05 aprile 2010

Storia greca: la cittadinanza

Nota enciclopedica Il ruolo del cittadino greco in età classica è centrale poiché all'epoca non esistevano diritti individuali, solo la comunità aveva un senso; nonostante questo non è semplice dare una definizione precisa. Secondo Aristotele cittadino è colui che partecipa al potere giudiziario ed alle magistrature; si tratta tuttavia di una definizione molto limitante, secondo la quale il 'cittadino' è cosa rara e che quindi apre molti interrogativi sull'effettivo livello di partecipazione in quella che è considerata la culla della democrazia.
Poiché nella Grecia del tempo non esistevano moderni documenti di identificazione, il riconoscimento dell'appartenenza alla comunità avveniva in maniera rituale, attraverso l'accoglimento dell'aspirante cittadino in due istituzioni caratteristiche: il demo e la fratria.
Il demo era un organismo essenzialmente fondato su legami di parentela e la presentazione allo stesso avveniva automaticamente al compimento del diciottesimo anno di età. Il fatto curioso è che l'ammissione avveniva per votazione su figli maschi di cittadini ateniesi: il voto riguardava non solo la verifica della condizione libera e della nascita legittima dei giovani, bensì veniva espresso anche un giudizio (ad occhio e, soprattutto, senza appello) sull'età degli aspiranti. Un giovane giudicato immaturo veniva quindi respinto senza problemi, anche se si poteva presumere che la sua età anagrafica fosse adeguata.
Il lexiarchikòn grammateíon era il registro del demo dove venivano scritti i nomi dei cittadini maggiorenni, il quale era sottoposto al superiore giudizio della boulé cittadina, proprio a testimonianza dell'importanza di queste procedure. Esisteva poi un registro nel quale venivano iscritti i nomi di coloro che non potevano, invece, partecipare all'assemblea del demo.
Diverse e differenziate erano inoltre le norme riguardanti le fratrie, che erano istituzioni di carattere eminentemente sacrale. In questo caso una prima presentazione al gruppo avveniva alla nascita da parte del padre, il quale dichiarava sotto giuramento di avere avuto un figlio legittimo. Successivamente, nel periodo immediatamente precedente all'entrata del ragazzo nell'età adulta, ed in occasione della grande festività ateniese delle Apaturie, il ragazzo veniva materialmente presentato alla fratria e, dopo aver offerto i suoi capelli tagliati ad Artemide, offriva alla comunità un pasto sacro, divenendo parte integrante del gruppo.
Le fratrie avevano un fratriarca ed un sacerdote (le due magistrature elette alle Apaturie) e svolgevano nella comunità il ruolo di istituzioni religiose, poiché si occupavano del culto degli dèi tutelari, diversi da comunità a comunità, benché sempre facenti riferimento a Zeus.
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Autore: A. di Biase
Fonte: G. Poma - "Le istituzioni politiche della Grecia in età classica" - Edizioni Il Mulino
Fonte iconografica:
http://www.ilsapere.it/
Rev. 01--02-13 Adb

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