02 maggio 2013

Rodolfo Damiani e la fisica nuova

RODOLFO DAMIANI E LA FISICA NUOVA
Una “Rivoluzione permanente” nelle scienze e nella società


Per chi dovesse avere la fortuna di sentir predicare Rodolfo Damiani, con impresso sulla cravatta rossastra l’arcano volto di Albert Einstein, un santo della scienza moderna, avrà l’impressione di trovarsi dinnanzi ad uno scienziato d’altri tempi, un antico filosofo vivente, che colla sua mole di sapere vaga tra le tenebre del mondo. Rodolfo si laurea in Fisica a Milano nel 1974 su di una problematica tesi sulla massa mancante negli ammassi delle galassie. Nel 1978 entra in ruolo al Liceo Scientifico G. B. Grassi di Lecco, sulla cattedra di matematica e fisica. Da allora la sua attività, oltre che di insegnamento, di cultore, di scienziato, di saggista è stata indefessa e continuativa. Citiamo solo alcune tra le sue dissertazioni più belle, tanto per fare un esempio, la Teoria dell’impeto, meccanica newtoniana e meccanica relativistica: una sorprendente coesistenza nella fisica di fine XX secolo, uscita negli Annali della Pubblica Istruzione nel 1993. Nel 2005 pubblica La Relatività. Lo Spirituale nella Scienza, per i tipi dell’editore Marna. Nel 2007 esce la seconda edizione, ampliata e riveduta, del testo, con la prefazione del Professor Bergia, uno dei massimi esperti mondiali di didattica e storia della relatività, il quale, su incarico dell’Università di Princeton, ha curato uno dei volumi dell’Opera Omnia di Einstein. Rodolfo si è molto dibattuto con numerosi scritti, interventi sull’insegnamento della Fisica Nuova, la FN, quella relativistica. Ha curato molto il rapporto tra fisica e spiritualità e soprattutto tra la cultura occidentale e quella orientale. Il suo capolavoro, come egli stesso sostiene, vuole comunicare ai lettori questa riflessione: è vero che il mistero è pieno di fascino, ma la verità renderà liberi … Comprendere l’universo, il perché delle sue leggi, comprendere se stessi ed il proprio posto nel Tutto … può renderci migliori. Intento che grandiosamente commenta Lucio Zaniboni: «Attraverso la visione delle leggi fisiche che reggono il mondo, il piccolo mondo di cui facciamo parte, insieme agli altri del grande oceano cosmico, dalla consapevolezza di spazio-tempo, di relativo ed assoluto, di moto nella relazione e di luce, si perviene, volendo, all’Assoluto, al Trascendente (Dio? Universo?)». Si tratta di quell’atteggiamento così sublime di inconoscibilità verso l’Assoluto, che si ispira notevolmente alla scuola positivista, in particolare di Hamilton, di Mansel e di Spencer. L’iter culturale del Damiani non finisce qui, è ricco di spunti, che non stiamo qui a rammemorare, ma che voi lettori potrete ritrovare nel suo sito personale. Ha tenuto diversi convegni in tutta Italia e tra gli ultimi ha partecipato a quello internazionale L’Oriente incontra l’Occidente, che si è tenuto ad Assisi dall’11 al 13 settembre del 2009. Ha tenuto conferenze sulla spiritualità della relatività all’Università della Terza Età di Erba. Rodolfo Damiani è stato un umile professore di liceo che si è sempre battuto per la “Scienza Nuova”, di vichiana memoria, una scienza che deve sempre rinnovarsi, contro le continue posizioni controriformistiche e le fossilizzazioni dogmatiche parareligiose. La scienza, infatti, come la religione, è fatta di dogmi, di credenze ineluttabili ed irrinunciabili. Di qui l’esigenza di fondo di sempre “ristrutturare”, come nel mito delle rivoluzioni scientifiche di Kuhn. A tal proposito in una lettera che inviava nel 2002 alla redazione di Scientific American, così annotava, riprendendo La Nuova Fisica di P. Davies e La Vita nel Cosmo di L. Smollin: «Il pensiero scientifico presentato a Scuola è ancora quello