trovo giusto incoraggiare chi ha qualcosa da comunicare.
    La redazione

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