Parallelismi e tensioni nelle opere di Stéphanie Arpels a cura di Marco Salvario
Parallelismi e tensioni nelle opere di Stéphanie Arpels
Artista francese contemporanea, Stéphanie Arpels, il suo sito personale è: https://www.stephanie-arpels.com/ , aggredisce e quasi disorienta con la violenza statica delle sue opere, che palesano una tensione latente, sempre pronta a scatenarsi eruttando da un livello sotterraneo e nascosto. Un confronto tra quanto si vede e quanto è sottinteso, tra livelli che non sono in antitesi ma si completano, tra corpo e anima, tra reale e ignoto, tra concreto e in divenire.
Il critico e curatore Guido Folco parla a ragione, presentando l'artista, del 'piglio di un'Amazzone'.
La mostra personale che Stéphanie Arpels ha presentato al Miit di corso Cairoli a Torino nel mese di novembre del 2024, ha ben colto tale doppia tensione nel titolo 'Entre 2 mondes', tra due mondi, che condensa più dicotomie.
Una dicotomia è nel percorso dei due progetti principali dell'artista, portati avanti in parallelo, che in passato hanno dato vita a mostre indipendenti dal titolo 'Le mie donne' e 'I miei sentieri'.
Autodidatta, Stéphanie Arpels comincia molto giovane a coltivare la propria passione artistica. Successivamente la sua attività professionale, crea uno studio per il benessere olistico dedicato alle donne, la assorbe completamente, però le permette di approfondire e condividere intimamente i problemi delle persone che si rivolgono a lei. Il diventare madre e una malattia che influenza profondamente la sua vita, creano in lei il forte bisogno di tornare alla pittura per dare uno sfogo a bisogni e intime tensioni, che sente essenziale chiarire e mettere in discussione.
La sua vita si sposta dalla Francia all'India, a Nuova Delhi trascorre sei anni, e poi all'Italia; vive a Torino dal 2021.
Il periodo indiano la mette di fronte, emozionandola profondamente, alla miseria assoluta di persone e famiglie che vivono in strada. Soprattutto nelle molte donne costrette a convivere con fame, malattie, figli denutriti, in una indigenza totale e senza un rifugio, scopre un'energia vitale sublime, la capacità di ridere, di scherzare e, nelle più giovani, di giocare; la forza e la dignità di sentimenti che restano puri e nobili.
Nei lavori con cui le rappresenta, le donne indiane sono a volte semi nascoste dietro colonne, come nella serie 'Woman in between', dove a dare personalità alle tele non è soltanto la scelta sgargiante e tipicamente indiana dei vestiti, quando gli sfondi, ora luminosi, ora tetri, che creano atmosfere sempre diverse.
Le figure femminili sovente sono immagini isolate, quasi pietre allineate nel deserto, altre volte si fondono in blocco unico come nel delizioso 'Women chatting 1' del 2021. Lì nelle tre donne, di una sola vediamo il volto dai grandi occhi, sentiamo una complicità e una solidarietà femminile profonda.
Probabilmente proprio avere scelto artisticamente un percorso indipendente e personale, senza gli aiuti e senza i vincoli di una formazione scolastica, ha lasciato Stéphanie Arpels libera di esprimersi usando e mischiando senza pregiudizi tecniche diverse: acrilico, collage, resine ecc.
Successivamente al periodo indiano, tornata in Europa, l'artista ha cominciato più profondamente a interrogare se stessa, il proprio spirito interiore, per cercare nella natura, sovente nelle colline e nelle montagne intorno a Torino, la strada verso qualcosa che trascende noi stessi, verso l'ignoto, l'aldilà, i misteri senza risposta che ci aspettano dopo la vita e che pure ci spingono a interrogarci. Colmare il vuoto lasciato dalla morte delle persone care, che a volte sentiamo perdute e a volte ancora così vicine.
I colori, le luci, sembrano dare risposte e farci intravedere il cammino che ci attende. Dipingere diventa un percorso evocativo, sotto molti aspetti esoterico e iniziatico.
Quello che colpisce in numerose tele di questo nuovo cammino, è la spessa e densa linea dell'orizzonte, vero limite tra il noto e l'ignoto, tra il raggiungibile e l'immaginabile.
Nelle ultime opere le linee s'incurvano, i colori esplodono e quella atmosfera controllata, a volta angosciosa, si libera in uno spettacolo pirotecnico di luce e movimento.
© Marco Salvario
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