meccanicistico dell’Universo-orologio ottocentesco, non solo privo di fascino, ma pure alienante: L. Smollin … interrogandosi proprio sulle cause del disamore studentesco per la fisica, ci ricorda come la Fisica Newtoniana (FN) sia “completamente screditata come risposta ai problemi fondamentali che riguardano che cosa sia il mondo” e che gli studenti “hanno ben pochi motivi di crederci” e come “non newtoniano non c’è spazio per la vita”. La morale è che mettendovi d’impegno si può riuscire a rivestire Miss Universo in modo tale che nessuno si giri a guardarla». In questo senso il libro del Damiani è rivoluzionario, come sottolinea sempre lo Zaniboni nel suo saggio Alle fonti dell’Elicona. Lo spirituale nella scienza in un’opera di Rodolfo Damiani, in Il Saggio. Mensile di Cultura. Anno XIII, n. 145, Aprile 2008: Uno shock quindi sapere che il bagaglio culturale che si credeva di avere è da buttare come zavorra, perché il nostro aerostato cognitivo non naufraghi miseramente. Questa continua esigenza di “ristrutturazione scientifica” allora non è solo didattica, come il Damiani in tanti anni di saggio insegnamento ha evidenziato, ma deve investire tutti gli ordini e gradi dei saperi e della vita, perché la Scienza è vita, non è qualcosa di avulso dalla realtà, non è alienazione. Questa apertura deve essere rivolta a quell’universo immenso che il Damiani celebra nelle sue opere ed in particolare nel suo capolavoro La relatività. Lo Spirituale nella Scienza. L’atteggiamento dello scienziato non può essere dogmaticamente ed acriticamente di materialismo e di meccanicismo di fronte all’Assoluto. L’Assoluto è, come avevo io più volte messo in evidenza nelle mie operette, l’insieme di tutti gli universi possibili, è l’Infinito. Io avevo denominato questa realtà eccelsa ed inafferrabile, di cui tutti noi facciamo parte, con un nome nuovo e bello, il Panverso. Il Panverso è l’infinito ed eterno oceano abissale ove ruotano gli universi. Tutto si muove dentro il Panverso, ma il Panverso è immobile. Tutto scorre dentro il Panverso, ma il Panverso è eterno. Non c’è un prima, non c’è un poi, non c’è un qui, non c’è un lì. La Nuova Fisica, reagendo al meccanicismo materialistico, ha elaborato nuove concezioni, ha rinverdito lo spiritualismo e l’idealismo, ha esaltato i valori dello spirito, ha interpretato le stesse leggi scientifiche come costruzioni spirituali, di significato pratico. La nuova scienza è venuta criticando la meccanica e la fisica classiche, ha elaborato e fondato geometrie non euclidee, è giunta con Einstein alla teoria della relatività a prospettare la possibilità di intendere la materia come energia, con gli studiosi di microfisica alla disintegrazione dell’atomo, con Heisemberg alla negazione della possibilità di riferire leggi deterministiche al mondo subatomico. Nelle scuole però ancora si continua ad insegnare ed ad apprendere, dedicando poco spazio a quella quantistica, la più sicura fisica classica o philosophia naturalis del Seicento e del Settecento, la quale si era adoperata, invece, ad un’interpretazione matematico-meccanica della natura, ove tutte le parti della realtà fisica apparivano saldate insieme con un rigoroso e necessario concatenamento necessario della conoscenza svolgentesi ductu rationis. In questo contesto ciò che propone il Damiani è una “rivoluzione permanente” nella scienza e di conseguenza nella società. Questa rivoluzione non è fatta di salti e di distruzioni, ma di ristrutturazioni, ove parte del vecchio viene sempre riutilizzato nelle nuove costruzioni. Nella ristrutturazione parte viene disintegrato e parte viene integrato e ciò risponde alle profonde leggi dell’Universo intero.

Vincenzo Capodiferro

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