03 settembre 2015

ROVERTO CORBETERA: IN SCIOPERO DELLA FAME E DELLA PAROLA

ROVERTO CORBETERA: IN SCIOPERO DELLA FAME E DELLA PAROLA

In questi giorni m’è capitato sotto agli occhi questo articolo che riguarda Roverto Corbetera,
un ragazzo di colore dalla doppia cittadinanza: domenicana e statunitense.
Nella sentenza di prima grado che lo ha condannato a 24 anni di carcere, l’appello ha trasformato questi anni in ergastolo.
Lui si dichiara innocente e, tempo fa, già fece uno sciopero della fame per gridare la sua estraneità ai fatti.
Personalmente non conosco la sua storia, ho qui delle testimonianze scritte da altre detenuti che mi riportano i suoi scritti. Infatti, in questi giorni, Roverto ha ripreso a fare lo sciopero della fame e della parola.
Il suo accusatore ha ritrattato tutte le accuse e si è detto reo confesso dell’omicidio per il quale è stato condannato Roverto; nonostante ciò, le lungaggini del nostro sistema giudiziario ancora non hanno consentito la scarcerazione del ragazzo.
La sua è solo una delle tante storie che non vengono narrate, per le quali nessuno spreca inchiostro e tempo.
Ecco le sue parole: “… fin quando non mi sarà riconosciuta  la mia innocenza non mangerò e non parlerò più. Questo mondo non mi vuole ed io non voglio più lui. Per dimostrare la mia innocenza sono pronto a farmi morire di fame. E credo che non ci sia nulla di più bello nella vita che morire per dimostrare la propria innocenza”.
Io faccio parte ancora di quelle persone che credono che non debba servire giungere a questi estremi per dimostrare qualcosa agli altri… posso solo scriverne e sperare in una giustizia che tale sia.

© Miriam Ballerini

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