RIFLESSIONI SU UN VIRUS a cura di Miriam Ballerini
RIFLESSIONI SU UN VIRUS
Sono
ormai due mesi che tutti i giorni, ormai h 24, non sentiamo parlare
d'altro che di Corona Virus.
Leggiamo
dal sito My Personal Trainer :
“I
coronavirus sono virus che, nell'essere umano, causano infezioni
respiratorie lievi, nella maggior parte dei casi, e gravi, solo
raramente. Nell'ultimo ventennio i coronavirus si sono imposti alle
attenzioni del mondo per tre motivi: l'epidemie di SARS, tra il 2002
e il 2003, l'epidemia di MERS, tra il 2012 e il 2013, e la recente
epidemia di SARS-CoV-2, iniziata a fine dicembre 2019”.
Pertanto, come possiamo vedere, altri generi di questo virus e di
altre specie,già sono stati sottoposti alla nostra attenzione.
Non scriverò di cosa si tratta, o come lo si cura, e nemmeno cosa
dobbiamo fare in caso se … perché io sono solo una scrittrice, in
questo caso un'opinionista. Non sono un medico, non sono un virologo.
Quello che mi piace portare alla vostra attenzione con questo
articolo sono alcune cose che andremo a vedere insieme.
Come ha reagito la gente? Io abito in Italia e, fintanto che qui di
casi non ce ne sono stati, le prime parole che ho sentito pronunciare
sono state: “Per colpa di sti cinesi, guarda che cosa hanno
creato. Così imparano a mangiare di tutto”.
Già, perché ora è partita dalla Cina. La Mucca Pazza iniziò nel
Regno Unito. La MERS nell'Arabia Saudita. La SARS sempre dall'Asia.
La spagnola nel 1918 negli Usa.
Eppure, quando accaddero altre epidemie di questo genere, nessuno si
permise di aggredire l'altro per la sua razza.
Ci sono poi stati commenti ancora peggiori: “Speriamo colpisca
l'Africa …”
Queste parole ci fanno comprendere il grado di bassezze a cui ho
assistito in questi giorni.
Ma poi, che succede? Quello che era piuttosto prevedibile: l'epidemia
sta uscendo dai confini dei primi focolai, perché la gente si sposta
ed è abbastanza improbabile riuscire a contenerla al 100%.
Arriva anche da noi, in Italia. E come arriva? Con dei barconi come
tanti avevano predetto? Su dei cinesi? Macché, semplicemente giunge
a noi attraverso un anonimo tizio lombardo che cena con altre persone
che si infettano e non ammettono subito di aver mangiato con un
signore appena tornato dalla Cina.
Eppure, ancora c'è chi specula e mente, perché sia mai che si possa
far cedere di un millimetro questa occasione succulenta di spargere
altro odio verso gli altri. E quando mai ricapita un'occasione del
genere?
Ed ecco i
casi di pestaggi ai danni dei cinesi, chi se ne importa se sono qui
in Italia da una vita e nemmeno l'hanno visitata la Cina?
Altro
fenomeno è quello del panico che ha catturato la gente, la psicosi.
Preferirei
davvero che fossero solo i telegiornali a parlare di quanto sta
accadendo, dando tutte le istruzioni del caso. Ma sarebbe troppo
bello, vero? Siamo subissati da trasmissioni, non di medicina,
badate, ma trasmissioni di intrattenimento che fanno parlare chiunque
di questa epidemia. Allora ci sono scrittori, filosofi, gente di
spettacolo, chiunque ha da dire qualcosa ha campo libero.
E
la gente, tutto il santo giorno, non fa altro che avere la testa
piena di parole e parole. Quindi scattano le rincorse all'amuchina
per disinfettarsi le mani e alle mascherine. I primi sciacalli, mi
pare già fermati per fortuna, portano questi oggetti a prezzi
esorbitanti.
La corsa ai
supermercati è davvero folle. Non bisogna stare in luoghi affollati,
ma si formano code
di
carrelli, dove tutti stanno vicini, per poter arraffare qualsiasi
cosa dagli scaffali.
Mi chiedo
cosa accadrebbe qualora succedesse in Italia una qualche emergenza
più seria. Ci scanneremmo gli uni con gli altri!
Ieri, una
signora, scriveva su facebook di aver preso due cestelli per sbaglio,
posandone uno era arrivata una tizia che con una una spallata l'aveva
spostata, guardandola come se avesse intenzione di incenerirla.
Quindi, munita di un qualche disinfettante, aveva pulito i manici del
cestino.
Non
bastasse, noto alcuni miei colleghi che mandano in giro veri e propri
vademecum del corona virus riscritti da loro.
Cari
italiani, vediamo di stare tranquilli e di comportarci
responsabilmente. A me sono state annullate delle date, giusto per
evitare la folla. Seguiamo i consigli che ci vengono dati dai medici,
non dai tuttologi dell'ultimo minuto.
Non creiamo
allarmismi, ma nemmeno facciamo troppo i superficiali: spesso, la
cosa giusta da fare, sta nel mezzo.
©
Miriam Ballerini
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