25 novembre 2011

Varese celebra Giulio Preti

VARESE CELEBRA GIULIO PRETI
Il bios teoretico di un pensatore nel centenario della sua nascita



In occasione del centenario della nascita dell’insigne filosofo italiano Giulio Preti, la città di Varese è divenuta protagonista di uno speciale “anno pretiano”. Le iniziative culturali dedicate a questa straordinaria figura che risplende nel panorama del cielo filosofico italiano da quel travagliato primo ‘900, sono partite con un convegno internazionale di studi, che si è tenuto presso l’Università degli Studi di Varese l’Insubria, dal significativo tema “sul bios theoretikòs di Giulio Preti”dal 28 al 29 ottobre. Vi sono intervenuti quarantadue relatori, provenienti da svariati atenei, nazionali ed internazionali, tra cui Germania, Francia, Messico ed Usa, alla presenza di importanti autorità locali, regionali e nazionali. È stata allestita una mostra sulle tappe significative dell’esistenza del pensatore italiano. È stato decantato dal poeta Silvio Raffo il “Canzoniere per Giulio” di Daria Menicanti. Le attività naturalmente non finiscono qui, ma continuano nell’insieme di un importante progetto, promosso dal polo filosofico della scienza dell’Università dell’Insubria che fa capo al celebre prof. Fabio Minazzi, coadiuvato dai proff. Paolo Giannitrapani e Marina Lazzari, dal senso quanto mai coinvolgente: “Giovani Pensatori”. È stato depositato il fondo del filosofo Antonio Banfi nel Centro Internazionale Insubrico Carlo Cattaneo e Giulio Preti, di cui è Direttore scientifico il prof. Minazzi. È questa un’importante acquisizione per il centro di ricerca, che farà di Varese un laboratorio intenso di riflessione e cultura filosofica. L’importante momento celebrativo di Preti, ricollegandosi ad una più ampia considerazione sul razionalismo critico italiano, vuole da un lato far rivivere quella autentica esistenza, che quanto mai sofferta si spense in maniera tragica sull’isola di Djerba, l’antica patria dei Lotofagi, e dall’altro incentrarsi su di un filone esistenziale e originale, che si poneva soffusamente in competizione ci grandi idealismi neoegeliani di Croce e Gentile. E di fronte al trionfo del rinnovato idealismo italiano, il naufragio esistenziale ed il criticismo pretiano riafferma il senso profondo di un realismo che si dibatte tra immanenza e trascendenza, tra razionalismo ed empirismo. Proprio in questo periodo i giovani del Liceo Classico “Cairoli” di Varese hanno protestato contro la proposta di intitolare un giardino pubblico propinquo alla Scuola al filosofo Giovanni Gentile, non per le sue indubbie doti di pensatore e di speculatore, quanto per la sua dichiarata adesione al fascismo ed alle sue ideologie razziali. Varese fu una città fascista, e molto si vede dalla sua architettura, e fu una provincia voluta dal duce, però nel suo cuore batteva un cuore democratico, garibaldino. Il contrasto Cairoli-Gentile riflette la doppia anima di Varese, una città borghese e proletaria, una città di industriali e di operai, anche se oggi però, sotto l’effetto della crisi globale, si è persa quella spinta propulsiva della società industriale. Al grande Giulio Preti è stato intestato un viale nella monumentale Villa Toeplitz. All’Università di Varese mancava un polo letterario od umanistico, ed il gruppo di filosofi del prof. Minazzi, in questo svolge un’importante funzione di equilibrio in una città tecnocratica. Il pensiero è l’anima di una città, che all’insegna di Preti vuole ricominciare a riflettere e a filosofare.

Vincenzo Capodiferro

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