GLI INDIANI IROCHESI: OLTRE CHE SPAVALDI GUERRIERI, AGRICOLTORI E FABBRI, ERANO ANCHE FAUTORI DI UN’ORGANIZZAZIONE SOCIALE a cura di Enrico Pinotti


GLI INDIANI IROCHESI: OLTRE CHE SPAVALDI GUERRIERI, AGRICOLTORI E FABBRI, ERANO  ANCHE FAUTORI DI UN’ORGANIZZAZIONE SOCIALE

Gli indiani Irochesi erano agricoltori abili e intelligenti, ma la storia non li ricorderà solo per questo, nonostante si debba a loro la colonizzazione dei territori tra il Canada sudorientale e la Pennsylvania. Da fonti autorevoli si desume che un loro grande capo Hiawatha, attorno alla metà del 15° secolo patrocinò l’unione delle cinque tribù indiane dei Cayuga, Mohawk, Oneida, Onondaga e Seneca in una potente lega chiamata Ongwsnonsionni, la lega degli Irikhoiw che i francesi trasformarono in Iroquois, nome poi usato dagli etnologi per designare un più vasto raggruppamento etnico e linguistico. I fucili olandesi armarono l’aggressività degli Irochesi che a partire dal 1643, dopo aver sbaragliato gli Huroni e le tribù algonchine si impadronirono della regione dei laghi Ontario ed Erie.

Erano sedentari -scrisse l’etnologo austriaco Richard Dangel- e praticavano la coltivazione alla zappa (mais, zucche, fagioli, tabacco, meloni d’acqua); la caccia non era che un’occupazione secondaria. Ottenevano dall’acero un succo zuccherino che veniva preparato anche come bevanda inebriante. Furono tra i primi indiani ad usare il metallo invece che la pietra per fare le punte delle frecce. Le case, abitate da più famiglie, erano rettangolari e lunghe fino a cinquanta metri; il tetto e le pareti venivano ricoperti con scorze d’albero. Le diverse famiglie erano collocate ai lati di un corridoio centrale steso nella lunghezza della casa e nel quale erano accesi i focolari comuni. Spesso i villaggi erano fortificati per mezzo di palizzate. La condizione sociale delle tribù formanti la lega mostravano uno spiccato sistema gentilizio con due classi matrimoniali e rigorosa eredità materna. Diverse grandi famiglie formavano una gens, diverse gentes una classe di matrimonio, entro queste il matrimonio era proibito”.

Le grandi famiglie che costituivano la struttura fondamentale della società irochese, contrariamente a quello che si potrebbe supporre considerando la bellicosità dei guerrieri della lega, erano letteralmente dominate dall’influenza delle matrone, cui apparteneva anche la terra coltivabile. “Le matrone -annota sempre Dangel-, decidevano inoltre del destino dei prigionieri di guerra, se l’adozione o la tortura e nelle loro mani stava anche la decisione della guerra o della pace. Così queste potenti tribù, alle cui lotte sanguinose e crudeli rimandano i racconti popolari del palo di tortura indiano, erano guidate teoricamente dalle donne”.

La vicenda umana degli Irochesi si svolse attorno ai Grandi Laghi e lungo il coro del San Lorenzo. Quando nel 16° secolo i francesi giunsero in questo territorio, trovarono un gruppo di tribù in possesso di una cultura fra le più singolari e interessanti dell’America settentrionale. Gli indigeni si esprimevano in vari dialetti del loro ceppo linguistico, molto affine al cherokee diffuso più a sud. Come abbiamo accennato, la regione era occupata dalle genti di stirpe algonchina, è ipotizzabile che l’invasione irochese sia avvenuta da sud, come già si era verificato con i Cherokee, ma mentre questi ultimi si erano spinti verso il mare a est, gli irochesi avevano raggiunto i Grandi Laghi. Data la loro tendenza ad organizzarsi in confederazioni, come ne è testimonianza la loro lega di cinque nazioni e la rigida struttura sociale che li caratterizzava, unite allo spirito guerresco e di conquista gli permisero come popolo una lunga sopravvivenza. Talora li troviamo a fianco dei soldati britannici contro gli indipendentisti, altre volte con i francesi e contro altre tribù indiane. Negli ultimi tempi era facile vederli singolarmente come guide di cacciatori di pellicce.

Particolare, rispetto agli altri indigeni è il loro abbigliamento, ovvio che il clima lo condizioni, così come l’ambiente condiziona anche le loro usanze e le loro culture. Non sono abili nella lavorazione della ceramica ma lo sono in quella del legno. I mesi invernali erano pressoché inattivi per la caccia e per l’agricoltura, è in questo periodo che ci si dedica all’arte, le loro maschere particolari ed importanti diventano parte di riti collettivi che segnano l’arrivo delle stagioni fertili e ad essere riprodotti non sono gli spiriti ma i defunti che così come hanno lasciato il mondo, ora lasciano che il nuovo tempo arrivi.

