18 marzo 2013

Psicologia: la violenza domestica sugli uomini

 
L’uomo, picchiato, è vittima dimenticata della violenza coniugale.
Il pregiudizio sociale porta spesso ad ignorare la figura maschile nel ruolo di vittima: gli spot televisivi sottolineano la violenza subita dalle donne, in cui il messaggio diretto e indiretto e sempre quello di identificare l’uomo in genere come cattivo e aggressivo.
Ma la violenza che subiscono gli uomini all’interno e fuori dalle mura domestiche non è mai menzionata.
Dagli studi Canadesi si evince che sempre più uomini non sono carnefici ma vittime.
I casi di uomini vittime della violenza delle loro compagne sono più diffusi di quanto non si creda spiega YVON DOLLER psicologo canadese autore de “La violenza esercitata sugli uomini. Una complessa realtà tabù 2002”.
L’uomo maltrattato  generalmente prova enormi sensi di colpa e il più delle volte perde il suo status di uomo, finendo per restare isolato.
SOPHIE TORRENT mostra come la violenza psicologica  sia l’arma favorita dalle donne: questo tipo di violenza  si esprime attraverso varie forme di rifiuto, insulti o accuse infondate; mentre la violenza fisica viene espressa con colpi inferti sul viso, colpi inferti sull’addome con forbici e con altri tipi di lame oppure con morsi.
Tra la violenza fisica  e quella psicologica la più favorita è quella psicologica, poiché quest’ultima è meno perseguibile sotto il profilo legale; la donna producendo violenza psicologica tende attraverso questa ad apportare denigrazione del proprio partner nel ruolo di amante e di padre, esprimendo queste diffamazioni sia nella sfera privata che pubblica, scopo di ciò è ledere la mascolinità.
Frequentemente la donna attacca l’uomo sul posto di lavoro; scopo di tutto ciò è il produrre isolamento sociale: la donna che produce violenza fa credere a tutti di essere lei  la vittima delle violenze che generalmente fa subire al proprio coniuge.
La violenza femminile è spesso giustificata, generalmente viene allegata a delle patologie  ( depressione post - parto, autodifesa, provocazione, menopausa).
La donna violenta non viene considerata una cattiva madre, ma un padre violento o accusato di pseudo violenza viene allontanato dai figli e viene definito un cattivo genitore.
Bisogna rilevare che continuando a negare il fenomeno degli uomini maltrattati, le femministe stanno ostracizzando una categoria di donne che soffrono dei loro comportamenti violenti. Continuando a non vedere viene esclusa ogni possibilità di costruttivo aiuto.
Nella ricerca condotta in Spagna “ La violenza domestica: quella che si racconta” appare che i maschi morti all’interno delle mura domestiche sono il 27%.
Eppure il ministro spagnolo del lavoro degli affari sociali, Jesus Coldera afferma :”La violenza delle donne sugli uomini è minima”. Mentre il ministro di Giustizia  JUAN FERNANDO LOPEZ ANGUILAR afferma: “Non esiste negli ospedali e nei commissariati una casistica degli uomini maltrattati”.
Anche se i media non parlano, la violenza delle donne sui mariti, conviventi o amanti è un fenomeno che dilaga in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, nel 2004, è alto il tasso di violenza fisica tra i partner: essa è stata attribuita per il 35% ai maschi e per il 30% delle donne.
Come  mai, se il flagello delle femmine che malmenano è diffuso su scala mondiale, non abbiamo denunce?
Gli uomini che vengono picchiati spesso sono poco creduti o vengono messi alla berlina.
“Una donna maltrattata guadagna uno status e può trovare sostegno presso tanti gruppi per uscire dall’interno delle violenze coniugali, mentre un uomo malmenato prova vergogna e perde il proprio status di uomo”.
“Gli uomini non denunciano i maltrattamenti subiti, perché non esistono luoghi, commissariati a parte, dove possono farlo, né esistono istituti pubblici come quelli della difesa della donna”.
Puntualizza lo spagnolo ELOY RODRIGUEZ (psicologo e sessuologo): il 92% dei maschi non denuncia i maltrattamenti perché pensa che così metterebbe in dubbio la propria mascolinità.
E’ una questione culturale difficile da scardinare.
I vari studi dimostrano che tra le statistiche reali e quelli ufficiali esiste una profonda diversità, poiché il femminismo ha percorso un cammino errato, alzando una muraglia tra i due sessi, sostenendo che la violenza è intrinseca al maschio; una barriera montata per nascondere la violenza delle donne.
 
