RIVOTRILL Un film avvincente, tratto dall’omonimo romanzo di Umberto Lucarelli
RIVOTRILL
Un film avvincente, tratto dall’omonimo romanzo di
Umberto Lucarelli
Sabato 2 dicembre, alle ore 10.30, presso lo spazio
Oberdan di Milano, sarà presentato il film tratto dall’omonimo romanzo di
Umberto Lucarelli, Ritrovill, regia di Umberto Lucarelli. Riprendiamo un attimo
la descrizione che ne è stata fatta: Ritrovill «racconta di un incontro tra due
persone. Una è un cosiddetto “normodotato” e l’altra è una persona con
disabilità. Più che un incontro è uno scontro: Ritrovill viene urtato dall’automobile
di Ciglione, professore di filosofia. Da quel momento si sviluppa la storia. i
due non riescono più a muoversi dal luogo dell’incidente, restano in mezzo alla
strada loro malgrado a confrontarsi, a parlare, a raccontarsi, senza riuscire a
prendere l’iniziativa per separarsi. È come se all’improvviso fossero caduti in
un incantesimo: sono infastiditi uno dall’altro, ma con lo scorrere del tempo e
attraverso la conoscenza si apre un reciproco interesse». Il film è stato
realizzato dalla cooperativa Matrioska. L’attore protagonista è Danilo
Reschigna, disabile attore, regista e scrittore. Rai Tre ha realizzato anche un
documentario sulla sua storia d’amore. Ritrovill dal romanzo all’ideazione
cinematografica diventa l’emblema del disagio sociale, dell’incompatibilità tra
normale ed anormale, dell’identificazione, a volte deleteria, se non manichea,
in forme di gruppismo che fanno capo ai “sani” ed agli “andicappati”, come ai
buoni ed ai cattivi. Freud già aveva messo in guardia non solo sul noto “disagio”
della civiltà, ma sul sottile confine che divide i normali dagli anormali, sul
continuum normale-anormale. Se poi prevale la cristallizzazione in gruppi
sociali contrapposti, ben condita da forme di giustificazione ideologizzata,
che fanno capo al darvinismo sociale ed, ad esempio, all’eugenetica nazista, è
facile cadere di nuovo in forme di estremizzazione. Non è un caso che Hitler
volesse far fuori tutti i disabili. Ma queste concezioni eugenetiche sono
davvero sparite dalla nostra cultura? Germania capta ferum victorem coepit. Lo
scontro tra Ritrovill e Ciglione vuole rappresentare proprio questa dialettica,
ancor oggi, molto viva e sentita tra mondo normale e mondo dei diversamente
abili. È l’eterno conflitto tra il disabile marchiato dal demonio e l’eletto da
Dio. È una denunacia sociale di questo perenne disagio, questa vista “distorta”
dell’altro – al disabile si accoda l’extracomunitario. Prima quando ancora il
comunismo era vivo, si aveva paura dello spettro dei compagni che si aggirava
per l’Europa. Oggi si ha paura dello spettro dei musulmani, degli
extracomunitari. Prima c’erano le BR, oggi c’è l’Isis. Dal disabile allo
straniero, si sviluppa sempre questa fobia del “socialmente altro”, del
“socialmente inutile”. La civilizzazione è pericolosa, ha portato e porta a
volte al razzismo: le tre razze, la nera - gli schiavi -, la bianca - gli
ariani e la gialla - i semiliberi -. Ritrovill ci dimostra come, attraverso una
dialettica da odi et amo, si può superare
questo contrasto nella promessa di un mondo libero, dove tutti sono cittadini
del mondo: dal cosmopolitismo geopolitico si deve passare al cosmopolitismo
geosociale. Umberto Lucarelli oltre a presentarsi come spiccato scrittore qui
si presenta come valido regista. L’altro personaggio che emerge è proprio
Danilo Reschigna, amico di Umberto, attore e scrittore… pare proprio che
Ritrovill sia la trasposizione letteraria del bellissimo rapporto che c’è tra
Umberto e Danilo. Bellissimo! Chi vuole andare, soprattutto le scuole, a
vederlo al debutto può andare, ne vale veramente la pena … e poi è gratis!
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