11 gennaio 2021

George Orwell – 1984 – a cura di Marcello Sgarbi

 


George Orwell –
1984 (Mondadori)


Collana: Oscar moderni 

Formato: Tascabile

Pagine: 321

EAN: 9788804668237


Dopo avere letto questo classico della letteratura, l’occhio del Grande Fratello televisivo, trasmissione in onda dal 2000 (sic!) vi sembrerà irridente e irritante, suonerà alle vostre orecchie come un titolo a dir poco inadeguato. Perché la narrazione disegna uno scenario senz’altro avveniristico, ma non così tanto lontano dalla realtà. I protagonisti, Winston Smith (forse per volontà dello stesso autore anonimo fin dal cognome, l’equivalente di un qualsiasi signor Rossi) e la compagna Julia, incarnano sia l’impossibilità di esistere con la loro dignità di persone, sia il progressivo annichilimento del genere umano. The Big Brother, che tradotto letteralmente significa il fratello maggiore”, con feroce ironia rappresenta il controllo totale sulla mente e sulle azioni di ogni individuo. In un anelito di speranza, Winston e Julia cercano di conquistare la normalità a cui tutti quanti aspirano, ma vengono schiacciati, umiliati e straziati dal Partito, rappresentazione del potere in quanto tale.

Mentre pagina dopo pagina veniamo trascinati nella loro tragica commedia umana, una delle cose che ci sconvolge è sapere che nel corso della storia i regimi totalitari (il nazismo con Hitler e gli aberranti esperimenti del dottor Mengele, lo stalinismo con le “purghe” e lo spettro del gulag, l’impero cinese con le atroci torture dei laogai) hanno perpetrato qualcosa di molto simile a ciò che accade ai protagonisti. Allora, dopo avere terminato la lettura, dovremmo avere una ragione in più per gridare al mondo che la forza del bene vince anche la più abietta perversione del male. Anche se il destino di Winston e Julia, alla fine perdenti e consegnati con rassegnazione alla volontà di chi li soverchia, sembrerebbe dirci il contrario.

Quando ci sentiamo stanchi della vita, per apprezzarne la bellezza dovremmo scorrere qualche capitolo di questo inquietante e insieme stupendo romanzo.

Prese il libro di storia per bambini e guardò il ritratto del Grande Fratello che campeggiava sul frontespizio. I suoi occhi lo fissarono, ipnotici. Era come se una qualche forza immensa vi schiacciasse, qualcosa che vi penetrava nel cranio e vi martellava il cervello, inculcandovi la paura di avere opinioni personali e quasi persuadendovi a negare l’evidenza di quanto vi trasmettevano i sensi. Un bel giorno il Partito avrebbe proclamato che due più due fa cinque, e voi avreste dovuto crederci. Era inevitabile che prima o poi succedesse, era nella logica stessa delle premesse su cui si basava il Partito. La visione del mondo che lo informava negava, tacitamente, non solo la validità dell’esperienza, ma l’esistenza stessa della realtà esterna. Il senso comune costituiva l’eresia delle eresie.

Ma la cosa terribile non era tanto il fatto che vi avrebbero uccisi se l’aveste pensata diversamente, ma che potevano aver ragione loro. In fin dei conti, come facciamo a sapere che due più due fa quattro? O che la forza di gravità esiste davvero? O che il passato è immutabile?  Che cosa succede, se il passato e il mondo esterno esistono solo nella vostra mente e la vostra mente è sotto controllo?

Una volta, pensò Winston, un uomo guardava il corpo di una ragazza, lo desiderava, e questo era tutto; ora non vi era spazio né per il puro amore né per la pura lussuria. Non esistevano emozioni allo stato puro, perché tutto si mescolava alla paura e all’odio. Il loro amplesso era stato una battaglia, l’orgasmo una vittoria. Era un colpo inferto al Partito. Era un atto politico.


© Marcello Sgarbi

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