 
Dott.sa Maria Bernabeo

7 commenti:

  1. Quando sento parlare di violenza domestica, indipendendemente dal fatto che qui si parla di violenza sugli uomini, a me viene in mente una relazione malata. Perché mai una donna od un uomo dovrebbero stare con un partner violento? La risposta dovrebbe essere elementare: lasciatelo! Se non lo fate il problema è inequivocabilmente dentro di voi. Prima ancora di andare dai Carabinieri io andrei da uno specialista, che vi serve di più.

    RispondiElimina
  2. Anonimo04:30

    Bisogna concentrarsi sulla violenza contro le donne. Chiamare in causa la violenza femminile contro i maschi distoglie l'attenzione dal problema delle vere violenze coniugali, quelle contro le donne. E' assurdo che qualche maschietto si lamenti delle botte che gli da la moglie, quasi certamente meritate. La maggior parte degli uomini non denuncia perché è davvero un disonore e una vigliaccheria denunciare una donna!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anonimo12:52

      Evidentemente non conosci il significato di violenza psicologica e ne di violenza fisica. Entrambe sono a prescindere dal sesso. La posizione sociale viene comunque 'minata'. Il rispetto è una gran cosa, il rispetto e la dignità della persona prima di tutto.

      Elimina
  3. Bisogna, secondo me, concentrarsi sul fatto che si vive assieme per stare bene. Ricevere botte non è normale: chi le riceve e prosegue nella relazione dovrebbe seriamente chiedersi il perché.

    RispondiElimina
  4. Se permettete intervengo nella discussione: comunque si parli di violenza, sia maschile che femminile, dobbiamo assolutamente avere rispetto per la vittima. Non si può prendersela con chi subisce!!
    Antonio: quando si è soggetti a questo tipo di violenza, nella persona scatta un meccanismo che la induce a pensare di meritarselo. E la paura di denunciare, finendo poi col prenderle di più, dobbiamo mettere in conto anche quello. Spesso chi abusa è stato abusato e ha un modo malato di porsi nella coppia. Chi subisce, diventa un cane che si morde la coda e non riesce a uscirne. Parlarne è facile, esserci è un'altra cosa. Io sono sempre dalla parte di chi soffre e proporrei aiuto anche a chi non sa usare un altro sistema di comunicazione che sia la violenza. Miriam Ballerini

    RispondiElimina
  5. Anonimo14:02

    " Leggendo i commenti, deduco che l'articolo è stato interpretato con superficialità e pregiudizio.
    L'articolo vuole mettere in evidenza che oltre la violenza maschile esiste anche quello femminile, prodotta da vari meccanismi.
    Fino ad oggi non è stata altamente documentata per puro pregiudizio nei confronti del maschile, si pensa sempre che sia il maschio ad essere violento poiché si giudica la donna fragile e vittima, fino a quando esisterà tale convinzione sarà difficile accettare tale realtà e anche ciò che questo articola descrive"

    Dr.ssa Maria Bernabeo

    RispondiElimina
  6. Anonimo21:34

    @Miriam
    Sì Miriam, sono completamente d'accordo con te. Forse mi sono spiegato male, ma i concetti sono i medesimi.
    Antonio di Biase

    RispondiElimina

I commenti sono moderati e controllati quotidianamente.
Tutte le opinioni sono benvenute. E' gradita la pacatezza.