ROVERTO CORBETERA: IN SCIOPERO DELLA FAME E DELLA PAROLA
ROVERTO CORBETERA: IN SCIOPERO
DELLA FAME E DELLA PAROLA
In questi giorni m’è capitato
sotto agli occhi questo articolo che riguarda Roverto Corbetera,
un ragazzo di colore dalla doppia
cittadinanza: domenicana e statunitense.
Nella sentenza di prima grado che
lo ha condannato a 24 anni di carcere, l’appello ha trasformato questi anni in
ergastolo.
Lui si dichiara innocente e,
tempo fa, già fece uno sciopero della fame per gridare la sua estraneità ai
fatti.
Personalmente non conosco la sua
storia, ho qui delle testimonianze scritte da altre detenuti che mi riportano i
suoi scritti. Infatti, in questi giorni, Roverto ha ripreso a fare lo sciopero
della fame e della parola.
Il suo accusatore ha ritrattato
tutte le accuse e si è detto reo confesso dell’omicidio per il quale è stato
condannato Roverto; nonostante ciò, le lungaggini del nostro sistema
giudiziario ancora non hanno consentito la scarcerazione del ragazzo.
La sua è solo una delle tante
storie che non vengono narrate, per le quali nessuno spreca inchiostro e tempo.
Ecco le sue parole: “… fin
quando non mi sarà riconosciuta la mia
innocenza non mangerò e non parlerò più. Questo mondo non mi vuole ed io non
voglio più lui. Per dimostrare la mia innocenza sono pronto a farmi morire di
fame. E credo che non ci sia nulla di più bello nella vita che morire per
dimostrare la propria innocenza”.
Io faccio parte ancora di quelle
persone che credono che non debba servire giungere a questi estremi per
dimostrare qualcosa agli altri… posso solo scriverne e sperare in una giustizia
che tale sia.
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