05 gennaio 2009

Geografia: la struttura della popolazione

Nota enciclopedica
Una popolazione è in genere studiata per mezzo di modelli rappresentativi detti 'strutture': esistono modelli di questo tipo sia per età che per professione, per livello di vita, lingua, religione ecc.
Uno dei metodi più efficaci per la rappresentazione grafica delle strutture, particolarmente adatto per le età ma anche per altro, è il diagramma piramidale. La popolazione viene infatti suddivisa per fasce d'eta, per esempio da 0 a 5 anni, da 6 a 13, da 13 a 19 ecc. A ciascuna di queste fasce d'età viene associato un gradino della piramide, come in figura; la larghezza del gradino è dettata dalla percentuale di popolazione appartenente ad una data fascia d'età. Il gradino degli 0-5 anni sarà quello più in basso, il secondo 6-13 e così via fino ai gradini più alti che rappresentano la popolazione più anziana, ma anche percentualmente meno rilevante perché maggiormente colpita da mortalità.
Quella in figura è una rappresentazione ideale, più facilmente riscontrabile nei paesi in via di sviluppo, i quali non sono soggetti a politiche restrittive sulle nascite. Nelle economie evolute la piramide non è mai perfetta ed anzi può presentare notevoli deformazioni.
Casi tipici sono quelli dei paesi occidentali dove la natalità è bassa e dunque la piramide è stretta alla base (pochi bambini, molti anziani), oppure quelli dei paesi che hanno attraversato guerre, durante le quali in genere si ha un abbassamento della natalità che va a ripercuotersi sulla piramide con delle 'strozzature' anche molto vistose.
Un importante indice sulla struttura delle età della popolazione è inoltre l'indice di vecchiaia, facimente desumibile come rapporto tra il numero di ultrasessantenni ed il numero di giovani sotto i quindici anni.
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La struttura sociale distingue invece le persone in base a valori che nel mondo occidentale sono essenzialmente economici e culturali. Le categorie nelle quali le persone vengono divise sono omogeee secondo questi fattori. In Italia ad esempio il censimento distingue le persone in imprenditori e professionisti, dirigenti ed impiegati, lavoratori in proprio, lavoratori dipendenti, coadiuvanti. Importanti indici dello stato sociale sono:
il PIL: cioè il valore della produzione complessiva di beni e servizi, che va da oltre 20000 dollari annui pro capite per i paesi ricchi, fino a meno di mille dollari in quelli più poveri.
Lo stato sanitario: da un medico ogni 175 abitanti in paesi ricchi come l'Italia fino a 1 ogni 50.000 nell'Africa centrale.
Il grado di istruzione: non oltre il 3% di analfabeti in Occidente, mentre in India si passa il 40% pur essendo quest' ultimo un paese con le sue eccellenze tecnologiche.
La scolarità, cioè il numero di studenti ogni 1000 abitanti. Sopra 100 in Occidente ed in Giappone, meno o molto meno altrove.
L'ISU, l'Indice di Sviluppo Umano, un indice artificiale elaborato dalle Nazioni Unite che racchiude una combinazione tra PIL, alfabetizzazione e speranza di vita di un paese.
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Non meno importante è la cosiddetta struttura professionale della popolazione, la quale ovviamente fa riferimento alla popolazione attiva (che lavora o cerca lavoro), anche in rapporto a quella che non lavora per età o altre condizioni.
Alla struttura professionale è legata la suddivisione nei tre settori tradizionali: il primario (agricoltura, allevamento, pesca), l'industria (detto anche secondario) ed il terziario dei servizi (commercio, trasporti, banche ecc.).
I paesi economicamente evoluti sono quelli che hanno il terziario più grande (fino anche ad oltre la metà dei lavoratori) mentre sono i più deboli per quanto riguarda l'occupazione nel settore agricolo. Viceversa nei paesi in via di sviluppo i servizi sono pressoché inesistenti (assieme alle industrie), a parte un piccolo commercio, mentre l'economia è essenzialmente agricola.
Importanti indici della struttura professionale sono:
L'indice di attività: la percentuale di attivi sul totale degli abitanti.
L'indice di occupazione: la percentuale di occupati sulla popolazione attiva.
L'indice di ricambio: rapporto tra gli appartenenti alla prima classe lavorativa (15-20 anni) e gli appartenenti all'ultima (60-65).
L'indice di dipendenza: il rapporto tra popolazione non attiva e quella attiva.
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Autore: A. di Biase
Revisioni: -
Fonte: Compendio di Geografia umana, Dagradi-Cencini, Pàtron editore
Fonte iconografica da Google: Wikimedia, ma non siamo autorizzati a pubblicare il link (!?)

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