Quando nella prima metà del 16° secolo, gli irochesi si trovarono fra i fuochi francesi da una parte e quelli inglesi dall’altra, non essendoci ancora direttive, di volta in volta le loro tribù scelsero di combattere a seconda degli utili e fra gli indiani furono i primi ad usare i fucili. Ci fu un periodo, all’inizio della guerra di indipendenza in cui essi si schierarono con i lealisti britannici, memori dei soprusi subiti dai coloni. Pressoché inutili furono le opere di convincimento da parte dei francesi per assoggettarli tramite la religione cristiana, i ‘mantelli neri’ o altri ecclesiastici che agivano senz’altro di concerto con il governo della madre patria non erano ben accetti nelle loro comunità; preferivano gli scambi commerciali ordinari che procuravano loro benessere. Anche se vi furono eccezioni, la tendenza fu quella di allearsi con i lealisti britannici e fu al loro fianco che gli irochesi si resero responsabili di crimini indelebili come fu quello perpetrato in Pennsylvania nel 1778 ai danni di anziani, donne e bambini, non c’era bisogno di usare i fucili, li sterminarono a colpi di mazza. Questa la tendenza dei rapporti con la popolazione bianca ma vi furono eccezioni, vi furono instabilità, vi furono incertezze e decisioni prese a caldo oltre che periodi in cui la civiltà irochese dovette fare i conti con le decimazioni causate dalle malattie e dalle guerre fratricide, stiamo sempre riferendoci ai secoli 16° e 17° perché nei due secoli prima, questo popolo aveva gettato le basi per diventare una nazione.

Friedrich Engel dedica uno dei più importanti capitoli del suo studio “L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato” alla presa in esame e allo studio dell’organizzazione sociale della tribù dei Seneca, una delle cinque che dette vita alla Confederazione degli irochesi. Egli fa notare che elementi e principi di questa organizzazione si ritroveranno in seguito nella carta costituzionale degli Stati Uniti d’America: le elezioni a suffragio universale dei membri a capo delle comunità, la divisione dei poteri politici da quelli militari, le forme di assistenza fra i membri delle comunità, i luoghi di sepoltura comune. Inoltre, le azioni guerresche di questi indiani con il passare degli anni dalla fondazione della loro lega, si fecero sempre meno individuali ma decise dal Consiglio delle tribù; le comunità vinte venivano poi assoggettate sotto il loro dominio assegnando loro territori, divenendo così colonie alleate. Verso la fine del 1600 la loro popolazione era di circa 16.000 persone. Nel 1729 alla confederazione irochese si unirono i Tuscarora, una popolazione giunta dalle Caroline, territorio in cui la pressione dei coloni si stava facendo insopportabile. Non si azzardavano in questo periodo le popolazioni irochesi a varcare i loro confini dei laghi per non creare pretesti di guerre agli inglesi e ai coloni. Fra le tribù piccole che componevano le etnie irochesi vanno ricordati i Mohawk, genti non numerose ma con una forte identità e di conseguenza difensori ad oltranza dei loro usi e delle loro tradizioni. Senz’altro a loro si è ispirato il movimento punk dei nostri anni per quanto riguarda la capigliatura a cresta.

Gli stati della nascente confederazione americana guardavano alla Lega delle cinque nazioni (poi diventate sei) irochesi come possibile alleato sia in funzione di indipendenza dalla madre patria, sia per i conflitti con francesi e spagnoli; in questo senso vanno interpretati gli sforzi dei coloni per imparentarsi con le loro genti. Sta di fatto però che la tendenza (politica?) della Lega fu quella di un’alleanza con i lealisti britannici, puntualizzando che fu al loro fianco che essi si resero responsabili di atrocità e massacri non ancora perdonati dalla storia, come fu quello del 1778 che abbiamo ricordato.

Fin qui la storia è più o meno lineare ma vi sono state vicende importanti che andrebbero tenute presenti per fare un quadro completo di quelle situazioni, una di queste è stata a partire dal 1763- più o meno quindi dall’inizio della guerra di indipendenza dalla Gran Bretagna-, l’organizzazione di alcune tribù irochesi nord occidentali del territorio canadese, le quali rifiutavano ogni alleanza con gli inglesi ed i coloni, rivendicando la loro padronanza sul territorio in cui da secoli vivevano. Queste tribù per un certo periodo non disdegnarono alleanze con i francesi ed il loro capo, Pontiac cercò in ogni modo di convincere l’alleanza indiana ad unirsi contro un comune nemico. Furono diatribe e soprattutto battaglie che durarono decenni. Di questo parleremo nel proseguo di questo articolo.

Enrico Pinotti


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