15 dicembre 2016

LA FIGURA STRAORDINARIA DI BIAGIO TERZI Cavaliere dell’Ordine Gerosolimitano di S. Giovanni e Vescovo di Isernia nel ‘700 a cura di Vincenzo Capodiferro

LA FIGURA STRAORDINARIA DI BIAGIO TERZI
Cavaliere dell’Ordine Gerosolimitano di S. Giovanni e Vescovo di Isernia nel ‘700

Lauria, patria di condottieri e di santi, da Ruggiero al Lentini, al Cardinale che porta glorioso il nome della città lucana, annovera tra i suoi figli anche il vescovo Biagio Terzi, vissuto a cavaliere tra il ‘600 ed il ‘700 ed appartenuto all’Ordine Gerosolimitano dei Frati Ospedalieri di S. Giovanni Battista. Non dimentichiamo che l’ordine dei monaci cavalieri ha svolto fin dal secondo Medio Evo una funzione sociale di grande estensione ed importanza. Neanche oggi, con tutta l’organizzazione assistenziale che c’è, nei nostri paesi ci sono tanti ospedali quanti, dal secolo XII al XV ce n’erano diretti dai frati cavalieri. Nel Regno di Napoli due priorati, quello di Capua e quello di Barletta, inquadravano l’attività delle commende. La Lucania fu loro patria e meta prediletta di un altro Ordine mitico, quello dei Templari. Pare infatti, secondo alcune leggende, che Ugo dei Pagani fosse di origine lucane, e quindi italiane e non francesi. Si novera tra l’altro il triangolo dei Templari, composto da tre centri equidistanti. Inoltre nel castello di Melfi di Federico II c’è una sala, che secondo la leggenda ha ospitato il Santo Graal. Forse venutone in possesso Federico raggiunse la sua nobile grandezza. E quando fu ripreso dai Templari e portato via, perdette tutta la sua fortuna. Ma torniamo al nostro!  Questo nobile cavaliere, Biagio Terzi di Lauria, che è menzionato nell’ “Itinerario per lo Regno delle Due Sicilie” di Giuseppe Frangioni Vespoli, Napoli 1828, fu vescovo di Isernia dal dicembre del 1698 e morì nella sede episcopale nel maggio del 1716. Fu egli a far costruire la Chiesa parrocchiale della città nel 1712. Nel 1699, sotto pressione di Innocenzo XII, cedette il monastero di S. Vincenzo al Volturno alla Badia di Montecassino, in cambio del Tenimento di Pesche. Nella sua “Storia d’Isernia”, l’autore Antonio M. Mattei ne rammenta il suo apostolato, accennando alle confraternite, tra cui quella di «S. Maria del Suffragio», la quale «risulta fondata nel sec. XVII nella chiesa di S. Elena (comunemente detta del Purgatorio), ma definitivamente approvata da Mons. Biagio Terzi il 20 ottobre 1712; per decreto del Vescovo Merola venne poi trasferita in S. Maria delle Monache». Il nostro fu insigne studioso e scrisse una descrizione geografica del patriarcato di Gerusalemme, “Patriarchatus Hierosolimitani Geographica descritio”, Roma 1695, opera ormai divenuta rara ed introvabile e meglio nota come “Siria sacra”. Qui vi descrive i luoghi di Terra Santa che accomunarono la romantica difesa e la strenua attività caritativa di tutti gli ordini cavallereschi sorti nel medioevo. La “Siria sacra: Descrittione, istorico-geografica cronologico-topografica delle due Chiese Patriarcali di Antiochia, e Gervsalemme, Primatie, Metropoli, e Suffraganee, Colegij, Abbadie, e Monasteri; notitia de concilij, ordini equestri, e di tutte le nationi christiane orientali; con dve trattati nel fine delle patriarcali d'Alessandria, e Costantinopoli, de primati di Cartagine, e d'Etiopia; con dve tavole de luoghi, e nomi memorabili appartinenti alla Siria, e delle materie dell'opra: aggiunteui quattro carte geografiche opera”, Roma. Nella stamperia del Bernabò alle Muratte, nel vicolo detto de' Chiodaroli 1695, fu poi ristampata sempre a Roma nel 1719 nella stamperia di Giovanni Francesco Buagni, con l’aggiunta delle «notitie historiche del Vecchio, e Nuovo Testamento, e degl'annali Sacri, e profani, de' concilij, canoni, & ordinationi ecclesiastiche, delle religioni & ordini equestri, e di tutte le nationi christiane orientali appartenenti alle suddette due patriarcali chiese, e luoghi subordinati a medesimi”, composta dall'abbate Biagio Terzi di Lauria. Si aggiunge alla lista dei laurioti illustri, insieme ad un altro grande letterato, che visse alla corte del grande Federico II di Svevia, Nicola da Lauria, insieme al famoso storico Specialis Nichola di Noto, Viceré di Sicilia, entrambi inviati in ambasciata presso papa Benedetto XII, che era succeduto a Giovanni XXII, morto nel 1334. Nicola da Lauria, tra l’altro, è citato insieme ad altri autori della corte federiciana dal Muratori nella sua opera.

Vincenzo Capodiferro

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