21 gennaio 2009

Geografia: agricoltura e colonizzazione in America ed Australia

Nota enciclopedica
A differenza che in Europa, dove l'agricoltura praticata ha un corso plurimillenario, in America con le colonizzazioni la storia parte in un certo qual modo da zero e lo spazio agricolo viene quindi organizzato in maniera estremamente razionale, secondo fasce di specializzazione che sono consentite dai grandi spazi.
Le cosiddette "belts" sono diffuse in tutti gli USA, ad esempio a sud dei Grandi Laghi si trova la 'fascia del latte' (Dairy belt), che con le sue stalle rifornisce la megalopoli atlantica. Altre aree a forte specializzazione sono quella del grano, nel nord del paese e quella del cotone a sud. C'è poi un'altra area dedicata ai prodotti tropicali, nella zona del Golfo del Messico.
Questo sistema agricolo, a forte standardizzazione, è in grado di essere molto efficiente sia nello stoccaggio che nella distribuzione dei prodotti, ma è anche particolarmente sensibile alle crisi di sovrapproduzione e necessita quindi di ammortizzatori sia diretti che indiretti.
E' interessante notare come i grandi spazi aperti abbiano offerto ai colonizzatori la possibilità di dare una forma geometrica molto ordinata al territorio, secondo una struttura a scacchiera che non si è modificata sostanzialmente fino ai giorni nostri. Sia i Francesi che gli Inglesi divisero il territorio in quadrangoli. Nel Canada di lingua francese e nella Luisiana si diffuse il rang, cioè l'appezzamento rettangolare con il lato corto lungo il fiume, che si propagò lungo il corso del Missisipi e del San Lorenzo.
Gli Inglesi adottarono invece il cosiddetto township, cioè la suddivisione del territorio in quadrati con 6 miglia di lato, senza tenere conto delle asperità del territorio. Ogni township era poi suddiviso in 36 sezioni di un miglio di lato o in particelle ancora più piccole.
Come avvenuto in altre parti del mondo tuttavia, recentemente si è affermata la tendenza alla ricomposizione fondiaria, perché la meccanizzazione ha reso inefficienti le aziende con meno di 200 ettari di terreno disponibile.
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In America sono poi rimaste anche tracce di attività agricole tradizionali come il dry farming, il ranch e l'estancia argentina.
Il dry farming, altrimenti detto aridocoltura, è una tecnica di lavorazione del grano in zone aride, che consiste in una rotazione biennale del terreno, il quale viene interamente arato ma solo per metà coltivato, in modo da lasciar assorbire acqua piovana alla parte incolta, che verrà poi sfruttata l'anno successivo.
I ranch sono, come noto, enormi fattorie dove vengono allevati migliaia di capi di bestiame. Non esistono più i grandi spostamenti raccontati dalla cinematografia Western, ma i capi vengono comunque inviati all'ingrasso nel Corn Belt una volta raggiunta l'età di uno o due anni.
L'estancia, infine, è una unità agricola grande qualche centinaio di ettari caratterizzata da un nucleo abitativo, denominato casco (dove ci sono la casa padronale e quelle dei peones, i braccianti locali) e dalla totale assenza di stalle, perchè il bestiame viene tenuto all'aperto tutto l'anno, diviso solo con filo spinato e su grandi estensoni.
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L'Australia è il paese nel quale l'agricoltura è condotta nel modo più estensivo. Le aziende agricole sono costituite con animali allo stato brado su porzioni di territorio di 10-20 mila ettari. Per la conduzione qui si utilizzano spesso piccoli aeroplani.
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Autore: A. di Biase
Fonte: Compendio di Geografia umana - Dagradi, Cencini - Pàtron edizioni
Fonte iconografica: www.colorado.edu

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