L'impossibile fuga in Egitto
L’IMPOSSIBILE FUGA IN EGITTO di Antonio V. Gelormini Questa volta Erode ha camuffato la crudeltà in un immaginario pregno di follia. Ha vestito i panni dell’innocenza apparente. Ha preso le sembianze di un giovane “autistico” americano. Non è arrivato a cavallo e non ha fatto roteare alcuna “scimitarra”. Questa volta, la sua furia ha imbracciato una strana “tromba sputafuoco” e, come un Angelo vendicatore, ha sparso tuonando le fatali note dell’Apocalisse. Impossibile qualsiasi fuga di salvezza, tantomeno in Egitto. Troppo lontano e inaccessibile, anche all’asino più caparbio e testardo, dato che di mezzo c’era e resta un Oceano e il Mare Meridiano. Questa volta non basta la dolcezza del tratto di Giotto da Bondone a rendere immortale il ripiego divino in Terra. Stavolta ci vorrebbe davvero un novello Picasso a registrare, con scomposta indignazione, la tragedia di un dramma collettivo, lo strazio di cuori spezzati e l’angoscia di una minaccia affatto is...