20 luglio 2015

IL MANICHINO di S.L. Grey recensito da Miriam Ballerini


IL MANICHINO                                                di S.L. Grey
© 2012 Newton Compton Editori S.r.l.
ISBN 978-88-541-4154-4   Pag. 348  € 9,90

Il sottotitolo la dice lunga su cosa si andrà a leggere aprendo le pagine di questo romanzo: non guarderete mai più una vetrina nello stesso modo!
Siamo in un centro commerciale in sud Africa. Rhoda, drogato e con l’aspetto deturpato da una brutta cicatrice che le segna il volto, ha in custodia un bambino.
Si ferma in un negozio per incontrare uno spacciatore, perde di vista il minore che si allontana e scompare.
Dan, commesso in un negozio di libri del centro commerciale, è un personaggio di poco spessore: timido, complessato, che a guardarlo non potreste mai dire che sia un giovane attraente o piacente.
Le loro strade s’incrociano quando Rhoda, presa dal panico dalla sparizione del bambino e non trovando nessuna solidarietà da parte dei commessi, i quali negano d’ averla vista col piccolo; decide di prendere in ostaggio Dan per aiutarla nella ricerca.
I due entrano in un magazzino, il centro è ormai chiuso per la notte, ma tutto comincia ad apparire strano, diverso.
Catapultati in un mondo parallelo, finiscono in un altro centro commerciale. Un posto da incubo, assurdo, pericoloso; che arriva a inorridire chi legge delle loro traversie.
I due riescono a fuggire dopo mille disavventure, per tornare alla loro vita reale.
Lo scrittore, a questo punto, si addentra in una disamina di quella che è la loro realtà, di ciò che sono diventati, di quanto quell’esperienza li abbia mutati.
Con sorpresa ci avviciniamo al finale, quando Rhoda e Dan decidono cosa ne sarà del loro futuro.
Dall’Independent on Sunday: “ Uno dei più intelligenti, spaventosi e memorabili romanzi horror degli ultimi anni”.

© Miriam Ballerini

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