12 dicembre 2008

Geografia: le carte geografiche

Nota enciclopedica
Una carta geografica è una rappresentazione simbolica ed in scala ridotta di un territorio, rappresentazione che comporta approssimazioni legate alla curvatura della superficie terrestre.

Storicamente la carta geografica ha risposto a due fondamentali tipi di esigenza: la 'cosmologia', cioè la visione macroscopica del mondo da un lato, e l'esigenza pratica della conoscenza locale di un territorio e/o di una costa dall'altro.

Le prime popolazioni a sentire l'esigenza della 'carta' furono quelle mesopotamiche, ma anche gli Egiziani ci hanno lasciato traccia molto antica di mappe catastali su tavolette di argilla. I Greci poi viaggiarono molto ed acquisirono una conoscenza - se consideriamo l'epoca - molto approfondita del pianeta. Le loro mappe comprendevano già l'Europa, l'Asia e l'Africa, ma soprattutto va detto della loro coscienza di vivere su una superficie pressoché sferica, o almeno circolare. Sapevano che la Terra è 'tonda' e ne calcolarono il raggio con un'approssimazione sorprendente.

Alla Magna Grecia dobbiamo il fondamentale inserimento di punti di riferimento nelle mappe, senza i quali ogni serio sforzo di orientamento è vano: in particolare il messinese Dicearco è ricordato per il rudimentale inserimento della direzione orizzontale, il parallelo. Ad Eratostene dobbiamo invece il riferimento verticale, quello che oggi si direbbe un rudimentale meridiano, passante per località note all'epoca. Il più grande cartografo dell'antichità è però universalmente riconosciuto in Claudio Tolomeo, creatore di carte vaste e dettagliate su tutto il mondo conosciuto.
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Una cosa interessante da ricordare in epoca più tarda - siamo qui nel Medioevo - è che gli studiosi del tempo erano spesso ecclesiastici, quindi il punto di riferimento di molte carte del tempo fu l'Oriente. Poiché le Scritture indicano l'Eden trovarsi ad Oriente e volendo probabilmente essi far corrispondere quest'ultimo al 'cielo' le carte avevano l'Est in alto. Questa visione, bizzarra per gli occhi dei moderni, proseguiva poi con l'immaginare che le terre fossero contenute in un cerchio e che le acque formassero una T all'interno del cerchio. Il gambo della T generalmente corrispondeva al Mediterraneo, mentre il tratto orizzontale era dato da mari e fiumi orientali, come il Nero, il Rosso il Caspio oppure il Don ed il Nilo. Le carte "T in O" oggi possono far sorridere, ma all'epoca di Dante ad esempio rispecchiavano un comune intendimento cosmologico, al punto che ancora oggi si parla di 'orientamento' come termine generale per indicare la ricerca della 'giusta' direzione. A Dante, ad esempio, il cammino verso Oriente viene forzatamente impedito nel I canto dell'Inferno.
Con l'epoca delle scoperte geografiche in fine, la cartografia fa passi da gigante, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Gerardo Kremer detto Mercatore (1512-1596) sarà in questo periodo autore del primo atlante geografico, nonché di un planisfero realizzato nel 1569.
La precisione comincia allora a divenire un fattore importante, anche perché gli strumenti scientifici si fanno più evoluti: nasce il concetto di scala di riduzione, cioè il rapporto tra le dimensioni su carta e quelle reali di un oggetto o un territorio. Convenzionalmente e per semplicità si prende come unitaria la misura dell'oggetto reale e quindi la scala esprime di quante volte l'oggetto è stato ridotto nella sua rappresentazione simbolica. Una scala 1:100 (leggasi 1 a 100) indica che le dimensioni su carta sono ridotte di cento volte.
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In base alla scala, e quindi al dettaglio, le carte geografiche possono essere classificate in: mappe (fino a scala 10.000), carte topografiche (scala da 10.000 a 200.000), carte corografiche (da 200.000 a 1 milione), carte generali (oltre 1 milione), planisferi (oltre 30 milioni).
Altra caratteristica delle carte , in relazione alla precisione, è la natura della proiezione utilizzata: come detto infatti, poiché la superficie terrestre non è piana, la sua rettificazione può avvenire solo secondo criteri che comportano un'approssimazione, un errore. E' quindi possibile classificare le carte in base al tipo di proiezione e quindi di approssimazione ammessa: le carte che conservano le superfici proporzionali a quelle reali sono dette a proiezione equivalente; quando sono le distanze a restare proporzionali, la proiezione si dice equidistante. Isogone sono invece le proiezioni che conservano gli angoli, come quella di Mercatore, particolarmente adatte alle carte nautiche.
Rilievo hanno in fine, per la semplicità geometrica della loro applicazione, le proiezioni di sviluppo (cilindriche o coniche): in pratica la carta è qui ottenuta proiettando la superficie terrestre su un cono od un cilindro tangente all'equatore. Tra le proiezioni moderne una delle più interessanti, adottata dal National Geographic e poi dagli USA e quella 'ortofana' di Robinson, che è una cilindrica modificata in modo da correggerne le dilatazioni lontano dall'equatore. La proiezione di Robinson riassume e media i pregi e difetti delle proiezioni equidistanti, equivalenti ed isogone.
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Autore: A. di Biase
Revisioni: -
Fonti:
-"Compendio di Geografia Umana", P. Dagradi - C. Cencini, Pàtron Editore.
- "Divina Commedia" - D. Alighieri - Canto I
Il testo contiene considerazioni personali nella sezione riguardante le carte "T in O".
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