15 settembre 2020

LA GUERRA MAI DICHIARATA E SEMPRE PERDUTA DI ANGELO IVAN LEONE


LA GUERRA MAI DICHIARATA E SEMPRE PERDUTA DI ANGELO IVAN LEONE


 600 omicidi dal 1981 al 1983. La seconda guerra di mafia fu una guerra vera e propria combattuta nel disinteresse generale da parte della restante popolazione italiana e del colpevole, miope e complice silenzio dei governi di allora. Questa guerra si ascrive a quella tipologia di guerre che, per non essere state mai dichiarate e aver avuto un numero di morti esiguo, se messe a confronto con le guerre ufficiali, vengono chiamate dagli studiosi, guerre a bassa densità.

Durante gli anni Ottanta anche l'Irlanda del Nord o Ulster fu interessata da una guerra a bassa intensità. A differenza della situazione irlandese, dove l'IRA (Esercito repubblicano irlandese), aveva delle sacrosante ragioni politiche, culturali e storiche per avvallare la sua lotta alla colonizzazione inglese in Italia la mafia non aveva, non ha e non avrà mai alcuna giustificazione ideologica.

Malgrado questo l'IRA di è ufficialmente sciolta e si è dovuta rassegnare all'Ulster, ossia alla conquista inglese dell'Irlanda del Nord, che è un obbrobrio geopolitico oltre che un pugno negli occhi per ogni democrazia, in Italia, invece, la mafia è ben lontana dall'essere completamente sconfitta, annientata e, men che meno, resa inoffensiva o essere disarmata. 

Chi pensa che la storia risponda a dei criteri di giustizia, farebbe bene a guardare i cartoni animati. La storia, "la più terribile delle dee" , come la chiamava Hegel, risponde solo a dei criteri di forza e di volontà. Ed è proprio questo che manca in Italia: la volontà, soprattutto politica, di combattere la mafia. Non è che non si può, non si vuole. Tutto, disperatamente, qui.

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