22 marzo 2013

Psicologia: la Bi-Genitorialità

 
 
Il concetto della bi-genitorialità trova fondamento nel principio etico in base al quale un bambino ha una legittima aspirazione - che è legittimo diritto - a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori, anche quando questi siano separati o già divorziati, ovviamente in tutti quei casi in cui non sussistano impedimenti che giustifichino l’allontanamento di uno dei genitori dalla propria prole.
In questa prospettiva, il citato diritto scaturisce dall’implicita responsabilità che l’essere genitori comporta in sé, dove questa deve prevalere al di sopra di ogni controversia possibile tra i coniugi. E’ contestuale, altrettanto, che non dovrà essere provocata sul figlio la ricaduta di una qualsiasi responsabilità in merito alle scelte di separazione operate dei genitori.
L’ottica proposta è dunque quella di porsi sicuramente dalla parte del minore, nella promozione della pratica dell’affido condiviso come tutela del suo benessere, nella prospettiva di una continuazione costante delle cure, dell’attenzione, dell’educazione e dell’affetto da parte di entrambi i genitori.
Il concetto della bi-genitorialità o di genitorialità condivisa ha da tempo trovato spazio e letteratura in Psicologia Antropologica e Biologica, ma è stato sino da ora e soprattutto inteso col prevalente riferimento alle famiglie unite; dopo la Convenzione sui diritti del bambino di New York 20 novembre 1989 si è invece e sempre di più diffuso il concetto della priorità etica della conitinuità affettiva-educativa come nodo insuperabile nella gestione di qualsiasi separazione.
La conflittualità che molto spesso accompagna le separazioni coniugali rende ciechi i genitori dei bisogni effettivi ed affettivi dei propri figli.
Che una separazione coniugale produce un lutto in tutti gli attori è fuori dubbio adulti e prole vivono il dolore connesso al senso di fallimento, di perdita, di modificazione di abitudini e di procedure: non di rado, che sia consensuale o giudiziale, produce condizioni di flessione del senso di realtà, sia per quanto concerne la valutazione e interpretazione del comportamento dell’altro, ma ancora di più questa flessione si radica nella rappresentazione che entrambi i genitori danno dell’altro alla prole ed in questo ambito che nasce la PAS.
                           
                                            COSA NON E’ LA  PAS
 
-         La sindrome di Alienazione Genitoriale non è l’alienazione genitoriale prodotta da “ realtà reale” di mancanze, trascuratezza o violenza del genitore alienato.
-         La Sindrome di Alienazione Genitoriale non è una patologia del genitore alienante, ma una patologia instillata nel bambino.
-         La Sindrome di Alienazione Genitoriale non è sinonimo di accuse per violenze o abusi rivolta ad un genitore.
-         La Sindrome di Alienazione Genitoriale non è la rappresentazione del dolore o della rabbia di un genitore.
-         La Sindrome di Alienazione Genitoriale non è nel preminente interesse del minore.

 
                                            SINTOMI  PRIMARI
Un normale genitore non permette che il bambino esibisca mancanza di rispetto e diffami l’altro.
Nella PAS, invece, il genitore programmante non mette in discussione la mancanza di rispetto, ma può addirittura favorirla.
L’astio espresso dal bambino nei confronti del genitore non affidatario è razionalizzato con motivazioni illogiche, insensato anche solamente superficiali (non voglio vedere mio padre perché una volta ha detto cazzo).
Il genitore rifiutato è descritto dal bambino come “ tutto negativo”; il genitore amato come “ tutto positivo”.
La presa di posizione del bambino sempre solo a favore del genitore  affidatario  in qualsiasi conflitto venga a determinarsi.
Sono affermazioni del bambino che non possono ragionevolmente venire da lui direttamente; ad esempio uso di parole o situazioni che non sono normalmente conosciute da un bambino di quell’età nel descrivere le colpe del genitore escluso.

 
                                                   PASSAGGI
Per favorire il riavvicinamento fra bambino e genitore alienato, per la ricostruzione di una relazione libera fra di loro vanno immaginati una serie di passaggi che dovrebbero avere questi presupposti:
-         Ristabilire la relazione tra il minore e il genitore alienato.
-         Rifuggire la logica sanzionatoria ma lavorare per il recupero dell’emergenza individuale.
-         Ristabilire i presupposti per una relazione circolare.
-         Favorire la comunicazione adulto – adulto - bambino.
I passaggi veri e propri potrebbero essere:
- Supporto al genitore alienato.
- Supporto al genitore alienante senza interruzione del rapporto col minore.
- Ripristino graduale della comunicazione minore – genitore alienato.
- Mediazione familiare
 
                                                   Dott.  Maria Bernabeo

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